Sfiduciati e indignati

//   15 ottobre 2011   // 0 Commenti

indignados italia 300x176
Indignati o sfiduciati che dir si voglia ce ne sono, ormai, a iosa. Proteste a Milano e scontri a Bologna, Palermo e Roma tra “indignados” e Forze dell’Ordine sono divenute una costante. Altri cortei sono previsti nei prossimi giorni e chissà quanti altri ancora ce ne saranno.

L’Europa tutta, non è da meno, in ogni paese sovrano il popolo si organizza e sciopera. Persino negli Stati Uniti gonfia l’intolleranza e la rabbia verso un sistema fallito nella sua componente prioritaria, la finanza pubblica.

Centinaia di persone con il volto coperto hanno accerchiato, nei giorni scorsi, l’area intorno alla Banca d’Italia, sventolando cartelli sul quale c’era scritto “Draghi liberi”. Una prova generale dell’assedio annunciato (utilizzando il tam tam di Internet) per sabato con la grande manifestazione del Coordinamento 15 Ottobre.

Pur riconoscendo il diritto allo sciopero e alla protesta civile, non condivido la forma e le motivazioni, quando si cerca di strumentalizzare i contenuti di una polemica diretta a screditare unicamente una parte politica. Conosciamo bene le origini e gli sviluppi della crisi, che ha degenerata tutto il mercato mondiale, compreso quello Europeo.

Mai come ora il nostro Paese avrebbe bisogno di unità e di convergenza politica. Il popolo ha tutte le ragioni a manifestare il proprio dissenso e la sua disapprovazione verso un Parlamento che non riesce a legiferare ed a gestire efficacemente l’emergenza finanziaria.

Da troppi anni la comunità attende riforme strutturali che organizzino meglio lo Stato e le sue propaggini sul territorio. La politica non può essere divisa su questioni che interessano tutti gli italiani e vanno ad incidere sulla vita di ognuno di noi. La semplificazione del programma di governo deve avvenire immediatamente e senza intoppi, se necessario approvare le riforme utilizzando il voto di fiducia, per un motivo molto semplice non possiamo permetterci elezioni anticipate o similari, sarebbe un suicidio sociale. Chi le auspica, a mio parere, è un irresponsabile.

Di contro, il Governo deve dimostrare coesione, forza e linearità d’intenti. Il suo compito è governare e che lo governi questo Paese, altrimenti si dimetta e lasci ad altri lo scettro.

L’Italia è un Paese che ha perso troppo tempo ed ora deve salvarsi da solo, non possiamo aspettare sempre aiuti esterni. Hanno ragione, in tal senso le nazioni meglio messe in Europa, come la Germaniao la Francia, ad iniziative bilaterali e programmatiche. Bisogna essere rapidi. Finalmente anche la CommissioneEuropeafa sentire la sua voce. Pare che al prossimo vertice del 23 ottobre a Bruxelles, il Presidente Barroso, presenterà una road map agli istituti europei per “ridarsi” liquidità: prima di rivolgersi ai privati, poi in caso ai governi e solo in terza battuta al fondo salva-Stati. Un fondo permanente da varare entro il 2012 e non per il 2013 come stabilito, con una capacità di prestito di 500 miliardi di euro.

L’elefantiaca organizzazione Europea pare, finalmente, che si stia organizzando e muovendo verso deliberazioni che aiuteranno il credito e le banche.

L’Italia ha il dovere istituzionale e politico di collaborare con i Paesi  comunitari e dare il proprio contributo in termini di resa.

Non sono più sufficienti le intenzioni e i buoni propositi.

Punto e a capo. Si ricomincia.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *