In Auditorium con laVerdi in onore di Arturo Toscanini

//   21 marzo 2017   // 0 Commenti

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Un grande ritorno e un atteso debutto, uniti a un programma tra i più popolari, sulla scia delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini. Questa, in estrema sintesi, la “ricetta” vincente che segna il 13° appuntamento della Stagione principale de laVerdi. Il ritorno: Jader Bignamini – fresco “reduce” dal successo dell’Opera di Roma, dove ha diretto il verdiano Trovatore – sarà di nuovo alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, per un duplice impegno in cartellone venerdì 24 (ore 20.00) e domenica 26 marzo (ore 16.00), all’Auditorium di Milano.

Il debutto: sul palco di largo Mahler, la giovanissima star del violino Giovanni Andrea Zanon si esibisce per la prima volta a Milano in una stagione ufficiale.Zanon3 FotoEnnevi Fondazione Arena di Verona 300x199

Popolarissimo il programma, dicevamo, quanto amatissimo dal grande Maestro parmigiano: la Sinfonia n. 8 di Schubert, universalmente conosciuta come Incompiuta, accoppiata, in apertura, al Concerto per violino e orchestra di Beethoven, l’unico scritto dal Genio di Bonn. E sarà proprio Giovanni Andrea Zanon, classe 1998 da Castelfranco Veneto, pluripremiato in tutto il mondo e riconosciuto come uno dei migliori talenti in assoluto, ad interpretare il capolavoro beethoveniano.

laVerdi eseguirà lo stesso programma, sempre sotto la direzione di Bignamini e con la partecipazione di Zanon, giovedì 23, all’Auditorium Paganini di Parma, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Toscanini.

“Il programma de laVerdi scelto per i 150 della nascita di Arturo Toscanini accosta non a caso due brani a lui molto cari, classici del suo repertorio. L’austriaco Schubert si sentiva in debito verso il grande di Bonn, e pare che uno dei motivi per cui l’Incompiuta (che dirigo per la prima volta) è rimasta tale è perchè il viennese si rese conto di non poter scrivere niente di meglio dopo Beethoven. Storie (o leggende) a parte, la caratteristica peculiare dell’opera è che i due movimenti completati sono in tempo ternario: sarebbe stato dunque difficile continuare nella sequenza, con una oggettiva difficoltà tecnica da superare. I due movimenti hanno melodie molto liriche, con un’orchestrazione dove anche l’accompagnamento dell’orchestra ha una funzione melodica: caratteristica quest’ultima debitrice di Beethoven. E veniamo al geniale tedesco. Intanto si tratta dell’unico concerto per violino, caratterizzato dall’apertura molto originale, con quattro colpi di timpano, poi subito seguita dall’attacco della melodia: una soluzione talmente semplice da risultare – paradossalmente – originalissima per l’epoca. Alcune originalità (che non gli hanno dato immediato successo): primo movimento molto lungo, con orchestra   protagonista, sempre controcorrente rispetto ai gusti dei contemporanei, cosa che l’avvicina a Schubert. Secondo movimento: a mò di romanza, con una sola melodia che viene ripetuta con variazioni del solista, ma senza <appendici> secondarie, senza una forma sonata. Terzo movimento, il più brillante: nella prima esecuzione assoluta venne addirittura suonato separatamente, come finale: per il pubblico è sicuramente il più accattivante, virtuosistico, con un violino davvero funambolico: da non perdere!” (Jader Bignamini)

Info: (Biglietti: euro 42,00/16,00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 14.30/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org).  

Programma

Il Concerto per violino di Beethoven, scritto nel 1806, è il compimento di un processo di innovazione che porta lo stile del concerto per violino all’italiana verso una forma più ampia e con un ruolo del solista più marcato. Questo unico concerto per violino del Genio di Bonn, composto in una fase estremamente creativa ed esuberante, è uno dei più famosi brani solistici per questo strumento ed è pervaso da una estroversa gioia decorativa della parte solistica, che pur nel suo virtuosismo regala momenti di delizioso canto.

Nella seconda parte del programma, la Sinfonia n. 8 di Schubert, universalmente conosciuta come Incompiuta. È l’ultima scritta dal compositore viennese: alla sua morte, nel 1828, risultavano completati solo i primi due movimenti, Allegro moderato e Andante con moto, mentre di un terzo movimento (Scherzo) rimane lo spartito per pianoforte quasi completo, ma con sole due pagine già orchestrate. E apparentemente è anche la più misteriosa; si può infatti pensare alla compiutezza intrinseca dell’opera, con i due movimenti completi entrambi stranamente in ritmo ternario: questa analogia crea un’intima relazione ritmica che li rende legati, inscindibili e complementari, come le due fasi di un respiro.

Ph Giovanni Andrea Zanon by Ennevi Fondazione Arena di Verona

Ph Jader Bignamini  © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com


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