INCONTRI…MEETING…CHIACCHIERE E POCHI FATTI

//   30 agosto 2011   // 0 Commenti

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.


meeting riminiAndare controcorrente, a volte, è rischioso soprattutto quando si cerca di stigmatizzare posizioni consolidate e consuetudini divenute regole. Il rischio, nella migliore delle ipotesi, è quella di risultare il “bastian contrario”, colui che va controcorrente, il solito disfattista, l’opinionista montato. Gli sprovveduti sono sempre dietro l’angolo. Non importa. La coerenza è un dono ed una qualità, non un refuso ideologico. Lo penso da sempre, lo affermo da un bel po’, lo scrivo oggi.

Mi riferisco a manifestazioni, serate, dibattiti che sembrano dettate più da una tradizione consolidata e di routine che da esigenze improrogabili e necessarie. Tra queste ne ho scelto due, quelle che mi sembrano le più emblematiche nel panorama degli eventi estivi, “Cortina in-contra” ed il più blasonato “Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini”.

Si badi bene, ognuno è libero di incontrare e manifestare chiunque, come, dove e quando vuole, sempre che ciò si faccia nel pieno rispetto delle regole. Tanto di cappello agli organizzatori ed agli autori per il lodevole sforzo profuso nell’offrire uno spazio ad iniziative  ed argomenti trattati con la partecipazione di personaggi conosciuti. Ciò che discuto e contesto riguarda l’aspetto squisitamente funzionale e sostanziale considerando la discussione generale in atto nel nostro paese.

I Politici, gli amministratori, i sindacalisti, le persone con incarichi pubblici e di responsabilità sono regolarmente invitati e sfilano sulla passerella da smaliziati personaggi dell’immagine. Gli stessi che siedono ai tavoli delle trattative, nelle stanze dei bottoni, in Parlamento, nelle Commissioni, nei Palazzi che contano. Sono sempre loro che vediamo in Tv, presenti nelle più variegate trasmissioni televisive, talk show, trasmissioni di intrattenimento, dappertutto!.

Non so voi, ma io francamente ne ho piene tasche. Il buonismo e il buon tempismo a tutto campo che emerge è del tutto inutile. La regola è quella di sempre, creare l’evento ed invitare il nome di grido ed il gioco è fatto.

Lotterò come un leone fino a che avrò fiato in gola e ringrazio l’opportunità che mi offre questo spazio per gridare il mio disappunto, ripeto, che non è diretto a stabilire se si debba o meno tenere questi eventi, quanto sulle loro concreta utilità.

Audience, immagine, location, esteriorità, pubblicità, sono gli ingredienti determinanti per la buona riuscita di uno spettacolo culturale, politico, ludico o mediatico, il resto è aria fritta. Il pubblico, il telespettatore, vuole riconoscere il volto, il personaggio pubblico, poco importa se è un uomo o una donna che mantiene ferma la propria opinione anche quando si trova a decidere o a votare sulla sorte degli italiani, sulle iniziative che incidono sulla nostra sorte.

Propongo un cambiamento di tendenza, diamo spazio alla gente che rende seriamente e concretamente un servizio alla nostra comunità. Invitiamo loro, sono un mare gli italiani, anonimi e sconosciuti, in grado di offrire risposte concrete e serie sui nostri mali.  La scelta .è lunga, variegata ed interessante, i settori ci sono tutti, competenze altrettanto e l’elemento culturale pure, che aspettiamo!

E’ una decisione difficile che va in controtendenza, mi rendo conto e per ciò impraticabile, eppure appagante e soddisfacente moralmente e sostanzialmente. L’ho appreso incontrando gli studenti nelle scuole di mezza Italia. Il concetto è: cosa vogliamo ricavare da quell’incontro? Una chiacchierata tra amici, soddisfare il bisogno dialettico, una vacanza estemporanea alle spese dell’organizzazione, o che cosa?

I ragazzi pretendono toccare con mano, domandano e si informano, attendono risposte non teoriche elucubrazioni didattiche. Ad una ragazza che aveva assistito ad un incontro analogo alcuni mesi prima gli chiesi cosa gli fosse rimasto da quell’esperienza. Risposta: nulla!

 

 


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *