Approvato lo statuto della Regione Veneto

//   12 gennaio 2012   // 0 Commenti

Luca Zaia1 300x184Non solo ringraziamenti e auspici, ma anche puntuali considerazioni sul significato dell’atteso traguardo raggiunto oggi dalla massima Istituzione veneta, hanno contraddistinto l’intervento del presidente Luca Zaia davanti all’assemblea di Ferro Fini, che ha approvato in seconda lettura il nuovo Statuto della Regione, in un’atmosfera che lo stesso presidente ha definito di festa: “Oggi – ha detto – è la festa di questo Consiglio e il riconoscimento del suo grande senso di responsabilità: dopo mesi in cui gli sono stati scaricati addosso tanti oneri, oggi può passare all’incasso degli onori”.
Ai grazie rivolti al presidente della Commissione Statuto, Carlo Alberto Tesserin, al relatore di minoranza, Sergio Reolon, al presidente del Consiglio, Clodovaldo Ruffato e a tutti i consiglieri, “uno a uno, anche coloro che si sono astenuti o hanno votato contro”, il presidente ha fatto seguire un auspicio su tutti: che lo Statuto adesso non incontri ostacoli a Roma e venga definitivamente approvato al più presto. “In tal senso – ha sottolineato – ho raccolto nel recente incontro con il ministro Anna Maria Cancellieri l’impegno del Governo”.
Ma non è stato, come detto, un intervento di rito quello di Zaia, che ha voluto sottolineare la “straordinarietà” del lavoro svolto dal Consiglio e la stagione di “modernità” che da qui in avanti si apre. “Stiamo vivendo un momento storico – ha evidenziato il presidente –, positivamente segnato da una fase epocale di riforme, del tutto unica, che ciascun consigliere ha affrontato anche togliendosi la casacca da militante, perché consapevole che ‘prima vengono i Veneti’. Per la prima volta siamo di fronte a una Carta costituzionale introdotta con una legge regionale e quindi non più figlia di una legge dello Stato, ma espressione dell’autogoverno del popolo Veneto. Questo nuovo Statuto ci pone di fronte a grandi sfide che noi siamo disposti ad accettare, mettendoci alla prova e scendendo in campo per chiedere nuove competenze: competenze che siamo disposti a negoziare secondo il principio della ‘geometria variabile’, competenze che non ci sono mai state date perché la Costituzione italiana, pur scritta da autentici federalisti, è stata interpretata e gestita da autentici centralisti’’.
Per Zaia l’odierno traguardo apre definitivamente la strada al federalismo e all’autonomia, nel rispetto della Costituzione, “e sarà proprio l’attuazione del progetto federalista – ha ribadito il presidente – la via maestra per uscire dalla crisi, distribuendo equamente risorse ma anche responsabilità gestionali e amministrative a livello locale”.
Tra gli elementi innovativi e di modernità introdotti con lo Statuto e con il più complessivo pacchetto di riforme approvato dal Consiglio regionale, Zaia ha ricordato l’istituzione del Consiglio delle Autonomie; il taglio ai costi della politica (eliminazione dei vitalizi, riduzione delle indennità e del numero dei consiglieri, la limitazione a due mandati); la specificità di Belluno; il rinnovato regolamento consiliare che disegna un ruolo nuovo sia per la maggioranza, “che non avrà più alibi”, sia per l’opposizione, a cui sono date maggiori opportunità di presentare proprie proposte; la possibilità per i veneti, grazie alla nuova legge elettorale, di scegliere i propri candidati. “Insomma – ha detto il presidente – abbiamo avuto il coraggio di fare delle leggi e dei regolamenti che i cittadini ci chiedevano. Noi li abbiamo fatti, lo Stato ancora no”.
“E’ un momento delicato – ha concluso il suo intervento il presidente Zaia, facendo cenno ai tanti corregionali che hanno perso il lavoro e ai problemi occupazionali causati dalla crisi economica – che noi possiamo oggi affrontare con uno strumento più efficace per realizzare le necessarie politiche di intervento. Possiamo con più fiducia farci carico di nuove responsabilità in favore delle giovani generazioni perché questo Statuto, come diceva Piero Calamandrei della Costituzione Italiana nel 1948, è presbite, cioè vede male le cose da vicino ma vede molto bene quelle lontane”.


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