Intervista esclusiva al Presidente Nazionale della FAI ConfCommercio Daniele Ercoli 

//   11 dicembre 2017   // 0 Commenti

pres-ercoli

Posizione scomoda messa in disparte da accordi sindacali ncc e taxi. Al legislatore l’ultima parola!
1 Servizio pubblico o servizio di pubblica utilità?
Formalmente è del tutto indifferente, ma se si vuole, come si dovrebbe, differenziare anche
giuridicamente i due settori, riteniamo che il taxi debba essere pubblico servizio (infatti tale è un
servizio reso dal privato su base licenziataria, con controllo stretto, amministrativo = tariffe, e
programmatico = turni di servizio predeterminati) e il noleggio un servizio di pubblica utilità
(giuridicamente ciò che è reso dal privato su base autorizzativa ma senza gestione
operativa e amministrativa da parte dell’ente autorizzante).
In questo modo e solo in questo modo si arriva alla separazione netta di due settori profondamente
differenti, la cui uguaglianza normativa attuale, voluta dal mondo taxi 25 anni fa, è la causa di una
concorrenza talvolta più che sleale.
2) Come conciliare il rientro alla rimessa con le nuove applicazioni tecnologiche?
E’ il concetto stesso della rimessa per come è intesa fuorviante in ambito di attività di impresa. La
rimessa ci deve essere, è il luogo dove stanno i veicoli non in servizio, come la macelleria per il
macellaio; come, quando e dove i servizi vengono svolti, in ambito imprenditoriale, è scelta
dell’impresa. La rimessa deve essere locata in ambito territoriale regionale (non si può fare
altrimenti) su definizione dell’impresa, secondo la propria metodologia di lavoro e le esigenze
aziendali.
3) Territorialità o libertà d’impresa su tutto il territorio nazionale?
Autorizzazione NCC con rilascio da parte delle Regioni senza commistione con i Comuni,
operatività naturalmente sul territorio nazionale. Occorre togliere qualsiasi autorità normativa ai
Comuni in ordine al servizio NCC lavorando su spazi più ampi, anche per disinnescare l’arma dello
sciopero taxi con lo spauracchio del blocco dei centri urbani, vero ostacolo fin’ora per lo sviluppo di
nuova mobilità.
4) ottenimento dell’autorizzazione e esercizio della medesima in capo ad un singolo
noleggiatore o a una SRL con possibilità di estendere a più auto la licenza medesima?
Autorizzazione in capo all’impresa costituita in tutte le forme previste dalla legge. Noi abbiamo
proposto un’autorizzazione che prevede la possibilità di utilizzare, per le forme societarie, un
massimo di 4 veicoli in franchigia, oltre i quali l’impresa deve costituire idonea forma fidejussoria.
Le aziende devono poter crescere e adeguare le proprie strutture alla domanda; oggi per riuscire a
costruire una piccola azienda di noleggio partecipando a bandi di concorso occorre una media di 15
anni, fatto salvo il ricorrere al mercato della compravendita di titoli autorizzativi, vera aberrazione
di sistema.
5) questione Romana: mille ncc con licenza di Roma non bastano. Cosa fare?
Non è solo questione romana per la verità, a Roma sono circa 1000 le autorizzazioni NCC contro
7000 taxi; l’ultimo bando di assegnazione di autorizzazioni risale al 1992. A Milano per trovare
l’ultimo bando NCC dobbiamo tornare al 1970, cioè 22 anni prima della legge quadro 21/92; sono
solo circa 270 le autorizzazioni operanti nel capoluogo lombardo, contro circa 6000 taxi; il dato è
ancora più sconcertante di quello romano. A Firenze, per citarne una terza, non si ha nemmeno
memoria circa la data dell’ultimo bando NCC. E’ evidente il peso della lobby contraria, che non
vuole e non ha mai voluto sdoganare ai Comuni il “permesso” di aumentare i contingenti NCC,
ritenendo così di mantenere per se elevati flussi di lavoro, ma ottenendo per contro quella che ora
chiamano “l’invasione” dei noleggi di fuori porta. Risultato del tutto scontato e ampiamente
prevedibile, considerate le mutate condizioni e le esigenze di mobilità. Occorre quindi prevedere
una sanatoria, “cum grano salis”, aperta per 12 mesi, che preveda la conversione dell’autorizzazione
attualmente in possesso del noleggiatore, rilasciata dal Comune X, in autorizzazione regionale per
competenza di residenza o di sede legale dell’azienda, con il supporto di una certificazione di
regolare rapporto commerciale continuativo svolto almeno nell’ultimo triennio ( fatture a
dimostrazione dell’esistenza di lavoro effettuate per conto di aziende/enti nel territorio della regione
cui si vuole afferire). Dall’operazione sanatoria andrebbero escluse tutte quelle autorizzazioni
conferite allo stato in cooperative e contemporaneamente dovrebbe essere disposto il blocco al
rilascio di nuove autorizzazioni per 24 mesi, durante i quali vengono esperite tutte le analisi di
valutazione e di modifca strutturale dell’assetto in ambito regionale, che via via si deve andare a
delineare con un monitoraggio dell’esistente e delle richieste di conversione.
6) una parola su UBER
Non ci piace l’idea di commentare un nome, è il concetto di nuove tecnologie che andrebbe
sviluppato; Nuove tecnologie che permettono nuove forme di mobilità, oramai imprescindibili;
fenomeno non arrestabile e da non tentare nemmeno di arrestare. Regolare, regolamentare quello si,
indubbiamente, in maniera chiara e ineludibile. Con un inciso sopra tutti: Nessuna forma di
trasporto persone effettuato da conducenti non professionisti, nessuna forma di “low cost”
mascherata da car pooling. Qua si parla di sicurezza delle persone trasportate, e su questo non si
scherza!
Però, su Uber vogliamo sfatare un mito, quello fiscale. La società transa tutti i flussi di denaro in
modo tracciabile (carta di credito in entrata/bonifico bancario a compensare i noleggiatori, i quali
emettono in proprio ricevuta fiscale al cliente trasportato) Uber, società con sede legale in Olanda,
la paga le tasse, come previsto dalle norme europee. Si può discutere su tutto, ma non che ci sia
evasione. Purtroppo, o per fortuna, si pensi ciò che si vuole, siamo uno Stato membro della UE e
tocca accettare le normative, piacciano o meno.
Per gli intermediari noi abbiamo dichiarato che vorremmo avere un terzo settore vero, composto
solo da intermediari che devono rispondere a requisiti e norme comportamentali ferree e controllate,
abolendo la figura dell’intermediario/noleggiatore o intermediario/taxista, a chiaro intento di 
stroncare attività elusive delle norme.
7) … Come combattere l’abusivismo?
L’abusivismo si combatte sul campo. Noi abbiamo chiesto un’immatricolazione univoca e specifica
per le vetture NCC in modo da averne immediato riscontro e un REN dove vengono iscritte tutte le
aziende regolarmente autorizzate, registro accessibile alle PA e alle FFOO per i riscontri automatici.
Occorre però un’azione incisiva delle FFOO contro le forme di abusivismo “vero”, prodotto
in larga parte da privati cittadini comunitari ed extracomunitari , una regolamentazione seria sia
dell’attività di trasporto effettuata da Enti non lucrativi (Onlus, Auser e quant’altro) e dalle strutture
ricettive (Hotels, resorts, centri congressi, ma anche parking remoti aeroportuali). Occorre inoltre
stabilire regole, noi le abbiamo proposte, per l’impiego di veicoli atipici, quali quelli d’epoca, non
immatricolabili per noleggio con conducente poichè non rispondenti alle normative, ma utilizzati
per cerimonie per esempio, settore che gira centinaia di migliaia di euro/anno senza alcun controllo,
ne di ordine fiscale, ne soprattutto relativo alla sicurezza dei passeggeri paganti. Servizi perlopiù
erogati “in nero” da privati proprietari di queste vetture e da società, anche estere, autorizzate, forse,
al noleggio senza conducente.
icon cool … levare ai taxi il diritto di prenotazione? Scontrino fiscale?
Il taxi, già oggi, per effetto della legge 21/92 NON può lavorare su prenotazione, rivolgendosi a
clientela indifferenziata, quindi la regola non può e non deve variare. Il nostro chiedere una
differenziazione più radicale anche giuridicamente ha proprio lo scopo di rendere efficaci quelle
barriere troppo deboli e di libera interpretazione della legge 21/92, unitamente al volere un settore
di intermediazione fatto solo da intermediari; oggi, le centrali radiotaxi, che non sono tassisti, ma
che sono composte da tassisti, aggirano con facilità la norma, assumendo in proprio contratti con
clientela specifica (legge 21/92 riservata al noleggio) e prenotazioni di servizio, anch’esse di
pertinenza NCC.
Tassametro fiscale SI senza se e senza ma, già in uso in germania e Spagna; è una questione di
civiltà ed equità.
al punto 5) abbiamo inserito la condizione di non convertibilità delle autorizzazioni conferite in
cooperativa e a questo proposito richiamiamo quanto da noi richiesto al MIT nel nostro documento
di programma, e cioè di vietare la costituzione in cooperativa per il settore NCC, prevedendo una
conversione in aziende strutturate per quelle esistenti. Noi pensiamo infatti che esista un “problema
cooperative” nel nostro settore, da inserire forse al primo punto della “concorrenza sleale”, per via
del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi le stesse sono unicamente collettori di
“autorizzazioni anomale” e fabbriche di elusione ed evasione fiscale e contributiva.
9 Cosa ci dice sull’ultimo accordo siglato da alcuni sindacati NCC e alcuni sindacati Taxi?
Il nulla ancorchè condiviso non diventa la soluzione di tutti i mali, rimane un nulla seppure condiviso. E’ tutto strumentalizzato al mantenimento di posizioni di privilegio che non si conciliano con le necessità dello sviluppo delle imprese. Infatti al di la delle belle parole, si legge che le autorizzazioni diventano regionali, MA con l’intervento degli Enti locali (leggere Comuni), i quali sono alla mercè degli scioperi taxi. Sulla forma giuridica apertura ma con il sistema bizantino del conferimento. Regime transitorio equivalente ad una sanatoria senza controllo  per tutte quelle realtà extraterritoriali NCC con autorizzazioni conferite in cooperative e consorzi. Protezione delle centrali radio taxi ed intermediari interni ai due settori, invece che l’esatto contrario, in un ottica di chiarezza. In due parole, il nulla. Trasparenza fiscale richiesta per Uber e simili ma nessun cenno al c.d. tassametro fiscale e NO secco alla scatola nera per entrambe i settori. Credo violi anche i principi della delega al governo.
Pres Ercoli 150x150


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