Saragozza, la ‘silenziosa rivoluzione’ del Tea Party: “Fare lobby nei partiti per rovesciare la cultura statalista”

//   22 dicembre 2011   // 1 Commento

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Saragozza
Intervista a Claudio Saragozza, associato del Tea Party Veneto, alla vigilia della candidatura al congresso provinciale di Venezia del Pdl, affiancato dal responsabile regionale Carlo Sandrin. Un viaggio alla scoperta degli obiettivi dell’associazione, delle sue strategie e del suo ‘silenzioso’ ingresso in politica, una rivoluzione ‘liberal’ senza rinunciare alle proprie prerogative di movimento nato dal basso.

- Il Tea Party Italia, movimento al quale appartiene, è dichiaratamente apartitico. Allora perché candidarsi al congresso provinciale veneziano del Pdl? Qual è il vostro obiettivo?

Carlo Sandrin: “Il Tea Party è e resterà sempre un MOVIMENTO ma lo scopo ed il fine ultimo del movimento è proprio quello di fare pressione politica ed agire di conseguenza in modo tale da DETERMINARE un netto e rpentino cambio di rotta nella gestione della “cosa pubblica” di stampo liberale e volto ad una immediata riduzione della spesa pubblica IVI compresa quella degli enti locali. Ecco perchè ci candidiamo ai congressi del Pdl Veneziano, dove vista la ramificazione del movimento nel territorio contiamo di poter esprimere un nostro candidato, Claudio Saragozza, che sia garanzia delle nostre Idee e poter costruire attorno ad esso un largo consenso.

- Abolire enti quali Veneto Sviluppo, Veneto Innovazione e Finest spa è uno degli obiettivi principe del Tea Party Veneto. Se verrà eletto, si farà portavoce di queste istanze? In che modo cercherà di far ‘pressione’ all’interno del Pdl veneziano?

Claudio Saragozza: “I deputati, senatori ed i consiglieri regionali eletti nel territorio veneziano dovranno saper tradurre in azioni concrete nelle sedi istituzionali questa ormai improrogabile necessità di sfoltire l’ormai insostenibile apparato para-statale. Il ruolo della mia segreteria, se verrò eletto, sarà quello di far si che si proceda senza indugio verso questa direzione.

- Qual è la lista delle sue priorità per Venezia e provincia? Cosa proporrà al congresso in caso di
elezione?

Saragozza: “Da un punto di vista organizzativo, nel partito sicuramente c’è la priorità di radicarci nel territorio non più in maniera plastica e virtuale ma reale con sedi operative aperte ai nostri elettori. Togliere ogni forma di monopolio e garantire la competitività tra gli iscritti, recuperando efficienza operativa a vantaggio del cittadino contro il potere di chi frena la spinta dal basso, le idee dei cittadini e le loro aspettative: idee che andrebbero trasformate in emozioni ed azioni. Ridare il giusto ruolo di protagonista e riportando al centro del partito il cittadino non considerandolo più solo una scheda elettorale da invitare ogni cinque anni sotto le elezioni ma l’artefice del proprio benessere e del suo territorio.
Da un punto di vista politico, la lista sarebbe lunghissima anche perché ci sarebbe da riformare quasi tutto. Mi basterebbe però partire dalla riduzione degli sprechi con l’eliminazione o riduzione graduale delle associazioni e municipalizzate, con vere liberalizzazioni concorrenziali stando attenti a non trasformare monopoli pubblici in monopoli privati. Una riduzione di costi ed aumento di efficienza ad uso e beneficio del cittadino. Riduzione drastica delle tasse. Cancellazione del sostituto d’imposta e riduzione di tutti i lacci e imposte che imprigionano l’iniziativa privata. Erogazione di prestiti a tasso agevolate alle aziende. Premiare il Merito ed eliminare il clientelismo parassita. Ottimizzare gli uffici pubblici a cominciare dall’informatizzazione e snellimento burocratico, dal
cambiamento degli attuali orari aperti al pubblico in funzione delle esigenze dei dipendenti statali e non come dovrebbe invece essere, in funzione delle esigenze del cittadino.
Insomma fare la tanta agognata rivoluzione liberale partendo dal basso e con la gente perbene ridando vigore e slancio al cittadino e al suo comune.

- La sanità veneziana, nonostante le rassicurazioni di Coletto, non sembra attraversare un momento felice, idem le amministrazioni locali, vessate dai tagli delle ultime finanziarie. Qual è la sua ricetta per queste delicate tematiche?

Saragozza: “Esiste una legge regionale dell’allora ass. alla sanità Gava. Le struttura sanitarie vanno ridotte di numero e potenziate una volta accorpate. In una Regione non possono coesistere 4 o 5 reparti con le medesime specializzazioni, meglio concentrare tutto su una struttura e puntare all’eccellenza.

Pur essendo un movimento apartitico, che ruolo può giocare il Tea Party nella ridefinizione dello scacchiere politico del centrodestra italiano?

- Saragozza: “Come le ho già detto prima, l’attività di lobbing del Tea Party all’interno dei partiti potrebbe rovesciare la cultura statalista dei maggiori partiti con quella liberale operando al loro interno in maniera trasversale provocando e suggerendo future alleanze non più di numeri ma di valori legando la nostra mission tra tutti i politici che si riconoscono nell’idea di ridurre la presenza e l’invasione dello Stato Predone dalle nostre tasche.

- Infine, una battuta doverosa sull’attualità nazionale. Il suo movimento, in ossequio al motto “Meno Tasse più libertà” ha espresso un forte parere negativo contro la manovra finanziaria del governo Monti. Secondo lei, quali misure si potevano evitare e quali invece introdurre in alternativa?

Saragozza: “Secondo me si doveva procedere senza indugi verso la politica dei tagli(uscite) anziché come fatto da questo governo privilegiare la politica delle tasse (entrate), a cominciare dalla Pubblica Amministrazione eliminando tutte quelle attività e personale improduttivo, dagli alti costi e bassi ritorni; allo stesso tempo avrei ridotto drasticamente la pressione fiscale con una bella Flat Tax venduto i beni dello Stato, liberalizzato quasi tutto ed eliminato le corporazioni: in poche parole avrei rimesso al centro dell’Italia, la Libertà, l’iniziativa privata e finalmente l’unica quota che riconosco al 100%: quella del Merito. In una battuta avrei fatto qualcosa di liberale come è nel Dna del TEA PARTY e non catto-comunista come è l’attuale governo delle tasse.


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1 COMMENT

  1. By rothbard, 18 giugno 2017

    Concordo “ideologicamente” con il rappresentante dei Tea Party. Ma quando c’era il governo Berlusconi questo Saragozza dov’era? Il grosso delle tasse ci è stato imposto dal Governo Berlusconi, uno dei governi più socialisti della storia. Certe leggi (redditometro, abolizione del segreto bancario, imposta sul dossier titoli che in pratica è una patrimoniale perenne, ecc.) non le avrebbe fatte neanche Vendola… Però, siccome le ha fatte Berlusconi, allora non posso essere considerate di sinistra… E invece erano di sinistra eccome! Perché in quel tempo i Tea Party non protestavano? Berlusconi ha governato 17 anni!

    In realtà il progetto originario di Monti era sicuramente più liberale di quello dei governi precedenti. Sono stati i partiti (nessuno escluso) a mettere i paletti a Monti, diciamo la verità. Comunque faccio i miei auguri ai Tea Party, a cui potrei anche aderire.

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