Jeffrey Franks (FMI): la Romania ha mantenuto gli impegni

//   14 novembre 2011   // 0 Commenti

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Bucarest – La missione congiunta a Bucarest del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Mondiale, durata due settimane, ha certificato che la Romania ha mentenuto gli impegni assunti la scorsa primavera in occasione della firma di un accordo preventivo con le tre Istituzioni internazionali, riuscendo ad adempiere a tutti i criteri concordati. Franks ha dichiarato che “ il progresso è buono, tutti i criteri di prestazione sono stati soddisfatti ed abbiamo raggiunto un accordo sulle politiche necessarie per il futuro. Se il consiglio del FMI approverà queste valutazioni allora una nuova tranche di aiuti finanziari,da 475 milioni di euro, potrà essere messa a disposizione della Romania.” Gli aiuti già concessi dal FMI alla Romania ammontano a 3,5 miliardi di euro.

Il capo missione del FMI ha voluto ricordare come le previsioni economiche per il 2012 siano peggiorate in relazione soprattutto al quadro macroeconomico mondiale invitando il Governo a mantenere una politica fiscale molto prudente. Franks ha sottolineato  che “ per raggiungere il livello di deficit concordato del 1,9% nel 2012 saranno necessarie misure difficili, compreso il congelamento degli stipendi nel settore pubblico e delle pensioni. Riconosciamo che si tratta di una Finanziaria prudente e abbiamo concordato che, se le condizioni di mercato lo consentiranno, potrà essere tenuta in considerazione una crescita limitata degli stipendi nel settore pubblico e delle pensioni solo nella seconda metà dell’anno prossimo, ovviamente se ciò rientra nei parametri della legislazione salariale del settore pubblico e delle pensioni”. Le previsioni di crescita formulate dal FMI per il 2012 si attestano tra l’1,8 ed il 2,3% ma sono fortemente condizionate e dalla ripresa dei consumi interni e dalla capacità di assorbire i fondi europei, che rimane la priorità fondamentale del Governo. La Romania se sarà capace di attuare nuove politiche di stimolo agli investimenti co-finaziati con i fondi strutturali europei potrà beneficiare di oltre 8 miliardi di euro entro la fine del 2012. “ Il Governo deve incoraggiare l’utilizzo dei fondi a disposizione sia attraverso la riduzione della quota di co-finanziamento pubblico sia attraverso la restituzione dell’Iva. Il reale assorbimento rimane scoraggiante e per la Romania è fondamentale non sprecare i fondi dell’Unione Europea. Le autorità devono inoltre cercare di riorganizzare, attraverso un profondo programma di risanamento, le aziende statali i cui debiti ammontano al 4% del PIL ” è stato il monito di Franks aggiungendo che in questo percorso sarà fondamentale il ruolo del Parlamento quando sarà chiamato ad approvare le misure economiche richieste.

Una conferma importante alla parole di Jeffrey Franks arriva dalla dichiarazione di Istvan Szekely, rappresentante della Commissione Europea, secondo il quale “per l’inizio dell’anno è stato convenuto l’avvio di politiche molto caute con la possibile rivalutazione della situazione nel tempo. Lo faremo nel pieno rispetto della legislazione sulla responsabilità fiscale contando sulla decisa volontà delle autorità romene di portare il Paese in una situazione di stabilità e di crescita sostenuta, che rimane un punto di approdo fondamentale.”

Opinione comune della troika rimane il fatto che il Governo debba spingere a fondo sul programma di privatizzazioni che per troppo tempo è rimasto bloccato. Il collocamento di parte delle quote nelle aziende statali porterebbe nelle casse pubbliche denaro destinato sia a ridurre il debito sia a finanziare gli investimenti di cui il Paese necessita.

Uno spiraglio positivo si apre anche sul versante dell’inflazione che secondo le indicazioni della Banca Centrale si attesterà per fine anno al 3,3% grazie al buon andamento della produzione agricola, segnando così uno dei più bassi valori negli ultimi 20 anni. Per il 2012 invece l’inflazione programmata sarà del 3% ma secondo le parole del Governatore Isarescu rimangono ancora alcuni possibili problemi, infatti ha dichiarato che “ la Romania ha bisogno di investimenti e capitali stranieri ma anche di stimolare il risparmio interno osservando, però, che con la crescita della propensione al risparmio si rischia di privare la crescita economica del suo principale motore ovvero i consumi. Le risorse interne sono ancora troppo limitate ma non si può neppure stimolarle troppo perché si correrebbe il rischio di una nuova spinta inflazionistica. La soluzione – ha concluso – è quella di stimolare il risparmio senza distruggere i consumi.”

* in collaborazione con Sette Giorni


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