Informare come esigenza: le news e i social network

//   11 dicembre 2017   // 0 Commenti

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Postare sui social network foto, video, commenti e notizie è una toiletta mediatica che ormai ha coinvolto tutte le generazioni. Un’esigenza, una routine, un diritto-dovere, insomma di qualsiasi cosa si tratti sembra che nessuno possa fare a meno del mondo virtuale.

Ogni giorno, infatti, il 40% dei 7 miliardi di persone al mondo usa i social network. Saxum ha fornito un’istantanea delle operazioni giornaliere degli utenti sulle varie piattaforme, confrontati con i dati degli iscritti a ciascuna. Cosa accade in 24 ore? Quanti link e immagini e post e pins e tweet vengono pubblicati?

618 milioni di utenti attivi al giorno, quasi tremila milioni di like: un minuto ogni sette trascorsi online è su Facebook. Il 23% controlla il flusso di notizie oltre le cinque volte. Sono 350 milioni le foto caricate sul social network di Mark Zuckerberg.

I social network oltre che degli strumenti attraverso cui socializzare e condividere i propri pensieri sono espressione della democrazia, ed in virtù di ciò è possibile una capillare diffusione delle notizie. Ma gli stessi meccanismi che permettono la propagazione, a volte virale, delle informazioni valide, amplificano e diffondono quelle meno valide, alimentando la disinformazione.

In merito alla disinformazione il dott. Proctor, della Stanford University, coniò un  neologismo nel suo libro “The Cancer Wars: How Politics Shapes What We Know and Don’t Know About Cancer” pubblicato nel 1995, ovvero “l’agnotologia” come deliberata produzione di ignoranza.

Insomma il dibattito tra i sostenitori del web come trincea del giornalismo e coloro che ne criticano la sovrabbondanza di contenuti resta soprattutto alla luce del fatto, che gran parte dei possessori di dispositivi tecnologici si informa attraverso la rete.

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