In Puglia…non cresce l’erba

//   4 settembre 2012   // 8 Commenti

pugliesi

Sul tacco dello stivale italiano…le “palle” non girano più: le più importanti realtà calcistiche della Puglia sono entrate in una fase di crisi sia economica che d’identità, specie nell’ultima, disastrosa stagione calcistica. Dove sono finiti il Bari di Cassano, il Lecce di Vucinic ed il Foggia di Signori?!

Ecco l’inquietante scenario calcistico pugliese, dal Gargano a Otranto.

FOGGIA:

Nel 1920 viene fondato lo “Sporting Club Foggia“, la prima di squadra di calcio ufficiale della provincia del nord-pugliese. La squadra rossonera passerà dall’anonimato alla gloria durante agli anni ’90, grazie al giovane allenatore Zdenek Zeman, ora alla Roma. Quello che da tutti fu soprannominato come il “Foggia dei miracoli” poteva vantare la presenza di giovani talenti (il famoso “tridente delle meraviglie“) destinati a scrivere le pagine più importanti del calcio moderno: Baiano, Rambaudi, Mancini e Signori. Se i primi due si sono progressivamente allontanati dai riflettori, Mancini e Signori (che condivisero anche l’esperienza laziale) non hanno mai smesso di calcare le scene…chi per un motivo chi (ahimè) per un altro. Francescoo Mancini, ex portiere del Foggia (e poi del Bari), è tristemente scomparso l’anno scorso, mentre svolgeva la sua mansione di preparatore dei portieri, presso il Pescara di Zeman. Per quanto riguarda Giuseppe Signori, dopo essere stato per diversi anni il capitano della Lazio ed il capocannoniere della Serie A (senza citare la nazionale, il Bologna ecc.) ha terminato la sua carriera calcistica in Grecia, dove si dice che non sia stato nemmeno pagato…sarà per questo che poi l’abbiamo ritrovato su tutte le prime pagine dei giornali sportivi, come uno dei tanti che scommettevano su partite più o meno aggiustate? Personalmente, mi è caduto un mito…maledetti soldi!

Volete sapere che fine ha fatto il Foggia? Durante questa estate (2012) non si è iscritto al campionato di calcio di Lega Pro, avviando così la società verso un irreversibile fallimento. Oggi gioca nella serie D, sotto il nome di “Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia Calcio“. Vedere Zeman in Serie A, forse…fa ancora più male!

BAT:

E che cos’è? Il dubbio è legittimo: la “BAT” è una nuova provincia pugliese, istituita nel 2004. La sigla indica le iniziali delle tre città che ne delimitano il territorio: Barletta, Andria e Trani. In realtà, nessuna delle tre città ha mai avuto un grande palcoscenico calcistico, sebbene qualcuno possa ancora ricordarsi di una certa “Fidelis Andria“, scambiandola però per una carta fedeltà del supermercato sotto casa… Nel 2005, a seguito dell’istituzione della nuova provincia, venne fondata l’ “Associazione Sportiva Andria BAT“; come si evince dalla denominazione, la squadra fu fondata con l’intento di fondersi con le rappresentative delle altre due città limitrofe…ma l’idea non fu mai presa in seria considerazione, vista l’eterna rivalità interna a questo nuovo agglomerato. Oggi la squadra dell’Andria, che ha successivamente censurato la sigla BAT, gioca nella prima divisione di Lega Pro, così come il Barletta (“Società Sportiva Barletta Calcio“). Infine l’ “Associazione Sportiva Fortis Trani” milita addirittura nella serie D. Se non conoscete Andria, svuotatevi le tasche: il vostro portafoglio, se non lo sapeste, è sempre pieno di quegli inutili e fastidiosi denari di rame che hanno inciso un “piccolissimo” castello ottagonale…Castel del Monte, un monte troppo arido per seminare Calcio.

BARI:

La prima squadra (ufficiale) di calcio del capoluogo pugliese, fu il “Foot-Ball Club Bari“, fondato nel 1908. Grazie alla sua longeva storia, è la migliore squadra pugliese e la 3° del Sud dopo Napoli e Cagliari. In Puglia vanta il record di 30 campionati giocati in Serie A, ma in Italia detiene l’infelice record del maggior numero di ultimi piazzamenti nella classifica di Serie A (5 volte). Tuttavia il record senza dubbio più clamoroso è quello che vede protagonista Igor Protti (ultimo numero “10″ del Livorno): l’unico giocatore in grado di vincere la classifica capocannonieri con una squadra poi retrocessa (nella stagione 1995-1996 segnò 24 reti con il Bari, finendo a pari merito proprio con Giuseppe Signori). La prima volta che il Bari partecipò alla Serie A fu nel lontanissimo 1931 (allora “Unione Sportiva Bari“), ma “l’annata buona” fu il 1945: la squadra conquistò il 7° posto in Serie A, meritandosi la nomea di “Stella del Sud“…stella cadente aggiungerei io, visto che il 7° posto è tutt’oggi il suo record personale! I primi problemi economici sbarcarono sul lungomare barese già nei primi anni ’50 quando la c.d. “squadra ascensore” (i soprannomi si sprecano!), retrocesse in soli 3 anni dalla “A alla Z”…cioè la serie D! Dopo un eterno girovagare tra i campi di “A” e di “B” nel 2004 sarebbe dovuta retrocedere in Serie C, ma fu ripescata a seguito del fallimento di un certo Napoli! Nel corso dei suoi anni migliori il Bari ha saputo lanciare talenti di classe pura, che hanno fatto tanta strada e spesso anche tanta storia: vi ricordate quando un ignoto Zambrotta (poi Campione del Mondo, come anche Perrotta) giocava come attaccante al San Nicola? Gli ultimi talenti maturati sotto il sole di Bari (riapparso grazie alla demolizione di un ecomostro costruito in riva al mare…proprio dalla famiglia del presidente Matarrese!) costituiranno, probabilmente, il futuro della difesa azzurra: Bonucci e Ranocchia. Tuttavia se dici Bari dici Cassano, e non il paesino di collina dell’alta Murgia! Antonio Cassano nasce nell’umile contesto di “Bari Vecchia”, cresciuto a “strada e malavita” comincia presto a calciare le lattine e inseguire palloni. Dietro quel dialetto saraceno ed incomprensibile, sotterrato dai brufoli che gli deturpano il viso…si nasconde un talento puro, un fenomeno del calcio: “el Pibe de Bari“. Fino a qualche anno fa “Fantantonio” era ancora il “Re” di Bari: potevate incendiare nuovamente il Petruzzelli e sarebbe stato comunque meglio di parlare male di quel “figlio della Città”, prima che della madre! L’intera città si è battuta per la sua presenza in nazionale già dai Mondiali del 2006, ma a nulla sono serviti i “francesismi” rivolti all’indirizzo di Marcello Lippi: “mitt ‘a Cassan!” (che tradotto in lingua italiana sarebbe: “mi scusi, gentilmente, potrebbe per cortesia convocare in nazionale Antonio Cassano? Grazie”). Ma poi è successo qualcosa: Cassano torna a Bari, ma non lo fa per mangiare il polpo crudo dell’ “Internalanza”, bensì per affrontare i suoi ex-galletti con un Milan a caccia di scudetto. Il Bari è praticamente (e quasi matematicamente) già retrocesso, ma clamorosamente passa in vantaggio: così, proprio nello stadio che lo aveva visto esordire in Serie A con uno strepitoso goal all’Inter a soli 17 anni, Cassano compie l’ “affronto” di segnare un goal nella porta biancorossa. La scena non passa inosservata ed il mito si trasforma in: “della nazionale un calciatore, della Bari un traditore. Cassano…tu non sì d Bar!“. Con questa curiosa scritta su un muro, la città di Bari comunica a Cassano, sempre gentilmente, che non è più il benvenuto, visto il “mortal sacrilegio”. Quello che è successo dopo lo sapete già: il Bari che finisce nello scandalo del calcio-scommesse, Masiello che ammette di essersi venduto qualche partita, di aver segnato volontariamente un autogoal (“nientepopòdimenoche” nel derby contro gli odiati salentini!), di essere a conoscenza di intrighi più grandi di lui ecc. ecc. Chiunque è passato dal San Nicola negli ultimi 2-3 anni ha fiutato la puzza di marcio, giri di denaro assurdi, metà squadra che scommette nonostante i cordiali avvertimenti delle frange più estremiste del tifo barese. La retrocessione, tuttavia, la dichiara il campo stesso ( a furia di biscotti…) ma nemmeno in serie B il Bari dorme sogni sereni: dopo i 6 punti di penalizzazione dell’anno scorso, quest’anno se ne aggiungono altri 5, anche a causa del mancato pagamento degli stipendi ai giocatori. Un dubbio, però, mi è sempre rimasto (sebbene una mezza idea me la sia fatta…) : cosa avrà voluto dire Vincenzo Matarrese (presidente del Bari) quando si rivolse così al presidente del Perugia: “Gaucci, siamo di Serie A Gaucci!” ??? Non so precisamente cosa volesse intendere “Vincenzino” ma una cosa è certa: a Gaucci il messaggio è arrivato forte e chiaro…così tanto che ha deciso di ordire una bancarotta fraudolenta ai danni del suo Perugia e di fuggire col bottino nella Repubblica Dominicana! Se volete vedere una delle più brutte pagine del calcio moderno…guardate questo video…ma gridate un “BIP” tra il i secondi 15 e 20!

TARANTO:

Nel lontano 1904 nascono le prime due società calcistiche di Taranto: la “Mario Rapisardi” e la “U.S. Pro Italia“. Nel corso di più di 100 anni la squadra tarantina non è mai riuscita a raggiungere la Serie A, seppure abbia disputato ben 32 campionati di Serie B (di cui addirittura 13 di seguito). Pochi mesi fa, notizia eclissata dal “caso Ilva”, l’ “Associazione Sportiva Taranto Calcio” (dopo aver militato l’anno scorso nella prima divisione di Lega Pro) è fallita. Così il 20 Luglio di quest’anno (2012) è stato fondato il “Taranto Football Club 1927 s.r.l“: oltre alla solita cordata di imprenditori, una parte della tifoseria ha sostenuto il progetto aderendo ad una quota partecipativa del capitale sociale. Da sottolineare l’umiltà e l’attaccamento alla maglia dell’ex-capitano dell’ A.S.Taranto: Fabio Prosperi resta infatti a Taranto nonostante la retrocessione di 2 categorie.

BRINDISI:

Il Brindisi è forse la realtà più modesta tra le province pugliesi, in senso calcistico. Il club, fondato nel 1912 con il nome di “Brindisi Sport“, ha partecipato soltanto 6 volte al campionato di Serie B, fluttuando tra la C (33 volte) la D (24 volte) e persino la E (campionati di Promozione e di Eccellenza)! Dopo dei promettenti anni’70, il Brindisi entra in piena crisi agli inizi del 1990: i calciatori abbandonano in massa la squadra (in quel momento capolista della serie C1) al seguito del mancato pagamento degli stipendi; l’allenatore è costretto così a schierare i ragazzi dei settori giovanili brindisini che, non solo non raggiungono la Serie B, ma riescono persino nell’impresa di retrocedere in C2 dove, peraltro, il Brindisi non si iscriverà mai a causa del successivo fallimento-lampo. Pochi giorni dopo sorge il “Brindisi Calcio 1920″ che si iscrive alla serie D: anche quest’esperienza non sarà però fortunata e, solo 4 anni dopo, l’ennesimo collasso economico costringe la squadra brindisina a retrocedere fino al campionato di Eccellenza. La ripresa avviene nel nuovo millennio quando il Brindisi torna prima in serie D e, l’anno dopo, in Serie C2 grazie ai goal di un ignoto Castillo che nel corso della sua carriera ha girato per tutta la Puglia, in una terra in cui i “vicini” non sono certo fratelli (oltre che con il Brindisi ha infatti giocato con il Gallipoli, con il Nardò e persino con il Lecce e con il Bari, eterne nemiche). Nel 2003 arriva persino la Coppa Italia di Serie C ma, proprio nei migliori anni della sua vita…fallisce nuovamente. Nel 2004 il neo-fondato “Football Brindisi 1912“, riparte nuovamente dall’Eccellenza (di nome ma non di fatto!). Infine nel 2011 la società, nuovamente sommersa dai debiti, viene radiata dalla FIGC! Attualmente la “S.S.D. Città di Brindisi Srl” milita nel campionato dilettantistico (serie D)…in attesa di un nuovo, scontatissimo fallimento.

LECCE:

Arrivati a Lecce finisce la Puglia: più in basso di così non si può andare, peggio del Lecce (inteso come squadra di calcio) non c’è, almeno per quest’anno, niente! La prima squadra salentina si chiamava “Sporting Club Lecce” e fu fondata nel 1908. Dopo anni, lustri e decenni trascorsi nel Baratro, il Lecce approda finalmente in Serie A nel 1985: da allora ha partecipato a ben 15 campionati maggiori nelle 28 successive annate. La promozione è frutto dell’allora sconosciuto Eugenio Fascetti, che poi andrà ad allenare “nientepopòdimenoche” il…Bari! Nonostante la prima in Serie A sia solo una comparsata (retrocede lo stesso anno) il Lecce lascia comunque i suoi ricordi: nell’ultima di campionato i salentini, già retrocessi matematicamente, battono clamorosamente la Roma per 3-2, “scucendole” lo scudetto di dosso… Tra il 1993 ed il 1995 retrocede dalla Serie A alla Serie C, campionato che vincerà allenata da Gianpiero Venura, si…proprio l’allenatore del bari fino ad un paio di anni fa! Lo stesso tecnico, attualmente al Torino, spinge il Lecce sino in Serie A, dove però la sua panchina viene affidata ad un Prandelli al “primo pelo”. Nel 1998 il Lecce effettua il suo migliore acquisto nella storia del calcio: non un giocatore ma un talent-scout…il d.s. Pantaleo Corvino. E’ grazie a lui che, oltre che a S.Oronzo, i leccesi hanno finalmente altri “santi” a cui votarsi: da Bojinov a Ledesma, da Chevanton a Vucinic, dai balcani o dal Sud-America…Pantaleo ha l’occhio buono, chi vede compra e chi compra “esplode”. Ma forse il vero apice Lecce lo tocca con il boemo Zdenek Zeman che, rimpiazzando Delio Rossi, mostra il Calcio alla Puglia intera. Goal a valanga, talenti nuovi ogni settimana ed il piccolo Via del Mare torna a sognare. Come tutti i sogni, però, anche questo è destinato a svanire all’alba: tralasciando le tante partite “strane”, il Lecce (nel 2010-2011) paga  alcuni giocatori del Bari per comprare la vittoria nel derby, giocato proprio al San Nicola di Bari! Qualche mese dopo Masiello ammetterà di aver ricevuto dei soldi da parte di “gente” molto vicina alla presidenza giallo-rossa, in cambio di un autogoal (puntualmente segnato). Gli organi predisposti al Giudizio hanno confermato questa versione: Pierandrea Semeraro, succeduto al padre Giovanni nella presidenza del Lecce, viene deferito per illecito sportivo e condannato a 5 anni di “inibizione”, mentre il Lecce viene retrocesso in Lega Pro per “responsabilità oggettiva”.

Tornando al derby incriminato: il Bari era già retrocesso matematicamente ma i suoi “ultras” (che pochi giorni fa hanno dichiarato di volersi sciogliere definitivamente) avevano “pregato” (per non dire minacciato) i propri “beniamini” di sconfiggere l’acerrimo “cugino” salentino: chi ne capisce di calcio sà che il Lecce avrebbe potuto vincere comunque al S.Nicola…ma quando i tifosi dei “galletti” hanno scoperto che quel, già “puzzoso”, autogoal era persino intenzionale e premeditato…hanno deciso di volerci vedere chiaro, di togliere prosciutti e banane dagli occhi, di tastare con mano, di sentire con le proprie orecchie, di “farselo dire in faccia“, direttamente dai protagonisti dello scandalo, raggiunti in mezzo mondo.

E’ in questo paradossale contesto che si iscrive l’inchiesta-ironica prodotta dalla “Dinamo Film” di Bari: “Non cresce l’erba“, questo il titolo del documentario girato dall’intraprendente regista pugliese Mario Bucci, con la collaborazione del giovane Marco Gernone. Protagonista della “fiction” è un tifoso “della Bari” che insegue gli ex-giocatori biancorossi a caccia di una triste verità che nessuno sembra disposto ad ammettere. L’iniziativa, nata da un’idea provinciale, ha riscosso così tanto successo sulle pagine di Youtube da convincere gli autori di Mtv a farla diventare una “serie” nazionale, che sarà dunque presto visibile sui nostri televisori domestici. Per chi non volesse aspettare…i video sono già disponibili su Youtube, mentre qui sotto potrete visionare il trailer:

E tu, che aspetti?

Vieni a ballare in Puglia“, ma non chiedere taralli, orecchiette alle cime di rape, pasticciotti leccesi e primitivi di Manduria; se cerchi qualcosa di “fatto in casa”…

…chiedi i biscotti!!!

 


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8 COMMENTS

  1. By nicola, 23 luglio 2019

    un articolo così fazioso, irriverente, offensivo e con un finale veramente di pessimo gusto non si addice ad un quotidiano on line serio!!!!

    vergognatevi….. io credo che tutta italia stia “rosicando” perchè ormai si viene in vacanza solo in Puglia e la Puglia finalmente sta rifulgendo di luce propria….. dalla Puglia e dai Pugliesi avete solo da imparare!!!!!

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  2. By Emilio Apicella, 23 luglio 2019

    Gentile Signor Nicola,
    le ricordo che nel calcio non ci sono fazioni.
    Non mi sembra di essere stato irriverente elencando le tragedie del CALCIO pugliese. Se è davvero pugliese dovrebbe essere più oggettivo ed ammettere che la Puglia ha molti pregi, come lei giustamente dice, ma che tra questi il CALCIO non vi è davvero! Nell’articolo si parla di calcio, non di mare.
    La vergogna non la dovrei provare io per aver scritto il vero, ma la dovrebbero provare coloro che hanno permesso a me di scriverle, in quanto storie vere.
    Se è davvero pugliese non si dovrebbe scandalizzare troppo nel sentire che il calcio è truccato.
    Se poi ancora sostiene la sua tesi la invito a raggiungere questo link per vedere con i suoi occhi quelle che a lei (beato ottimismo) sembreranno le solite coincidenze: http://www.youtube.com/watch?v=Pl9CnPt8T5E

    Infine un ultimo appunto: il Web è bello perchè libero, come si può ben evincere dalla nostra testata (mondoLIBEROnline); tutti possono esporre la propria opinione e come vede anche a lei è stato concesso questo lusso.
    Lusso perchè in Puglia di “giornali seri” (come dice lei)ne esiste, da sempre, solo e soltanto uno, e non perchè sia l’unico o il migliore ma semplicemente perchè spezza le gambe ai giornali, quelli sì…veramente Pugliesi!
    Imparerò tanto dai pugliesi, ma nè di calcio nè di libertà di stampa!
    Viva la Puglia.

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  3. By luigi iamele, 23 luglio 2019

    ma quante inesattezze in questo “articolo”………
    mancini del foggia è il compianto franco mancini: portiere di origini lucane che ha difeso la porta di foggia, lazio, bari e altri club in italia, allenatore dei portieri al pescara di zeman è scomparso prematuramente quest’anno alla vigilia proprio di pescara-bari!
    zeman dedica a lui la promozione del pescara in serie A.
    cassano non segna a bari il gol con la maglia del milan bensì a milano.
    antonio torna a bari la prima volta con la maglia della samp: segna e chiede scusa all’intero stadio!
    queste le inesattezze che sono saltati ai miei occhi, i conoscitori delle altre realtà calcistiche pugliesi potranno dire se ce ne sono altre!
    se devo scrivere una cosa di cui non sono certo IO faccio quanto meno una breve ricerca si internet……….
    se questo è giornalismo libero……o forse è giornalismo in libertà!

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  4. By luigi iamele, 23 luglio 2019

    un’altra cosa: la responsabilità del lecce nello scandalo scommesse è “diretta” e non oggettiva, oggettiva è risultata essere quella del bari come di altre squadre tipo novara, siena……….

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  5. By Vito, 23 luglio 2019

    Da Pugliese mi sento offeso non tanto dal contenuto dell’articolo, che contiene comunque tante inesattezze, ma quanto dal tono dello stesso.

    Purtroppo il problema é a monte, é il calcio che é malato, é la società che é malata e articoli simili potrebbero essere scritti su tantissime società di calcio, in Italia e all’estero.

    Ad esempio: vogliamo parlare delle schifezze fatte negli anni dalla Juve, dal Milan dal ……..

    Che poi a SUD sia più difficile fare Impresa, per tanti motivi, e quindi anche fare Calcio é una cosa assodata ma, caro Sig. Apicella, noi non ci lamentiamo e lavoriamo per migliorare.

    Un cosa vorrei comunque dirle, prima di parlare male della Puglia … si sciacqui la bocca.

    E comunque venga a trovarci, la tratteremo bene, S. Nicola é amante di tutti i forestieri, anche di quelli che parlano male di Lui !

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  6. By Emilio Apicella, 23 luglio 2019

    No, no vogliamo parlare del Milan e della Juventus. Quello lo abbiamo fatto e lo faremo a tempo debito, l’articolo è sul calcio in Puglia…e solo un pazzo ne potrebbe parlare bene.
    Siete pugliesi? Bene, siete soddisfatti del calcio della vostra regione? Non credo, quindi che vi lamentate a fare? E’ così dura da affrontare la realtà?
    Io mi sciacquo la bocca, lei sciacqui il calcio pugliese!

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  7. By giovanni, 23 luglio 2019

    “più in basso di così non si può andare, peggio del Lecce (inteso come squadra di calcio) non c’è, almeno per quest’anno, niente!”.
    Il Lecce è la miglior squadra della Puglia almeno da 20 anni. E poi, ricordo che nel momento del calciopoli, squadre come Milan, Lazio, Reggina e Fiorentina hanno fatto lo “stesso” del Lecce, ma hanno pagato solo i salentini.
    È vero quello che dice l’articolo ma non concordo del tutto.

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  8. By Janina, 23 luglio 2019

    L’articolo è molto ironico, si capisce che l’ha scritto un pugliese amareggiato, forse sfugge invece a chi lo critica che nel calcio come per il Palio di Siena le proposte di farsi da parte si fanno da sempre. Tanto vale prendene atto ed accettare, come fanno i fantini venduti, il rischio di essere inseguiti e malmenati dai tifosi di contrada.

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