India tra rivendicazioni territoriali e crescita militare

//   13 febbraio 2012   // 0 Commenti

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Le tensioni tra India e Cina, risalgono alla guerra di confine del 1962 per il controllo dell’area nordoccidentale del territorio indiano e di quella nordorientale. L’India, sconfitta, perse in quell’occasione una grossa fetta di territorio himalaiano, che ancora oggi viene rivendicata.

La rivalità tra i due Stati si è protratta fino ad oggi in una sorta di guerra fredda che si manifesta con il tentativo cinese di accrescere la propria influenza sull’Oceano Indiano e con la crescita militare dell’India.
Nel 2010, infatti, l’India ha effettuato il 9% degli acquisti di armi nel mondo, tra cui 126 caccia d’assalto, un sottomarino a propulsione nucleare e la costruzione della sua prima portaerei. Questa la risposta indiana al continuo tentativo cinese di espandere il proprio dominio, finanziando scali commerciali in Pakistan (nemico storico dell’India), Bangladesh, Sri Lanka e Myanmar.

L’india si è difesa, posizionando un esercito di circa trentaseimila uomini al confine nord est del Paese, per essere pronta a rispondere alle eventuali provocazioni cinesi, sebbene diventa sempre più difficile tenere testa alla grande crescita economica cinese e al suo budget militare, secondo solo agli Stati Uniti.

La reale possibilità dell’inizio di un conflitto tra le due potenze, pare remota, sebbene il territorio dell’Himalaya conteso rappresenta un punto caldo delle ostilità che in 15 anni non è mai stato risolto.


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