L’Italia s’è desta?

//   11 agosto 2011   // 0 Commenti

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Ok, è calcio d’agosto. E le sentenze estive vanno prese sempre con le molle. Ok, il Clasico di domenica (ritorno di Supercoppa Real – Barça) ha imposto a Del Bosque una formazione “politically correct” priva di molte stelle. Ma una vittoria rimane una vittoria, anche se in amichevole, e se la si ottiene sui campioni del Mondo e d’Europa in carica dà sempre prestigio e fiducia nei propri mezzi. Insomma, il 2-1 firmato dall’Italia di Prandelli sulla Spagna nell’amichevole del San Nicola di ieri sera lascia ben sperare.

Ottimismo dettato da diversi motivi. Innanzitutto è bene ricordare da dove è partita questa giovane Italia. Dalle macerie della disastrosa e vergognosa spedizione sudafricana. Prandelli ha raccolto i cocci, conservando i (pochi) pezzi buoni e aggiungendone altri. Un nuovo progetto tecnico-tattico che sembra portare i primi frutti, con la qualificazione al prossimo Europeo praticamente in tasca e il successo di ieri sera. Non battevamo gli spagnoli dal Mondiale del ’94, ma al di là delle statistiche e del risultato finale è stato il gioco a confortare. Pensavamo di essere lontani luce dai maestri del palleggio, e invece per gran parte del match abbiamo giocato alla pari usando le stesse armi, fraseggio e palla a terra. Circolazione di palla tutt’altro che fine a sé stessa, ma spesso ficcante con la spinta degli esterni alti (ottima la prova di Criscito) e la profondità cercata dai nostri folletti d’attacco (RossiCassano) innescata dal solito Pirlo, faro del centrocampo azzurro. A proposito di Cassano, il talento di Bari Vecchia è un’altra delle note liete di serata. Il milanista è apparso voglioso, pimpante e incisivo: chiuso a Milano sponda rossonera, il mercato potrebbe regalargli una miglior sistemazione in grado di garantirgli quella continuità di gioco necessaria a mantenere la maglia titolare in azzurro. Bene anche Montolivo, atteso sempre dalla definitiva maturazione, benino Balotelli: se il ragazzo deciderà di pensare soltanto a giocare potrà dar una mano a questa Nazionale.

Dunque, pur con le attenuanti del caso, è lecito guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Ricordando però che la rincorsa verso il gotha del calcio mondiale è appena ricominciata.


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