In Auditorium laVerdi e il ‘900 italiano con un omaggio a Salvatore Sciarrino

//   30 novembre 2017   // 0 Commenti

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Doppio concerto conclusivo del “ 26° Festival di Milano Musica”, all’Auditorium di Milano, in occasione del 70° compleanno del compositore palermitano, con laVerdi diretta da Marco Angius 

Il terzo incontro della Stagione 2017/18 con la speciale rassegna “laVerdi festeggia il ‘900 italiano” vede protagonista Salvatore Sciarrino, nel grande concerto conclusivo del 26° Festival di Milano Musica, Salvatore Sciarrino. L’eco delle voci, in occasione del 70° compleanno del compositore palermitano.

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Caroli, Sciarrino e Angius - Fondazione Paul Sacher (Basilea)

Doppio appuntamento venerdì 1 (ore 20.00) e domenica 3 (ore 16.00) dicembre, all’Auditorium di Milano in largo Mahler, con l’Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretti rispettivamente da Marco Angius ed Erina Gambarini, e Mario Caroli solista al flauto.

Il programma inquadra il Libro notturno delle voci di Sciarrino – cui Milano Musica 2017 ha dedicato il centro della sua programmazione – fra tre grandi brani della musica francese: La valse (1919/20) e Boléro (1928) di Ravel, Nocturnes di Debussy (1897/99).

«Già nel 1906 – scrive Gianluigi Mattietti nelle note di sala – Maurice Ravel (1875-1937) meditava di comporre un grande valzer, danza che considerava l’incarnazione della gioia di vivere in musica, e il simbolo musicale delle frivolezze viennesi, di quel vecchio mondo al quale aveva già reso omaggio nel 1910 con Valses nobles et sentimentales. Ma fu solo nel 1919, su invito di Diaghilev, che Ravel riprese quel progetto per farne un balletto. Ravel completò la partitura nell’aprile del 1920. Ma a Diaghilev quella musica non piacque … e si ruppero anche i rapporti tra Diaghilev e Ravel. La Valse fu allora eseguita in forma di concerto, in dicembre, con enorme successo. Ci pensò Ida Rubinštejn (danzatrice che faceva parte dei Ballets russes e poi creò una propria compagnia), nel 1929, ad allestire per la prima volta La Valse in versione coreografica, all’Opéra di Parigi. E fu la stessa Rubinštejn che propose a Ravel, nel 1928, di scrivere la musica per un balletto di ambientazione spagnola. La prima idea di Ravel … fu di orchestrare alcune sezioni di Iberia di Albéniz, ma non riuscì a ottenerne i diritti dagli eredi. Decise allora di comporre un pezzo ex novo, a ritmo di bolero. E fu una serie di successi: non solo per la prima del balletto, il 22 novembre 1928 all’Opéra Garnier, ma anche per le esecuzioni in forma di concerto che diressero nel 1930 sia Ravel sia Toscanini».

«Il malinteso mito dell’impressionismo musicale nasce con i tre Nocturnes, che Claude Debussy (1862-1918) compose tra il 1897 e il 1899. Il titolo, ispirato a dipinti di Whistler, rimanda per l’autore a “tutto ciò che questo vocabolo contiene di impressioni e luci particolari”. È proprio la ricerca di effetti di luce a suggerire una scrittura orchestrale dove la dimensione armonica e quella timbrica si fondono, e una struttura formale non tradizionale, priva di sviluppi tematici. Il trittico è costruito in modo concentrico, con due movimenti moderati che inquadrano un movimento dinamico. In Nuages (il clima sonoro è quello “immutabile del cielo con l’avanzare lento e malinconico delle nubi, che finiscono in un’agonia grigia, dolcemente colorata di bianco”) Debussy cerca timbri tenui e trascoloranti … La luce cambia in Fêtes, e al caleidoscopio dei colori orchestrali si accompagna un concitato avvicendarsi di motivi e ritmi diversi … la varietà di materiali si riduce ancora in Sirènes, che evoca il ritmo del mare e il canto misterioso delle sirene … nel finale un breve motivo del corno inglese rimanda, ciclicamente, a quello del primo movimento». (Mattietti)

I suoni misteriosi della natura, i suoi incanti e i suoi orridi, emergono anche nel Libro notturno delle voci (2009) di Salvatore Sciarrino (1947), che “cita” memorie d’infanzia. È un ampio lavoro per flauto e orchestra in cui il compositore esalta le qualità musicali di Mario Caroli cui il pezzo è dedicato: «le sue conquiste tecniche e la sensibilità nelle emissioni, una volta inconcepibili, realizzano adesso le mie utopie e, per tutti, hanno trasfigurato il flauto», scrive l’autore. Che aggiunge: «Non tanto un sovraccarico di difficoltà conferisce significato a un concerto, quanto il creare uno spazio dove l’identità di un singolo si offra al suo contesto sociale. La metafora conflittuale del rapporto fra individuo e massa a me pare rimanga ineludibile nella musica d’insieme». E le voci notturne sono quelle ascoltate da bambino, quando «m’affacciavo sulle rovine della guerra».

Info: (Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401; on line: www.laverdi.org www.vivaticket.it ).

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