La BNR lascia i tassi invariati al 6,25%

//   30 settembre 2011   // 0 Commenti

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Banca Nazionale della Romania

La decisione presa dalla Banca Nazionale della Romania di lasciare invariato il tasso ufficiale di sconto al 6,25% era stata ampiamente prevista dagli analisti finanziari. Solita cosa dicasi per le quote di riserva obbligatorie confermata al 15%  per l’euro e 20% per la moneta interna.

Nelle ultime settime, però, si era fatta sempre più insistente la richiesta del mondo imprenditoriale di un taglio di almeno mezzo punto dopo che dal maggio 2010 il costo del denaro è rimasto sempre costante. Aspettativa andata delusa perche secondo le dichiarazioni della BNR non sono ancora mature le condizioni per un ammorbidimento della politica monetaria dovendosi ancora consolidare sia la ripresa economica che la discesa della inflazione. Un possibile taglio del costo del denaro avrebbe potuto favorire ulteriormente la già notevole volatilità del leo sulla piazza finanziaria, infatti da diverse sedute si assiste ad un continuo deprezzamento nei confronti dell’euro e del dollaro. Questo trend, se confermato, avrà un notevole impatto sia sull’economia reale che su tutte quelle operazioni di finanziamento bancario negoziate nei mesi precedenti quando il cambio era intorno ai 4,1/4,15. Secondo gli analisti sia di Unicredit Tiriac Bank che di Royal Bank of Scotland è lecito aspettarsi nelle prossime settimane una parità intorno ai 4,5 lei per euro. Un’ ulteriore rafforzamento dell’euro comporterà un rallentamento della già debole domanda interna, causa la perdita di potere di acquisto dei salari, sia un probabile rialzo dell’inflazione dovuta al fatto che la merce importata si paga acquista in valuta.

In assenza di una politica monetaria in difesa dell’attuale valore di cambio gli analisti ipotizzano che una volta rotta la soglia dei 4,5/4,6 si apra lo spazio per arrivare rapidamente ad un cambio di 1 a 5 che darebbe un grandissimo sprint all’export ma che penalizzerebbe drasticamente tutto il comparto interno e metterebbe le aziende in ulteriore difficoltà.

Se le indiscrezioni circa un possibile ritocco del costo del denaro da parte della BCE fossero confermate con un taglio di mezzo punto allora nella prossima riunione della BNR di novembre sarà lecito aspettarsi un adeguamento anche in Romania anche se la cosa non è automatica come abbiamo visto negli ultimi 14 mesi. Da non sottovalutare anche il possibile risparmio per il Ministero delle Finanze per le operazioni di prestito che sarebbero negoziate ad tasso più vantaggioso facendo risparmiare risorse che potrebbero essere impiegate per sostenere la crescita.

Andare invece ad intervenire sulla leva delle riserve minime obbligatorie non sembra essere una soluzione percorribile perché potrebbe essere vista come un segnale di debolezza dell’intero sistema sia nel caso vengano abbassate liberando cosi denaro da immettere sul mercato sia nel caso opposto se venissero alzate andando a drenare liquidità dal mercato.

 


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