“Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta” in Auditorium

//   28 giugno 2017   // 0 Commenti

proiezione_2017-indiana Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Violino Giovanni Andrea Zanon Direttore Jader Bignamini Ludwig van Beethoven Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 Franz Schubert Sinfonia n. 8 in Si minore D. 759 "Incompiuta"

 

La pellicola di Spielberg protagonista del secondo appuntamento de laVerdi con i grandi film e le colonne sonore eseguite in sincrono dal vivo

Indiana Jones è il protagonista del secondo appuntamento che laVerdi dedica alla grande produzione di Hollywood, dopo la visione ed ascolto del precedente dello scorso aprile “Ritorno al futuro” in Auditorium a Milano, . Al via la rassegna de laVerdi con i grandi film e le colonne sonore eseguite in sincrono dal vivo,  clicca su http://www.mondoliberonline.it/ritorno-al-futuro-in-auditorium-a-milano-al-via-la-rassegna-de-laverdi-con-i-grandi-film-e-le-colonne-sonore-eseguite-in-sincrono-dal-vivo/70161/

Mercoledì 28 e giovedì 29 giugno, alle ore 20.30, Indiana Jones – I predatori dell’arca perduta (Raiders of the Lost Ark), proiezione in lingua originale con sottotitoli sul grande schermo dell’Auditorium di Milano in largo Mahler, con la colonna sonora eseguita in sincrono dal vivo dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

Henry Jones Jr. in arte Indiana Jones, professore universitario e archeologo avventuriero part-time, il film record d’incassi di Steven Spielberg del 1981, su soggetto di George Lucas e Philip Kaufman, che lanciò la futura star Harrison Ford,  è il capostipite di una saga che già annovera quattro film, una serie televisiva e un quinto episodio in vista per il 2019.

laVerdi sarà guidata dallo specialista Ernst van Tiel: il conductor olandese – ormai di casa all’ Auditorium di Milano – direttore principale della Polish Baltic Philharmonic Orchestra dal 2012, ha tra l’altro diretto la Brussels Philharmonic nella registrazione della colonna sonora, composta da Ludovic Bource, del film The Artist, vincitrice di 5 Premi Oscar.

Info: (Biglietti: euro 40,00/25,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma

I predatori dell’Arca perduta (Raiders of the Lost Ark)

(Steven Spielberg, 1981- Musica di John Williams)

Il ritorno della grande avventura di Emilio Audissino

Pubblicizzato ai tempi della sua uscita con lo slogan “The Return of the Great Adventure”, Raiders of the Lost Ark è il primo capitolo della serie di avventure cinematografiche del Dr Henry Jones Jr. – in arte Indiana Jones, professore universitario e archeologo avventuriero part-time – una saga che già annovera quattro film, una serie televisiva e un quinto episodio in vista per il 2019. La leggenda vuole che nel maggio 1977, su una spiaggia delle Hawaii, Steven Spielberg e George Lucas – amici di lunga data e reduci rispettivamente da Incontri ravvicinati del terzo tipo e Guerre Stellari – stessero costruendo un castello di sabbia. Lucas si era rintanato là fuggendo da Los Angeles – dove Guerre Stellari stava uscendo nelle sale – temendo che il film fosse una disfatta commerciale. Sulla spiaggia, George parlò di una sua vecchia idea. Era la storia – anzi una serie di avventure – con protagonista un impavido archeologo che girava il mondo in cerca di tesori. Spielberg convinse l’amico ad affidargli la regia, entusiasta di poter finalmente dirigere un film come quelli di James Bond.

Ma il mondo di Indiana Jones è quanto più lontano possa esserci dall’immaginario tecnologico e contemporaneo caratteristico dei vari film dell’agente segreto britannico. Le avventure di Indiana Jones sono ambientate negli anni ’30 – almeno le prime tre – e sono impregnate di un immaginario vintage. Raiders e i successivi episodi sono soprattutto un affettuoso omaggio al cinema di genere della Hollywood classica. George Lucas – che del film è produttore e ideatore – ha ammesso che “l’essenza di Raiders è un ritorno a un tipo di cinema più antico. Si tratta di un film d’avventura vagamente simile ai vecchi serial che davano nei cinema il sabato pomeriggio. A dire il vero, i serial erano dei film di serie C, mentre direi che Raiders è un film di serie B all’antica. Ciò che mi ha spinto a fare Raiders è stato il desiderio di rivedere questo tipo di film.” Spielberg si è preparato studiando i classici d’avventura della vecchia Hollywood: “Mi sono messo a riguardare i miei film preferiti degli anni ’30 e ’40 e ho riflettuto su quanto rapidamente ed economicamente fossero girati”. Infatti, rispetto a Lo squalo o Incontri ravvicinati del terzo tipo, lo stile in Raiders è più sobrio e funzionale, e guarda alla cosiddetta “regia invisibile” del periodo classico. E proprio in virtù di questi consci e palesi recuperi stilistici e omaggi al cinema della Hollywood classica, Raiders of the Lost Ark si può considerare un film neo-classico.

Altrettanto affettuosamente legata ai modelli musicali della Hollywood degli anni ’30 e ’40 è la funambolica partitura composta dal musicista di fiducia di Spielberg e Lucas, il pluripremiato John Williams. Nel 1981 Williams descriveva così il suo lavoro sul film: “Si tratta di un magnifico film d’avventura nello stile degli anni ’30 – come un film di Bogart e la Bacall ambientato nel medio-oriente. Ha una partitura di 80 minuti che ho composto tra dicembre e gennaio e che ho registrato a febbraio con la London Symphony Orchestra. È tutto nello stile di Max Steiner, cose come il tema dell’eroe e il grande tema d’amore”. Max Steiner – compositore della Hollywood classica conosciuto per le musiche di King Kong (1933), Via col Vento (1939) e Il tesoro della Sierra Madre (1948), per citare solo tre tra le centinaia di film su cui ha lavorato – ben rappresenta quello stile “antico.” La musica del cinema classico di Hollywood era basata sul turgido idioma musicale tardo-romatico ereditato da Wagner, Puccini, Rachmaninov, Richard Strauss; su tecniche operistiche quali il leitmotiv – ogni personaggio o situazione narrativa ha un proprio motivo musicale che viene ripreso ogni qualvolta tale personaggio o situazione si presenta, e rielaborato a seconda delle esigenza drammaturgiche; su una strettissima sincronizzazione tra gesti musicali e azioni visive – il cosiddetto “mickey-mousing”, dove se un personaggio cade da una scala, l’orchestra accompagna l’azione mimandola con una rapida scala discendente. E Williams recupera tutte queste caratteristiche, creando una sapiente partitura che ben esibisce sia l’affetto per quegli illustri capisaldi della musica per film, sia una rielaborazione ironica – e a tratti benevolmente caricaturale – all’insegna del divertissement: “I film di Indiana Jones sono stati molto divertenti da fare – spiega Williams -. Non c’era nulla che dovessi prendere troppo sul serio dal punto di vista musicale. Erano film spettacolari e sopra le righe. Voglio dire, c’erano i nazisti e l’orchestra sparava questi accordi drammatici come si usava negli anni ’40, sapete, con la settima in basso, che sono una specie di vecchio segnale per i personaggi militareschi o malvagi. Abbiamo fatto queste cose senza ritegno, solo per il divertimento di farle”.

A detta di molti il migliore film della serie, Raiders è esempio da manuale di una sceneggiatura che bilancia mirabilmente azione, humour, mistero, orrore, amore, fanta-storia, mito, e un film che andrebbe studiato per la perfetta regia di Spielberg che, con un’economia di mezzi rara nel cinema d’azione/avventura spesso frastornante dei giorni nostri, scandisce con precisione e sapienza un ritmo che non perde un colpo. Il film è impensabile senza la musica di Williams e l’indimenticabile marcia di Indiana Jones, che è ormai diventata l’identificativo sonoro della grande avventura. Sentire questa magistrale partitura suonata dal vivo permette di vedere (e ascoltare) Raiders of the Lost Ark con un coinvolgimento sensoriale mai provato prima, e di apprezzare appieno il genio drammaturgico e musicale di John Williams e la perfetta simbiosi tra la sua arte e quella di Steven Spielberg.

Emilio Audissino

autore del libro John Williams’s Film Music

University of Wisconsin Press, 2014

PROSSIMI APPUNTAMENTI:

Giovedì 14 settembre, ore 20.30
Venerdì 15 settembre, ore 20.30

STAR TREK (2009) 

Giovedì 16 novembre, ore 20.30
Venerdì 17 novembre, ore 20.30
NOSFERATU (1922)


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