In vendita il “tesoretto” dell’agricoltura veneta

//   14 luglio 2011   // 0 Commenti

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Il patrimonio di proprietà regionale che fa capo al sistema agricolo vale 40 milioni. Cifra che rapportata con il potenziale di investimento dei giovani agricoltori potrebbe garantire 500 nuove imprese. Sarà questa la prossima mossa dell’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che con l’alienazione del patrimonio immobiliare in possesso dell’ente strumentale Veneto Agricoltura potrà avere disponibili 25 milioni riferiti ai beni immobiliari in possesso di Veneto Agricoltura e 15 milioni relativi alle proprietà agricole gestite sempre dall’Azienda ma di proprietà della Regione del Veneto.
Si tratta di un importo consistente quando pensiamo che, se inserito nei fondi di rotazione regionali, potrebbe finanziare in toto e a tasso zero l’inserimento a capo di un’azienda di almeno 500 nuovi giovani imprenditori”, ha ribadito Manzato, che sta gestendo l’ iter di una manovra che condurrà alla dismissione del patrimonio a destinazione rurale attualmente in mano pubblica. “Questa procedura – ha aggiunto – garantirà inoltre un rientro del capitale in Regione a restituzione, lasciando quindi margini per il reinvestimento a termine del mandato”.
In ogni caso è una procedura obbligatoria, che ci consentirà di liberare risorse da investire, garantendo in questo modo più futuro al comparto veneto ed un rinnovamento generazionale continuo – ha affermato l’assessore – in un settore economico, quello dell’agricoltura che più di tutti ha sorpreso negli ultimi quindici anni per la sua capacità di mantenere e garantire livelli soddisfacenti di reddito e che anche dalla crisi sta uscendo meglio di altri. Destinare a nuovi giovani agricoltori le risorse svincolate rappresenta un ottimo investimento, che supporta le esigenze di innovazione e di mercato e che ci mantiene all’avanguardia”.
Tra i beni in vendita figurano l’ex base militare ‘Bianchin’ e il rifugio ‘S. Osvaldo’ in Cansiglio, ‘Villa Rieti Rota’ di Motta di Livenza, il complesso ex ‘Corte Benedettina’ di Legnaro.


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