Alla scoperta del Kenya

//   4 luglio 2011   // 0 Commenti

watamu

images 0151 150x131 Quando ero piccola, spesso, sentivo parlare di mal d’Africa, e ossessionata ogni giorno, da immagini di bambini africani denutriti, affamati , assetati, pensavo fosse un virus, una malattia terribile che si prendesse andando in Africa.. In realtà l’ho pensato fino a qualche tempo fa… pensando all’Africa troppo spesso si pensa ad uno dei continenti più poveri, bisognosi, e sottomessi…  è così. Ma c’è anche dell’altro: un mondo sconfinato di meraviglie e il calore di una terra che vive della sua bellezza e con essa ti avvolge tra colori vivi, caldi, in  acque cristalline nelle quali ognuno può ritrovare se stesso. Watamu, nella costa sud è una località del safari notturno 150x140Kenya che si affaccia sull’Oceano Indiano; un piccolo paradiso naturale dai tratti di un “placido villaggio di pescatori” tanto amato da Hemingway. Un’ infinita striscia di pallida sabbia si tuffa nelle acque smeraldine. Fondali bassi, trasparenti in cui pesci arcobaleno kenya 150x150è possibile ammirare l’arcobaleno di danze di pesci tropicali. Piccole isole si frappongono tra il lungo bagnasciuga e l’Oceano Indiano, sabbia bianca e fine consente di compiere lunghe passeggiate ammirando da vicino lo splendido parco marino: il Parco Marino di Watamu, che assieme al Parco Marino di Malindi appartiene alla Riserva Nazionale Marina di Malindi, e rappresenta un’ oasi incontaminata fuori dal mondo. Bellezza, trasparenza, specchi sconfinati di acqua che si confondono con il cielo terso; souvenir colorati venduti dai “beach boys”, images 010 150x131lezioni di yoga in riva all’Oceano Indiano (Garoda Resort); in questa oasi di pace, cullare i propri sogni sotto un cielo trapuntato di stelle, rappresenta uno dei regali più belli che un luogo possa donare: una carezza all’anima. Relax e tranquillità avvolgono di armonia, finchè non si ascolta il richiamo dell’avventura: e, allora, non si può far altro che seguire questo richiamo, liberandosi tra gli orizzonti sconfinati della savana, e assaporando la natura selvaggia del Tsavo, il parco più grande del Kenya (che dista solo mezz’ora di jeep). Un’ avventura fantastica fatta di odori e  colori, lo sguardo si perde nell’infinita savana, tra i rami Kenya malindi 150x132possenti dei baobab, branchi di elefanti, leoni, iene, sciacalli, giraffe che allungano il collo; tutta questa meraviglia ad un passo dai nostri occhi, a bordo di un fuoristrada aperto, con l’aria calda  che accarezza la pelle. Seguendo il corso del fiume Galana ci si ferma al Kudu Camp: Kenya 12 150x150un campo tendato di lusso; quì, dopo aver contemplato il leggendario tramonto sulla savana, con l’arrivo del buio inizierà il Safari Notturno (Night Game Drive), un’emozionante e romantica esperienza da assaporare in massima sicurezza e assoluta libertà, sempre sotto la protezione delle  guide del luogo: grazie ai fuoristrada dotati di luce “Spot” sarà possibile ammirare la fauna notturna dei parchi.
Il Kudu Camp Safari Kenya è anche comfort ed eleganza: cene preparate alla vista del fiume, con un servizio a 5 stelle,sarà un esperienza indimenticaabile a contatto con la natura selvaggia. A Kenya1 150x150seguire una notte da passare in una splendida dimora tendata e al mattino seguente, tra i colori di un nuovo giorno,  si riparte alla ricerca di angoli di natura e di vita animale ancora intoccata dalla presenza turistica. Affascinante anche Amboseli, parco al confine con la Tanzania, con scenari lunari, verdi praterie, villaggi di paglia e fango dei Masai, con uomini dalla pelle color ebano, dalla vivacità di abiti e gioielli, e con racconti meravigliosi sugli antenati guerrieri. Dalle capanne glam dell’Oltukai Lodge si potrà poi contemplare la vetta del Kilimangiaro.garoda resort5 150x150
Ci si sente veramente liberi quando si può camminare attraverso pianure, raggiungere il fiume al tramonto, montare la tenda. E l’indomani dormire sotto altre piante” (Karen Blixen)
E’ totalmente vero… ci si sente liberi, selvaggi,  in armonia con il mondo, oltre il tempo e lo spazio, avvolti soltanto dalla sconfinata esigenza di libertà. Il mal d’Africa non è una malattia che si prende andando in Africa, è una malattia che si prende lontano da essa, lontano da quella pace di colori e  bellezza, di armonia tra i sensi e se stessi. Solo adesso capisco, ora che l’ho vissuta.


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