Italia, base militare in Gibuti combattere la pirateria somala

//   17 gennaio 2012   // 0 Commenti

pirati somalia 300x179430mila euro per fermare le continue scorribande dei pirati somali. E’ la cifra sborsata dall‘Italia all’esercito della Repubblica di Gibuti come prima tranche di pagamento per l’apertura di una base militare tricolore sul territorio del piccolo paese africano. L’operazione è finalizzata alla lotta contro la pirateria che tanti problemi ha causato (anche) alle nostri navi transitanti nel golfo di Aden. Dal 2006, anno in cui si sono intensificate le attività dei pirati somali, il Gibuti è diventato infatti un territorio chiave per la lotta contro il fenomeno: da qui è possibile controllare lo stretto marittimo di Bab el-Mandeb, tappa obbligata per i mercantili che attraversano l’area, dove ogni giorno passano oltre tre milioni di barili di greggio. Proprio per questo motivo, diversi Paesi occidentali hanno cercato di essere presenti nel piccolo Stato africano: Usa, Francia, Giappone, e ora anche l’Italia. L’accordo stipulato con la repubblica del Corno d’Africa prevede la cessione di mezzi militari in dotazione al nostro esercito: 40 autocarri Iveco ACM80, acquistati negli anni Novanta e prossimi alla sostituzione, per la cui manutenzione verranno spesi 316mila euro, quattro veicoli VM90, dieci barchini, autocisterne, un’autobotte e autogru.


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