Intervista all’on. CLAUDIO SCAJOLA

//   21 luglio 2011   // 0 Commenti

Onorevole Scajola, dalle recenti amministrative quali segnali?

Le recenti amministrative hanno dato dei segnali chiari non positivi, rivelatori alle difficolta’ di contatto con il territorio. Il partito si deve rivolgere a tutti i moderati, anche quelli che ancora non stanno nel Pdl. Pertanto non possono essere calati dall’alto e ai futuri congressi locali bisognera’ dare peso agli iscritti e agli eletti nell’ ottica di un partito piu’ forte che in quanto tale “da’ piu’ forza al governo.

Da ex dc come giudica Alfano?

Dopo tanto tempo non si puo’ parlare di democristiani. Ci siamo formati agli stessi valori di moderazione, tolleranza ed equilibrio.
Bisognerebbe riconoscere ad Alfano quella formazione ma anche le qualità di chi ha fatto una buona esperienza di governo e amministrativa. Assieme garantiscono per il suo lavoro futuro.

Alfano vuole fare del Pdl il Partito degli “onesti”. Lei come giudica questa presa di posizione?

Condivido pienamente l’appello di Alfano. Garantismo non significa impunità ma presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva. Per questo, dobbiamo lavorare al più presto alla Costituente dei moderati. Il Pdl ha sommato alle tradizioni del mondo cattolico e liberale di Forza Italia quelle di una destra democratica. Oggi però c’è un panorama diverso: occorrono luoghi d’incontro, di confronto e di dibattito per fare sintesi e lavorare insieme.

Anche il ministro Tremonti è finito nell`occhio del ciclone, per una storia di case. Lei cosa pensa?

“Guardi, ho sofferto talmente tanto sulla mia pelle per l`attacco mediatico che accompagnò quell`inchiesta che non mi permetto di parlare dei casi altrui. Dico solo no ad ogni processo sommario: nel mio caso, alla fine, dalle carte è emerso che la verità era quella che dicevo io. La magistratura svolga il suo compito con serenità, le somme ritireranno alla fine”.

Lei e Tremonti siete stati spesso rivali, al governo…

“I miei contrasti con lui sono stati quotidiani. Proprio per questo posso dire che nonostante sia un uomo solitario, che ama decidere da solo e con cui ci si può scontrare facilmente, è grazie a queste sue caratteristiche che è riuscito ad essere forte nel reggere il timone. Se non avesse fatto quel che ha fatto, oggi saremmo in difficoltà molto maggiori”.

Sul governo negli ultimi giorni si sono abbattute tegole giudiziarie come il caso Tremonti e la sentenza Mondadori, e tempeste speculative:riuscirà a reggere?

“Non voglio drammatizzare, ma dietro l`assalto finanziario delle ultime ore temo ci sia una volontà di destabilizzazione che esce dai confini nazionali. Se si sommano gli eventi, da un anno a questa parte, il sospetto cresce: i progressivi colpi che hanno indebolito governo e maggioranza, le speculazioni politiche e economiche, le rivelazioni di Wikileaks, le posizioni espresse da alcune cancellerie… è difficile non pensare che a qualcuno un`Italietta debole e un Berlusconi alle corde non facciano piacere. Ma l`economia italiana è solida e saprà reagire agli attacchi, e chi drammatizza gioca – forse inconsapevolemente – contro il Paese”.

Negli ultimi giorni Bersani, Casini e persino Di Pietro si dicono pronti a collaborare per far fronte alla speculazione. Non è un buon segno?

“Qualcosa si intravede, ma è ancora troppo a corrente alternata. Certo sta anche a noi del centrodestra di cercare la collaborazione delle opposizioni, visto che è in gioco il futuro del Paese. Mi pare però che Berlusconi abbia già dato segnali importanti: bisogna avere i conti a posto, come ben fa Tremonti, e tenere fermi i saldi di bilancio, e poi cercare insieme in Parlamento dei correttivi per una manovra più equilibrata».

Intanto il premier è anche alle prese con la batosta Mondadori.

“E` da 15 anni che l`attacco contro Berlusconi va avanti, e lui ha sempre saputo reggere. Certo una stangata di quelle proporzioni, su un`azienda con 50mila dipendenti, è una botta pesantissima. Non discuto nel merito, ma è davvero irragionevole che già in secondo grado si debba far fronte a esborsi così enormi, con la probabilità che poi la Cassazione ribalti la sentenza. Credo che anche per i cittadini sia incomprensibile”.

Un esponente di opposizione come Tabacci dice che per salvare le sue aziende Berlusconi stavolta dovrà uscire di scena.

“Tabacci farebbe bene a ricordare un merito che in altri tempi anche lui ha riconosciuto a Berlusconi:
se non fosse sceso in campo lui, nel `94, la` gioiosa macchina da guerra` della sinistra di Achille Occhetto avrebbe stravinto e preso il potere. E comunque starei attento a dar per finito il Cavaliere: è stato fatto già decine di volte, e ogni volta la previsione è stata clamorosamente smentita. Consiglio di non sottovalutare le sue capacità di recupero”.

Sarà ancora lui il prossimo candidato premier del centrodestra?

scajola“Sta solo a Berlusconi decidere. Quel che è certo è che si è aperta una nuova fase per il Pdl: il consiglio nazionale che ha eletto Alfano è il primo passo verso la formazione di un grande partito dei moderati, che supera la provvisorietà dell`aggregazione tra Fi e An e il blocco della regola 70-30. La transizione è durata anche troppo: ora bisogna mettersi a correre e dare sostanza vera a questo progetto. I sondaggi oggi ci danno quasi perdenti: abbiamo solo un pugno di mesi per recuperare, allargare il consenso e convincere di nuovo i nostri elettori delusi. Io sono convinto che ce la faremo”.


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