intervista al Dr. Pasquale Leonardo noto chirurgo di Prato

//   21 marzo 2020   // 0 Commenti

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Dott Leonardo il Suo pensiero sulla situazione.

Vorrei  fare  una premessa  la mia  non è  una polemica  nei confronti  di nessuno  e nemmeno nei confronti  dei politici  che  comunque  ringrazio  per  il lavoro  che  stanno  svolgendo. In questo momento vedo  molti post  sui social  in cui  alcune persone  utilizzano  questo disastro  per   fare  politica  e questo mi dispiace  molto.  Anzi pregherei  tutti  di essere  molto  uniti  e  di pensare  a proposte  concrete  per  superare  questo periodo  di estrema   difficoltà   per la nostra  amata  Nazione.  Allo stesso tempo mi permetto di fare alcune osservazioni  anche critiche al mero scopo  di  stimolare la nostra classe dirigente a prendere posizioni più drastiche

Quali sono le sue critiche verso il sistema?

Come sapete è da tempo che  sui  social  ho cercato nel mio piccolo di sensibilizzare tutti sulla gravità di questa  infezione. La mia è  l’esperienza di  un chirurgo che con le infezioni  lotta ogni giorno. Noi chirurghi  siamo una prima linea in questo campo perché dobbiamo usare  tutte le accortezze possibili per evitare la contaminazione dei campi operatori: mascherine,  lavaggi prolungati, disinfezione  camici  impermeabili e persino caschi a ventilazione forzata. Nelle infezioni le attenzioni non sono mai troppe: le temiamo come si potrebbe temere un incendio e sappiamo bene che quello che possiamo fare oggi  forse   domani  sarebbe troppo tardi per  farlo.  Pertanto da subito le misure  avrebbero dovuto essere drastiche .  Inizialmente  le  nostre  autorità  hanno molto sottovalutato  la gravità  di questa pandemia  hanno detto che era poco più di un’influenza,  che sarebbe passata presto, che  la situazione in Cina  era un’altra cosa. Ho sentito anche esperti dire che le mascherine  non sarebbero servite a niente, ma  che sarebbe stato utile  indossarle solo in caso  di malattia conclamata. Ecco, dopo che si fa un errore  di comunicazione così  importante  è  difficile  tornare  indietro  ed  ammettere  di aver sbagliato  a sottovalutare la cosa ,  ma  è la prima critica  che rivolgo alla classe dirigente. Ammettere un errore  significa  anche  poter comunicare  meglio alla gente  l’importanza  delle misure  di contenimento altrimenti le persone  escono frastornate  dai messaggi contrastanti. La seconda  critica è che noi avevamo  davanti agli occhi l’evoluzione  del  problema  cinese  che  si è già concluso  (almeno  nell’immediato ) grazie  alle  misure  drastiche  e  non abbiamo fatto tesoro  di  quelle misure  da subito. La  terza  è  quella che  le misure  che  vengono prese  sono puntualmente  tardive  e come sappiamo intervenire  tardivamente  su  un’infezione   è come   intervenire  tardivamente su  incendio  ormai divampato.

Quali critiche verso i cittadini?

Noi siamo un popolo  vivace  indisciplinato e questo  è anche  per  certi versi  un  aspetto che ci caratterizza e che  sottolinea  quanto  sia  importante per noi  la parola libertà  In questo caso però questa  nostra  caratteristica  non gioca  a nostro favore e dovremmo cercare  di capire  che un’autolimitazione della nostra libertà  anche  estrema   sarà  solo proficua   per l’intera  Nazione.
Quali critiche rivolte alla sanità?
La sanità avrà  anche le sue pecche  avrà  avuto  i suoi tagli  non si discute, ma sta  facendo  il suo compito  con grande  abnegazione  di tutti  i professionisti  sanitari che in questo momento stanno lottando  in prima linea  e  si stanno  prendendo la  miglior parte. Di fronte ad uno tsunami qualunque  sistema sanitario avrebbe dato segni di cedimento. Non è un caso che anche  un sistema sanitario  eccellente  come  quello lombardo o emiliano siano in forte  affanno.  Non si può confondere  un problema  di governance con un problema  sanitario. La sfida  sarebbe  quella di fare  arrivare un minor numero di persone  alle  rianimazioni e  questo non è un problema sanitario  ma dipende  dalle misure  che  vengono adottate in tali situazioni e da come  le stesse vengano recepite   dalla  collettività . Certo  i tagli alla sanità  in questo momento  si fanno  sentire  e sarebbe  stato  opportuno  fin da  subito  coinvolgere   tutte  le strutture  private   da  subito  ora  lo si sta facendo

Cosa farebbe in più  in questo caso, cosa e perché

1 Le mascherine  devono essere utilizzate  da tutti  perché  limitano  l’emissione  di particelle che  possono fare da carrier  del virus. Se starnutiamo  o parliamo emettiamo goccioline  che possono contaminare la maniglia di un’auto di un portone  di un carrello della spesa . Consiglierei  anche  tutti i nostri politici  di farsi vedere  con le mascherine darebbero sicuramente un buon esempio
2  chiuderei  tutti i varchi autostradali  con  transenne  facendo  filtrare  solo quelle persone  che devono spostarsi per motivi   gravi . Non è  possibile  che  ancora le persone  approfittino del periodo  per  andare  in Versilia.  Utilizzerei  per  questo personale  dell’esercito .
3 Chiuderei  tutte le fabbriche  e gli esercizi  commerciali  realmente  non posso  sopportare di vedere le tabaccherie  il bricoman  ( fino apochi giorni fa ) le rpy merlin aperti le  mesticherie  aperte.  Si deve  creare  una mesticheria  di riferimento  per  ogni  comune  dove  solo in caso di effettiva  necessità  (rottura  di un flessibile   di  un rubinetto  ad  esempio)  ci si possa rivolgere   previo contatto telefonico  Non certo  per  andare   a prendere  il materiale  per  dipingere la casa.
4  I  supermarket  e le farmacie  sono diventati  il luogo  dove  il rischio è massimo  file  interminabili di carrelli . Anche  qui  bisognerebbe che l’esercito  intervenga portando a casa  almeno delle persone  anziane  ultrasessantenni  o dei soggetti a rischio   spesa e generi di prima  necessità  una volta  a settimana . Ricordiamoci che  in questo momento gli anziani sono la  parte  debole  del sistema  e sono quelli che  più facilmente vanno a riempire  le rianimazioni  con il conseguente collasso sanitario . Se  si riuscisse  solo a ridurre  ilo contagio delle   persone  anziane   potremmo rispondere  meglio da un  punto di vista  sanitari . Proteggere  le persone  anziane  non solo  è  un atto dovuto da  un punto di vista  etico   ma   addirittura estremamente  utile  per la collettività
5  Doterei il personale dell’esercito  impegnato  in queste  dinamiche  di  tute  e maschere  a tenuta in modo da garantire loro la sicurezza assoluta  ma  ad  un tempo  da limitare  la diffusione del virus.
Queste  secondo  il mio parere  sono misure  assolutamente  indispensabili in questo momento. Ricordiamoci  che  non è  finita  ed  anche che chi ha  adottato  misure come  queste  oggi  può dire  di aver  vinto  il primo round


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