INTERVISTA AL NOTO IMPRENDITORE TONINO SCARPACI DI PALERMO

//   20 maggio 2020   // 0 Commenti

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foto Scarpaci Susan Sarandom3 165x300foto Tony Scarpaci3 168x300Lei Dr Scarpaci in Palermo e in Sicilia e’ tra i piu noti operatori del settore dell’autonoleggio.  Palermo e’ la sintesi armonica di tante culture e millenarie storie di tanti popoli del Mare Nostrum.  Ci vuole raccontare qualcosa di se come imprenditore palermitano e siciliano?

Ci tengo a precisare, come sicuramente saprà, che fare l’imprenditore è sempre un compito arduo e impegnativo che in una terra come quella siciliana diventa ancora più difficile, poiché ogni imprenditore fa anche i conti con un retaggio sociale che ha difficoltà a seguire le regole prestabilite dal governo e dalla società in generale. Pertanto, riuscire a portare avanti un’attività di successo nel rispetto delle regole, qui in Sicilia, mi riempie di orgoglio. E’ comunque fondamentale potersi pregiare, come nel mio caso, anche di un gruppo di lavoro che abbia le adeguate competenze e che condivida i valori e la mission dell’azienda. Un ulteriore elemento importante dell’imprenditoria siciliana, perché si possa avere successo, è il saper fare rete con altri soggetti sul territorio che sposano le medesime modalità operative e che rispettano il lavoro dei colleghi. Finora abbiamo avuto la possibilità di lavorare in questo senso e costruire una realtà importante che non soffriva più delle oscillazioni stagionali del mercato, perché ormai ben salda e radicata nel territorio

Il macigno che ci e’ caduto addosso del Coronavirus o covid 19 che sia cosa ha voluto significare per Lei e per Palermo?

Tutto il duro lavoro fatto negli ultimi 5 anni è stato distrutto in pochi mesi creando sconforto e gravi danni economici già nell’immediato, oltre ad una grande incertezza in tutto il settore per i prossimi mesi. Siamo stati costretti a bloccare gli investimenti per la prossima stagione e a cercare il modo per riqualificare, anche solo parzialmente le aziende, per tenere a galla le nostre realtà imprenditoriali e per garantire, per quanto possibile, i posti di lavoro che eravamo riusciti a creare. Ci rendiamo conto che, per questa stagione estiva, l’unico obiettivo che possiamo porci è quello di riuscire a resistere, cominciando già a porre le basi per il futuro, sperando che l’emergenza sanitaria non ritorni ad influenzare negativamente le nostre vite sia a livello sociale che economico-lavorativo.

Se fosse stato al Governo cosa avrebbe fatto e cosa farebbe?

Le soluzioni adottate per le aziende sono state davvero misere. Sarebbe servito un intervento come la sospensione della tassazione almeno fino a dicembre. O che lo Stato dia la possibilità di regolarizzare l’anno fiscale con una tantum agevolata.

Un altro tema fondamentale è la progettazione futura: lavorando principalmente nel turismo (settore vitale per l’economia di tutta l’Italia) il governo dovrebbe preoccuparsi di misure per far sì che esso riparta in totale sicurezza. Quindi sarebbe stata auspicabile una maggiore tempestività nella fornitura di mascherine, separatori e termometri. Le regole del distanziamento sociale impongono al nostro settore un raddoppio dei costi perché all’interno dello stesso mezzo, adesso, sono permessi la metà dei passeggeri. Se non con l’aiuto dello Stato, quale cliente sarà disposto a pagare il doppio per lo stesso servizio? Le famiglie italiane, già economicamente provate dal virus, non hanno la disponibilità economica per affrontare le vacanze quest’anno e le aziende che vivono di turismo, settore percepito come non essenziale per la sopravvivenza del singolo, saranno destinate a fallire se i clienti non sono incentivati dall’idea che le vacanze quest’anno sia sostenibili.

 

 

 

 


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