Intercettazioni: per fare una nuova legge dopo Berlusconi chi aspettiamo Napolitano?

//   2 settembre 2011   // 2 Commenti

Nella vicenda, l’ennesima dopo le tante che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio si pubblicano intercettazioni che non possono essere pubblicate, ora perchè sembra esserci addirittura un ricatto, del Tarantini, quell’imprenditore che divenne famoso per la D’Addario e chi se lo scorda, ci si ricorda che forse era davvero tutta una macchinazione per colpire il Presidente quella delle escort?

giorgio napolitano silvio berlusconiSembra che lo stesso Tarantini ricattasse Silvio Berlusconi attraverso presunta complicità di Walter Lavitola, il direttore editore dell’Avanti, quello dello scoop sulla casa di Montecarlo Fini cognato ecc, vedremo poi gli sviluppi o meglio leggeremo, l’equilibrato Lepore il Procuratore di Napoli che conduce l’inchiesta ha sempre dichiarato “un tempo era più facile ci fossero giornalisti che seguivano le indagini degli inquirenti e non magistrati che si fanno influenzare e sembra seguano le piste della stampa…”, continuiamo a meravigliarci come cittadini, si intercettino tutti e vengano divulgate le intercettazioni di tutti, dal primo all’ultimo, in molti casi si tratta di indagini che dovrebbero essere oggetto di segreto istruttorio e spesso chiacchierate ininfluenti insomma semplici conversazioni, risaltate per fare lo scoop, ma sputtanando cittadini che la privacy vorrebbero tutelata come quando infatti si schiera ad argine per la divulgazione dei dati sensibili come i redditi ecc.

Nulla succede però quando le considerazioni a ruota libera che ognuno fa anche a volte su amici ecc. (che diventano subito nemici…) amici/nemici solo perchè hanno letto cose sul loro conto, in quel momento qualcosa di molto grave accade. Si continua con divulgazioni e pubblicazioni quando ci sono già leggi che dovrebbero tutelare i diritti, è tempo che il legislatore e prima di tutti il Ministero di Giustizia con accanto quella magistratura e crediamo tutta che vuole ci sia il decoroso silenzio su vicende che riguardano il destino di cittadini che prima di una condanna sono tutti esplicitamente innocenti, è tempo di una legge noi lo stiamo dicendo da anni e non abbiamo mai pubblicato nulla per rincorrere la notorietà del chiacchiericcio da portineria.

In Italia sembra siamo tutti colpevoli… e lo sputtanamento è planetario come la comunicazione di oggi permette in tempo reale. Ma chi paga? Nessuno come sempre siccome l’andazzo è generale va bene così, ma il diritto costituzionale dice altro, è tempo che anche Giorgio Napolitano scenda in campo, per muoverci e fare qualcosa aspettiamo di sentire il nostro Presidente della Repubblica che parlando con amici si lasci andare fuori dal cordone diplomatico che la sua carica gli impone e dica qualche bischerata? Siamo in un Paese dove ormai tutti si permettono tutto dove l’insulto alla morale o alla decenza hanno preso il posto di valori solidi a sostegno del rispetto della persona, del cittadino, valori dimenticati? No, sono valori che proprio il popolo non solo sente propri nella stragrande maggioranza ma che si indigna per il continuo speculare dei media che per fare audience o vendere copie giocano sui valori, atteggiamento indegno di un Paese civile.

Una nuova legge che tuteli la dignità e il diritto di presunzione di innocenza di noi italiani, gente che lavora e che merita rispetto, dal Presidente in giù, ne abbiamo diritto.


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2 COMMENTS

  1. By Francesco, 19 agosto 2017

    Non ha assolutamente un filo logico…. la punteggiatura è imbarazzante e ne risente inevitabilmente anche il senso… cos’è? La rubrica stream of consciousness?

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    • By federico tassinari, 19 agosto 2017

      I commenti sono sempre forieri di suggerimenti volti a portare chiarezza e soprattutto alimentare il dialogo fra lettori e chi umilmente si pone nella parte del giornalista. Il nostro sito che vuole sostenere il giornalismo partecipativo ritenendo che proprio chi non ha la possibilità di esprimere idee e concetti abbia uno strumento in più per rendersi partecipe. La punteggiatura spesso scarsa è anche volta alla rapidità di lettura che la rete impone, i grandi giornalisti che fanno e hanno fatto la storia dell’informazione, hanno approcci diversi. C’è chi rende fitta la punteggiatura e chi ne fa scarso uso, andando spesso anche contro quelle regole di sintassi che si insegnano a scuola. Il mestiere poi ci mette del suo a volte migliorando, a volte peggiorando la chiarezza che, invece giustamente deve essere la priorità per tutti. Nel nostro piccolo cercheremo di migliorare facendo tesoro delle critiche e dei commenti che ci giungono e che vorremo anche fossero implementati con articoli e opinioni. Saremo lieti di pubblicarli proprio come recita la nostra home page.

      La saluto

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