“Sinapsys permette ai laureati calabresi di esprimersi professionalmente nella propria terra”

//   9 luglio 2012   // 0 Commenti

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Il mondo del software rappresenta da sempre la ricerca delle soluzioni per il cliente, molte le aziende di settore, voi come vi approcciate al cliente, quale il vostro elemento di distinzione?
L’informatica è nata come supporto automatizzato da applicare a processi che richiedessero operazioni ripetitive e routinarie. Da allora, in questo settore, è cambiato tutto. Oggi la tecnologia offre una gamma così vasta di soluzioni che è semplice rimanere disorientati. Questo non avviene solo dalla parte di chi necessita di strumenti informatici ma può capitare anche a chi fornisce le soluzioni. C’è necessità di osservare il fenomeno della diffusione degli strumenti informatici con grande saggezza ed obiettività, non dimenticando che è il processo ben costruito a guidare l’intervento informatico e non viceversa. Questa scienza affascinante è così pervasiva che corre il rischio di autosostenersi e di allontanarsi dalle specificità delle organizzazioni nelle quali si introduce: non vincolo, ma opportunità. In questa “dialettica” fra scienza informatica e organizzazione ricevente noi tentiamo di assumere un ruolo da arbitro: padroni delle competenze e partner dell’organizzazione, al fine di orientare l’intervento alle specifiche e peculiari aspettative del cliente“.

Siete un’azienda giovane ma molto dinamica con obbiettivi di crescita, quali i settori nei quali vi sentite più competitivi e quali i mercati fino ad oggi esplorati?
Un’azienda che oggi abbia il desiderio di esprimersi in questo settore ha l’imperativo di essere flessibile e dinamica. Questi obiettivi si raggiungono attraverso una presa di coscienza del fatto che un occhio deve essere rivolto alla costruzione di quello che in un dato momento è il business di riferimento, l’altro occhio attento a comprendere cosa stia cambiando. Ne va da se che questo obiettivo è raggiungibile esclusivamente se il concetto di responsabilità assume un carattere diffuso in tutti i livelli aziendali. Ciascuno in azienda porta in se questi principi, che ritrovandosi in una forma organizzata producono una risposta complessiva all’altezza delle sfide imposte dal settore di riferimento.
Sinapsys nasce con la sanità come tema intorno al quale costruire modelli e competenze, e sicuramente la sanità rappresenta il principale settore di riferimento. Gli investimenti in questo ambito sono stati sempre molto importanti ed orientati ad acquisire maggiori competenze di dominio, estendendo l’azione ad interventi di consulenza direzionale, riunendo in un solo team competenze tecnologiche, organizzative, manageriali: un fidato partner del management aziendale.
Una particolare attenzione viene riservata alla telemedicina, dove un’equipe è sempre alla ricerca di nuovi modelli e sperimentazioni. Al di là del settore sanitario l’azione si rivolge ad altre aree coinvolgendo la pubblica amministrazione locale, le regioni e gli altri enti sub-regionali dove fra l’altro progettiamo azioni di dematerializzazione e work-flow management con risultati di grande valore“.

Partite dalla Calabria, ponete soluzioni al mondo sanitario locale con grande successo, la dimostrazione che ricerca e innovazione sono residenti anche al sud?
In Calabria abbiamo tre università tutte molto ben strutturate e con un livello di assoluto valore. Abbiamo creato un link stabile con loro al fine di condividere progetti ed azioni. Ospitiamo infatti in azienda laureandi per stage pre-laurea. Questo modello è importantissimo perchè da allo studente la possibilità di comprendere il significato di un progetto reale, dove solitamente i tempi e i modi di intervenire sono diversi da quello che ci si aspetta. A noi l’opportunità di conoscere le qualità personali e professionali dei neo-laureati. Alcuni di questi vengono, infatti, cooptati in azienda appena dopo la laurea. L’informatica ha fatto crollare le barriere che limitavano drammaticamente la possibilità di esprimersi ad un territorio come il nostro che, oggettivamente, ha una posizione geografica che rende complicato un rapido collegamento logistico con il resto del Paese. Abbiamo l’orgoglio di aver costruito una realtà che offre la possibilità ai nostri laureati di rimanere nella propria terra senza rinunciare ad esprimersi professionalmente”.

La sanità nel nostro Paese la voce che più pesa nei costi, razionalizzare e standardizzare gli obbiettivi del Governo, nel vostro campo quanto si può incidere per ottimizzare servizi e costi?
Moltissimo. Ritengo che la soluzione del problema passi da un adeguato uso degli investimenti in innovazione. In realtà così complesse come quelle rappresentate dalla sanità pubblica, il rischio di ottenere risultati mediocri a fronte di investimenti importanti è altissimo. La storia, peraltro, racconta chiaramente che questo è un fenomeno purtroppo ancora oggi abbastanza diffuso. Grandi interventi devono interessare inevitabilmente vaste aree organizzative con un coinvolgimento di un numero di operatori molto significativo. L’attenzione alla fisica applicabilità di quello a cui si sta pensando deve essere altissima: passando dalla carta all’azione si incontrano ostacoli a volte insormontabili. Ecco quindi la necessità di individuare azioni mirate, su precisi ambiti e con aspettative costruite metodicamente. Gestione elettronica del dato, integrazione, telemedicina e costruzione di modelli avanzati di estrazione delle informazioni rappresentano la chiave per conoscere e quindi governare”.

Enti locali e aziende private quanto incidono sul vostro fatturato e quanto spazio c’è in un mercato che come dicevamo prima a volte appare affollato anche per chi come voi fa della ricerca e innovazione il punto di forza ?
Storicamente ci siamo rivolti alla pubblica amministrazione, adottando una organizzazione aziendale adeguata alle particolarità che questa esprime. Da un paio d’anni, capitalizzando l’esperienza maturata in complesse organizzazioni pubbliche, stiamo concentrando la nostra azione rivolgendoci anche ad aziende private di medio-grandi dimensioni. Devo dire che la gavetta della PA è servita molto per comprendere che l’introduzione dell’innovazione porta con se una serie di aspetti assolutamente non trascurabili che impattano non solo su dimensioni organizzative ma arrivano sulla singola persona con la quale è necessario costruire un percorso condiviso. E’ rilevabile che le Aziende private reagiscono, solitamente, in modo più aggressivo aiutandoci a raggiungere gli stessi obiettivi in tempi più rapidi e sollecitandoci ad avviare sperimentazioni sempre più innovative”.

Gli aiuti che spesso il Governo strombazza da destinare alla ricerca, sostegno alle start up, sostegno ai giovani che ancora investono in un futuro in Italia, dalla sua esperienza cosa si sente di dire ai nuovi e giovani aspiranti imprenditori ?
Che la forza per costruire devono trovarla prima di tutto in loro stessi. Le azioni che un governo può mettere in campo possono aiutare un processo che di per se già è in embrione. Decidere di costruire un progetto o peggio un’azienda, perchè in quel momento esiste una possibilità di agevolazione può trasformarsi in un clamoroso errore. Ritengo che questo debba essere preso solo come valore aggiunto, anche se molto importante ed a volte insostituibile, ma non deve essere “primum movens”.
Agli aspiranti imprenditori dico di riempirsi di forza, di rimuovere le paure e le nebbie che potrebbero offuscare i loro obiettivi ed orgogliosamente carichi della loro responsabilità….AGIRE. Volontà, impegno ed entusiasmo faranno il resto.
C’è molto da costruire, ed i giovani hanno un angolo di veduta che, se gestito con saggezza, può portare lontano”.


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