“La trasformazione di Valmontone in polo dell’intrattenimento e tempo libero è stata vincente”

//   22 febbraio 2012   // 1 Commento

Egidio Calvano valmontone

Intervista ESCLUSIVA al Sindaco del Comune romano tra passato, futuro, difficoltà e progetti.

Valmontone un comune in crescita di popolazione e di dinamiche economiche in sviluppo, quale il segreto di tanta energia?

«C’è una storia, a questo proposito, che i lettori devono conoscere. Valmontone è sempre stata una città a prevalente vocazione agricola che, nel secolo scorso, ha conosciuto un grande mutamento occupazionale legato all’insediamento dell’industria pesante a Colleferro, allo sviluppo del commercio ambulante e dell’industria dei servizi a Roma. Con la grande crisi degli anni Novanta, e la perdita di decine posti di lavoro, la città si è trovata davanti ad un dilemma: quale strada scegliere per garantire un futuro ai propri figli. La scelta che fecero gli amministratori – con grande coraggio e in piena sintonia, senza distinzioni fra maggioranza ed opposizione – fu quella di rinunciare ad una parte del bene più prezioso di Valmontone, i propri terreni, per favorire la nascita di un Polo dell’intrattenimento e del tempo libero di livello nazionale. Una scelta che, a conti fatti, possiamo giudicare vincente».

I vicini romani conoscono Valmontone anche in relazione al famoso centro commerciale, quali sono, in questo senso, ulteriori sviluppi sul territorio, nuovi abitanti significa nuovi insediamenti abitativi, servizi, ecc.?

«Il Polo Turistico è un’opportunità per Valmontone e per tutto il comprensorio. Questo territorio ha, davanti a se, enormi potenzialità da sfruttare per garantire una crescita sana e duratura del proprio tessuto sociale, economico ed occupazionale. Ma per fare in modo che ciò accada occorre che la politica crei le condizioni affinché tali potenzialità possano esplodere. A livello comprensoriale Valmontone può svolgere un ruolo di primissimo piano. Mi spiego meglio: il Factory Outlet e il Parco Divertimenti, oltre all’occupazione diretta, porteranno su questo quadrante oltre dieci milioni di visitatori l’anno. Dal punto di vista strategico, dobbiamo lavorare in un’ottica di sistema per fare in modo che almeno una parte di questi visitatori resti sul territorio. In parte, qualcuno ha già intuito tali potenzialità e si è attrezzato: mi riferisco ai tanti ristoranti, agli agriturismo, agli alberghi e agli affittacamere che sono stati aperti in questi ultimi anni. Ma ancora non basta. Dobbiamo migliorare le capacità attrattive del territorio insieme, facendo sistema, migliorando le infrastrutture e puntando sulla valorizzazione e sulla promozione di quanto di buono abbiamo in casa: la nostra cultura, la storia e le bellezze delle nostre città, le nostre tradizioni millenarie, la nostra gastronomia.
Insomma, abbiamo davanti una sfida importante: quella di far nascere, accanto al nostro Polo dell’intrattenimento e del tempo libero, un secondo pilastro in grado di far crescere economia, impresa ed occupazione. A Valmontone stiamo puntando anche sulla nuova zona industriale ed Artigianale e sulle opere pubbliche ma è chiaro che, in un’ottica di medio termine, dobbiamo investire le nostre fiches sulla valorizzazione dei nostri territori. Una scommessa che dobbiamo vincere soprattutto a livello locale, coinvolgendo i comuni e le scuole del territorio, la Provincia e la Regione Lazio e, perché no, anche l’Unione Europea».

Fare il sindaco oggi non è facile. Lo Stato spesso è attore immobile, con regione e provincia come sono i rapporti. Quanto sentite la risposta delle istituzioni?

«Molte delle difficoltà di amministrare una città con tante complessità come Valmontone sono anche figlie del tempo di crisi in cui viviamo, del progressivo taglio di trasferimenti dagli enti superiori ai comuni, dalle restrizioni cui versano da tempo gli enti locali, rese ancor più stringenti dalle ultime decisioni in tema di contabilità pubblica e dai vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Fatte queste premesse, devo dire che con la Regione Lazio e con la Provincia di Roma abbiamo instaurato ottimi rapporti di collaborazione, soprattutto per quanto riguarda tutti quegli interventi destinati a garantire un miglioramento della qualità complessiva della vita della Città. Proprio in queste ore, ad esempio, la Regione Lazio ci ha assegnato un finanziamento importante per la riqualificazione di Colle S.Upica mentre con la Provincia di Roma abbiamo avviato l’iter per il rifacimento di via Colle Tocciarello dove ha sede un centro provinciale che ospita mamme in difficoltà. Ma anche nella recente emergenza neve nella Regione e nella Provincia abbiamo trovato interlocutori attenti alle nostre esigenze. Alla Regione abbiamo inviato la richiesta di Stato di calamità naturale, mentre abbiamo accolto volentieri il contributo provinciale di € 7.000 per poter affrontare le prime spese connesse a tale emergenza»

Oggi il tema della sicurezza resta una priorità per tanti comuni. Da voi com’è la situazione? Come restare immuni alla criminalità con la crisi che attanaglia le imprese?

«Io credo che il problema sia nella percezione del grado di sicurezza che i cittadini hanno, anche in relazione a come i mass media propongono alla pubblica opinione certi accadimenti. E’ evidente, però, che poter vivere tranquilli all’interno della propria comunità è una priorità che i cittadini ci hanno indicato sia in campagna elettorale che in questi primi mesi di governo. Su questo fronte abbiamo messo in cantiere diversi atti concreti, dalla richiesta di un maggiore coordinamento fra la polizia locale e le altre forze dell’ordine, all’accensione di telecamere e all’aumento della vigilanza nelle zone più sensibili. Però i cittadini devono sapere che tutto questo non basta o, almeno, non ci si può affidare solo alla polizia e ai carabinieri per garantire sicurezza. Un pregio di Valmontone è quello di aver conservato, anche dopo la crescita economica e demografica che ha conosciuto, tutte le caratteristiche di un piccolo paese: la solidarietà, il forte senso di appartenenza, il senso di dovere nel correre in aiuto di chi è in difficoltà. Sono questi, credo, gli anticorpi migliori che una comunità può mettere in campo contro delinquenza e microcriminalità».

La grave crisi che blocca il Paese ha origini finanziarie e le banche, come tutti, non solo soffrono la situazione ma non destinano alle aziende risorse per gli investimenti e consolidamenti, le tasse ed anche Equitalia contribuiscono al pessimismo e a fatti drammatici, banche più attente al territorio non le trova strategiche?

«Dall’Unione Europea, alla BCE per finire al governo Monti, a Confindustria, ai sindacati e alle associazioni che tutelano le categorie produttive, tutti indicano la stretta sul credito uno dei problemi maggiori di questo momento, una delle cause che impedisce al sistema di avere le risorse necessarie per ripartire. Le banche, scottate da una crisi essenzialmente finanziaria, esitano a riaprire i rubinetti del credito, e negano fondi anche a chi ne avrebbero pieno titolo e diritto. In questa situazione, un amministratore di un ente locale può davvero poco, al di là di un’opera di moral suasion. Tempo fa avevo proposto di firmare una convenzione con gli istituti di credito presenti sul territorio che avesse ad oggetto una serie di agevolazioni per gli imprenditori e le famiglie. Vedremo se esistono ancora le condizioni per un progetto del genere. Certo è che agli istituti di credito si chiede di avere un po’ più di coraggio, di rischiare, di aiutare il paese in questa difficile sfida di rinascita. In tal senso dovrebbero essere incoraggianti le norme del Decreto “CrescItalia”- che, soprattutto nell’art. 1 statuisce l’abolizione di vincoli e lacciuoli allo svolgimento di attività economiche, apre il campo ad una miriade di possibilità per lo sviluppo e per le iniziative imprenditoriali soprattutto dei giovani – e del recentissimo decreto sulla Semplificazione Amministrativa».

Ambiente e servizi sanitari sono sinonimo di attenzione alla qualità della vita di una comunità, nel suo programma di legislatura cosa state facendo e cosa farete? Molte amministrazioni utilizzano le energie alternative per far andare la Macchina pubblica ma anche quale investimento remunerativo. Anche per voi è così?

«Sono decine le città e i comuni che ce l’hanno fatta a garantire, dal punto di vista ambientale, una vita migliore ai propri cittadini ed è quello che vorremmo fare anche noi. Siamo fortemente convinti che ripresa e sviluppo debbano marciare di pari passo con la tutela della qualità della vita; tematiche come ambiente, tutela della salute, ottimizzazione dello sfruttamento dello risorse e sviluppo delle energie rinnovabili non sono patrimonio né di destra né di sinistra, ma di ogni amministratore che ha a cuore il futuro della propria città. Questa città ha sofferto la progressiva scomparsa delle tematiche ambientali dall’agenda politica: noi ci stiamo impegnando per far tornare l’ambiente fra le priorità.
Per quanto riguarda l’uso delle energie alternative, abbiamo raggiunto la consapevolezza che tocchi al settore pubblico indicare la via. Sono rimasto colpito dall’esperienza del comune di Settimo Torinese,dove ci sono poli produttivi che non consumano più energia di quella che producono. Nel nostro piccolo, vorremmo iniziare questo percorso alimentando, con energia pulita gli edifici pubblici della città. Di pari passo, puntiamo sulla creazione e sulla rinascita di aree e spazi verdi per i cittadini – dalla riqualificazione del Parco del fiume Sacco, alla realizzazione del Parco dello Sport e del tempo libero al progetto dei Giardini di quartiere – e su una politica della mobilità sostenibile, con il completamento dei parcheggi alla stazione e la realizzazione della stazione ferroviaria del Polo Turistico, con la quale pensiamo di spostare su rotaia gran parte del flusso turistico per mantenere alta la qualità della nostra vita. Infine, un punto fondamentale di questa nostra “rivoluzione verde” è l’avvio, in questi giorni, della raccolta differenziata. Una vera e propria scommessa legata a come riusciremo a far comprendere ai cittadini che i rifiuti possono essere anche una risorsa, che occorre tutelare l’ambiente e che è possibile anche ridurre i costi di smaltimento per le famiglie».


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1 COMMENT

  1. By Francesco Saverio Di Lorenzo, 22 giugno 2018

    Un plauso al sindaco di Valmontone, per l’impegno, la capacità e l’intelligenza intellettuale dimostrata immediatamente dopo la sua investitura. Credo che sia la persona giusta al posto giusto (cosa non del tutto scontata altrove) e non ho dubbi sull’azione di governo che saprà proporre nel prossimo futuro a vantaggio dei suoi cioncittadini, grazie anche ad una forte e consapevole squadra che lo affianca.

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