intervista esclusiva al dr Leonardo Pasquale

//   30 aprile 2020   // 0 Commenti

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intervista al noto chirurgo di Prato dr Leonardo Pasquale sul coronavirus ossia covid 19 e sul Governo in relazione ad esso, adesso che siamo alla fase 2

Dott Leonardo quale secondo Lei dovrebbe essere la strategia per riaprire in sicurezza?

Le rispondo per priorita in punti numerici.

1 continuare ad utilizzare le mascherine

2 eseguire uno screening di massa almeno al 20 % della popolazione in particolare nelle cinque regioni più colpite, privilegiando la part’attiva e quella in contatto con il pubblico. Avere una chiara mappa dei contagi sarebbe estremamente utile anche in caso di ritorno della patologia. Non so quanti siano i tamponi disponibili, ma certamente investirei in tale direzione molte risorse anche a costo di chiedere una compartecipazione economica ai cittadini che possono permetterselo.

3 concedere libertà di movimento a tutti coloro che superano i test (a partire dal primo) utilizzare eventuale “applicazione” esclusivamente per le persone positive per capire se inavvertitamente entrino in contatto con altre persone.

4 monitoraggio h 24 dei cittadini positivi anche asintomatici mediante applicazioni in modo tale da intervenire immediatamente in caso di alterazione dei parametri di monitoraggio

5 aprire centri commerciali e negozi i utilizzando “applicazioni” per fissare appuntamenti onde evitare assembramenti e file

6 incentivare l’uso di biciclette e monopattini per lo spostamento anche in considerazione della bella stagione

Affondiamo la lama. Cosa non va’?

Non mi preoccupa il fatto di non riaprire ma quello di non avere alcuna strategia di riapertura

Abbiamo commesso un tragico errore nel chiudere tardi e nel non avere fin dall’inizio una strategia per contenere la diffusione del virus. Allora c’era la paura di fermare l’economia. Ora si sta commettendo l’errore opposto sempre per paura. Mi dispiace ma questa non è una riapertura ma una continuazione. Pagare una task force ridondante per sentirmi dire quello che ha detto Conte ieri mi lascia un po’ perplesso.

Ripeto che dopo la conferenza di Conte devo dire che sono rimasto un po’ deluso per la cosiddetta fase due. Ovviamente nutro stima per Giuseppe Conte ma temo che per combattere e vincere una guerra come questa sia inevitabile l’uso di una strategia. In primis mi ispirerei ad un paese che io definirei modello di comportamenti quale la Corea del sud unico paese che fin dall’inizio è riuscito a contenere la diffusione del virus. L’utilizzo delle mascherine appare ancora indispensabile in associazione alle misure che ormai tutti conosciamo. Il punto di forza della Corea è stato lo screening di massa associato mediante tamponi fin dall’inizio. Le persone positive sono state immediatamente isolate e sottoposte a monitoraggio mediante applicazioni dedicate in modo tale da intervenire immediatamente in caso di alterazione della saturazione o di insorgenza di febbre. Direi che anche l’Italia ha effettuato un discreto numero di tamponi ma è partita molto tardi perché all’inizio un po’ come con le mascherine è stata fatta grande confusione. Si potrebbe pensare a portare lo screening al 15/20% della popolazione ed in questo caso la geografia dei contagi sarebbe molto più attendibile. In associazione allo screening sarebbe utile un’applicazione per la valutazione di temperatura e saturimetria h 24 C’è l’imbarazzo della scelta su queste applicazioni.


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