Intervista a Fabrizio Frosio, presidente PDA

//   13 agosto 2011   // 2 Commenti

partito delle aziende

fabrizio pda 200x3001) La prima domanda che sorge spontanea ai più a quel popolo che di politica sembra non avere più voglia è: c’era bisogno di un nuovo partito, il Pda Partito delle Aziende?

“Forse quel popolo che non ha piu’ voglia di politica e’ stato stancato da chi di politica non ne ha piu’ fatta, ma ha ben pensato a sistemare i propri interessi e delle proprie lobby tralasciando chi fino ad ora ha tenuto in piedi un paese anche in condizioni ingiuste e disperate. Non a caso noi a differenza di tutti vogliamo essere un Partito e non un movimento, un popolo o un unione, un Partito vero che torni a parlare di politica seria e non di gossip, che torni a parlare di famiglia e di azienda e del loro ruolo sociale oramai dimenticato. Vogliamo che lo Stato cominci veramente a garantire il lavoro e lo sviluppo delle aziende e non solo ed esclusivamente il posto di lavoro, che le aziende saranno ben liete di offrire se le condizioni lo permetteranno.
La politica e’ la base di tutte le scelte e l’economia viaggia sull’onda di queste scelte; alcune scelte sbagliate fatte dalla politica complice di poteri economici forti hanno reso il nostro paese debole ponendolo nelle ultime posizioni in Europa. Visto che noi piccoli imprenditori siamo quelli a dover pagare le conseguenze di queste scelte fatte da chi di lavoro reale nella maggior parte dei casi non ne sa nulla, vogliamo essere da ora in poi artefici del nostro futuro e non inermi e stanchi succubi di decisioni dettate non dal buon senso, ma da legami di convenienza.
Ecco il perche’ nasce il Partito delle Aziende, per rappresentare quella massa di lavoratori che pur essendo l’85% del tessuto economico italiano fatto di aziende familiari, ditte individuali e microimprese, legate dallo scopo primario con i propri dipendenti, cioe’ il benessere della propria famiglia o addirittura la sopravvivenza della stessa, non e’ mai stato tutelato se non da promesse e proseliti, ma non ha mai avuto scampo dalle scellerate decisioni di chi questo comparto non lo conosce se non solo ed esclusivamente nei periodi elettorali, dove da sempre diventano necessari amici.”

2) Nell’idea del Pdl come in quella di tanti partiti sostenere le Pmi è il modo per far ripartire il Paese, tutti lo dicono ma nessuno lo fa, cosa vi differenzia da chi ha sempre promesso e mai fatto? Lo stesso Berlusconi imprenditore di successo aveva illuso molti imprenditori che si prestarono alla politica e a parte qualche caso i più sono ritornati a casa..nella vostra organizzazione che ruolo hanno gli imprenditori?

“Pur se qualche giornalista ci ha presentato come la nuova Forza Italia per la massiccia presenza di imprenditori e famiglie, il Partito delle aziende ha una grande differenza: noi nasciamo da una necessita’ di sopravvivenza e non da un ideologia; noi nasciamo con la fame di cambiamento reale nostro e di tutte le aziende nostre simili, associate e non, senza accordi né pregiudizi con lobby, associazioni e canali prioritari. Io sono un agente di commercio del settore edile, il segretario amministrativo e’ un geometra che ha uno studio di progettazione, cio’ dovrebbe far capire che dietro a noi non c’e’ un bisogno di salvaguardia dei nostri redditi o privilegi, ma una necessita’ di sopravvivenza che le piccole entita’ produttive come noi conoscono bene giorno per giorno in prima persona.
Ecco perche’ Berlusconi pur essendo un imprenditore di successo non e’ riuscito a fare breccia se non in minima parte nel reparto produttivo del paese, proprio perche’ chi lavora e produce materia e servizi reali, non sono le societa’ quotate in borsa, ma i piccoli artigiani, le piccole aziende manifatturiere, i piccoli stabilimenti produttivi ora massacrati da una crisi spaventosa e una concorrenza sleale fatta da chi possiede anche una buona parte del nostro debito pubblico. Noi siamo un progetto politico e non una movimento di protesta, noi vogliamo arrivare dove tanti non sono arrivati perche’ legati da accordi e da troppe persone da accontentare, noi abbiamo un solo scopo: tutelare le piccole aziende per tutelare le famiglie legate dalla stessa necessita’, imprenditore e dipendente affamati di lavoro e lo vogliamo fare nel modo piu’ democratico e semplice, senza scioperi della fame, manifestazioni o violenze varie, ma con una matita ed un segno su di un giusto simbolo. Un euro ed un voto per un Italia migliore.”

3) L’emergenza economica nella quale l’ Italia e il mondo si trovano fa individuare esigenze eccezionali. Ritiene che le iniziative per le aziende siano sufficienti ?

“L’emergenza economica italiana e’ un insieme di problematiche riversate nello stesso contenitore in tempi troppo brevi per riassettarsi, e provo a spiegarmi meglio. Un paese che non cresce e’ gia’ con un piede nella fossa..Un paese che ha un debito pubblico come il nostro che non cresce e’ gia’ sulle carte fallito. Un paese che ha il nostro debito, non cresce e deve rientrare in parametri che sono quelli stabiliti da chi non e’ nella nostra economia reale e non investe nel rilancio e’ realmente fallito. Penso che per rientrare da questa situazione ci sia bisogno in primis di fare quello che la Germania fece gia’ anni fa anche con scelte impopolari, tagliando tutti gli enti superflui ed inutili ed in Italia ce ne sono 300 volte di piu’, tagliando i dipendenti pubblici reinvestendoli su progetti privati ben congeniati. In Italia oltre a questo bisognerebbe fare ancora di piu’: una stagione di riforme epocali che diano finalmente al cittadino ed all’imprenditore la liberta’ di poter competere ad armi pari con gli altri paesi della comunita’ europea senza distinguo di nessun genere, ed intendo stessi costi per energia, servizi e vita sociale, rimettere nelle tasche dei dipendenti privati e pubblici meritevoli quei cento o duecento euro che poi si riversano sui mercati reali e non fasulli fatti di carta, facendo rigirare l’economia. Riportare al buon senso le pensioni italiane con un minimo stabilito e giusto ed un massimo di 4000 euro per tutti amministratori, politici & c. rilanciando la piccola impresa come unica via di salvezza, poiche’ le grandi multinazionali non condividono e non lo hanno mai fatto l’esigenza sociale della famiglia. Se non ricominceremo a parlare di stato forte e decisionale, ma rincorreremo le manie di scibili limitati come padanisti, lombardisti, venetisti, sicilianisti etc, il nostro futuro sara’ solo quello di subire le scelte di stati come Germania e Francia che sanno alzare la voce quando serve decidere e sanno fare gli affari quando conviene farli al loro paese a volte fregandosene della tanto decantata Europa.”

4) Nel mondo del lavoro e delle microimprese gli stranieri in tanto casi tengono gli indici positivi, quanto pensa sia importante l’apporto delle iniziative degli stranieri e quali le regole che dovrebbero essere enunciate?

“Purtroppo in Italia non esiste una certificazione che abiliti l’esercizio di un determinato lavoro ad un determinato costo, e percio’ il trend delle microimprese italiane e’ retto da stranieri che arrivati in Italia trovano il paese dei balocchi; i prezzi migliori li fanno loro, i lavori piu’ sporchi li fanno loro, le regole si possono facilmente aggirare, nessuno impone di spendere i soldi guadagnati qui, e moltissimi dopo due anni spariscono lasciando buchi enormi che non verranno mai colmati e che mettono in ulteriore difficolta’ le aziende italiane. Importanti sono le iniziative sane e certificate degli stranieri che vengono, investono e vivono in Italia, ecco perche’ servono leggi chiare certe applicabili e non interpretabili, per non essere piu’ scambiati come il paese dei balocchi di tutti.”

5) Le organizzazioni che hanno sollecitato il Governo a prendere decisioni rapide con riunioni di emergenza, ritiene che si siano mossi in tempo o azioni così energiche andavano promosse prima?

“Il tempismo di queste organizzazioni lasciatemelo dire e’ veramente imbarazzante. Se pensate a quanto spende Confindustria in un anno per tutte le convention e riunioni proselitiche, con la stessa cifra si salverebbero mille piccole aziende sull’orlo dello sfacio, escluse da ogni tipo di aiuto, fondo o sovvenzione poiche’ troppo piccole per essere formate ed informate delle possibilita’. Le organizzazioni piu’ piccole fanno anche di peggio,sono talmente prese dalla foga di diventare piu’ grandi che perdono totalmente di vista lo scopo primario; i loro associati. Questo e’ il risultato di scambi favori e accordi tra politica ed economia che il paese sta’ pagando ad alto prezzo e che ancor piu’ pagheremo se Montezemolo & co decideranno di scendere in politica, perche’ se le cose prima erano risapute ma non palesi, da allora in poi sara’ ancora peggio. Io penso molto fortemente, ma spero di sbagliarmi , che anche queste organizzazioni stiano cavalcando l’onda per non restarne colpite, e se vogliamo proprio dirla tutta, nelle scelte sbagliate del paese qualche bottone lo hanno felicemente schiacciato anche loro, e questa rapida conversione alla retta via alla gente normale senza i loro conti in banca e’ vista sinceramente come un scendere velocemente dalla barca prima che affondi, ma purtroppo sempre tardi per chi ci deve rimanere.”

6) Siete d’accordo con il decentramento dei ministeri proposto e simbolicamente attuato dalla Lega? Ritenete che il modello vincente del nord est possa essere spalmato su tutta l’ Italia?

“Lo spostamento simbolico dei ministeri attuato dalla Lega in questo momento politico e’ segno di lucida pazzia, infatti pochi giorni fa in un intervista annunciai che avrebbero fatto bene ad aprire dei sanatori dove farsi curare al posto di quegli uffici, perche’ questo e’ unulteriore conferma della lontananza dai problemi reali della gente.
Il nord est e’ uno dei motori del boing Italia. Se l’aereo cade, cade anche il suo motore pur se ancora funzionante. Per ripartire con l’economia bisogna rialleggerire questo aereo, ma non con gruppi secessionisti, ma con uno stato forte che imprima il ritmo con decisioni diverse in base alle capacita’ del territorio e alle attinenze per cui e’ fortemente preparato. Se noi sapessimo fare un paio di riforme essenziali per cambiare tutta l’Italia avremmo un paese unito e ricco.
Divisione del potere politico da quello amministrativo; il politico decide la linea e l’amministratore amministra, rispondendo civilmente e penalmente anche con il proprio patrimonio, risolti cosi problemi di corruzione, concussione, affiliazione e buchi irreparabili lasciati alle amministrazioni seguenti. Riforma della giustizia in modo che sia giusta ed applicabile e mai interpretabile. Rilancio dell’artigianalita’ e del made in Italy al nord e del turismo al sud. Questo e’ il modello italiano e noi dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani, non orgogliosi di essere del nord.

7) Vi presenterete alle elezioni amministrative e politiche? Quale la vostra struttura territoriale, siete anche voi dislocati al nord o intendete attivarvi sul territorio nazionale?

“Proprio il 3 e 4 settembre ci riuniremo a Bergamo con tutti i segretari di tutte le province , che esclusa qualche eccezione rappresenteranno il pda in tutta italia. Siamo nati al nord, ma stiamo diventando parecchio forti anche al sud che risponde molto bene al nostro progetto politico, forse perche’ c’e’ bisogno di un centrodestra diverso che rappresenti un sud che puo’ essere veramente diverso se si incentiva il lavoro e le aziende e non il posto fisso come scambio. Rilanciando lo sviluppo delle aziende al sud potremo risolvere tanti problemi, ma solo se li aiuteremo a combattere le associazioni mafiose. I nostri associati stanno rispondendo molto bene ad una proposta che annunceremo ad ottobre, dove a Roma si svolgera’ l’assemblea costituente del Partito, di una raccolta fondi da destinare alle forze dell’ordine ed esercito per il sud da investire contro le mafie ed una simile per i carabinieri al nord per la sorveglianza delle aree industriali ed artigianali.
Da ottobre il partito sara’ realta’ con i numeri e l’organizzazione in ogni citta’ italiana, da lì cominceremo a svelare le nostre proposte di cambiamento ed attueremo la nostra prima vera campagna elettorale.”


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2 COMMENTS

  1. By Riccardo Sindoca, 17 agosto 2017

    ‘ Una Repubblica si ‘riedifica’ dalle Sue fondamenta: il PDA inizia di fatto il Suo percorso Statuale ,fattuale ed Istituzionale dall’articolo primo della Nostra Costituzione. Un cambiamento paradigmatico: non più associazioni datoriali che ‘debbano chiedere a terzi ‘ di rappresentare un ‘sacro e sancito Diritto ‘Costituzionale’ ma finalmente saranno Coloro che fattualmente ne perseguono il fine a rappresentare direttamente i propri diritti e soprattutto a far ‘valere’ le organiche e reali necessita’ di quello che senza eccezione alcuna e’ il ‘cuore pulsante’ di una Nazione: solo tutelando la ‘forza lavoro/impresa’ ovvero migliaia di famiglie si puo’ onestamente sperare in un futuro , diversamente sara’ inutile o per lo meno ‘utopico’ sperare, nell’attuale scenario politico ,in un mutamento prodromico ad un miglioramento a 360′ demandandolo sempre ai ‘soliti noti’ , ormai sordi! Il PDA restituirà agli Italiani una ‘finanza reale’ e non più virtuale ovvero ricondurrà la stessa all’economia produttiva quella delle aziende. Il PDA ha difatto strutturato un programma nazionale di risanamento sociale, demandandolo a tecnici che direttamente proporranno leggi ed emendamenti mirati e non ‘strumentali a lobby ristrette’ poiché le piccole e medie imprese sono ad oggi ,di fatto , costituite da ‘migliaia di famiglie’ che necessitano di produrre reddito per sopravvivere e garantire alle future generazioni una decorosa e dignitosa condizione economico sociale. Il PDA riuscirà nel proprio intento , perché ha identificato perfettamente da dove si debba ‘cominciare’ …Inizia anche Tu a ‘riedificare’ con noi il presente ed il futuro, Tuo e dei Tuoi affetti più cari, il PDA sei Tu, insieme a noi. Comm Riccardo Dott Sindoca Dirigente Nazionale , Responsabile Affari Legali

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  2. By giovanni, 17 agosto 2017

    Sono stufo di questa classe dirigente,non ho parole mi fanno proprio schifo,scusate, ma con questo ho detto tutto.

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