Imu: cos’è, come si calcola, chi paga e quanto

//   20 gennaio 2012   // 0 Commenti

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Si chiama Imu, ovvero Imposta municipale unica.
Confluiranno, nell’ Imu, oltre all’Imposta comunale sugli immobili (ex ICI) anche quella sulla spazzatura e i servizi comunali.
La pagheranno tutti quelli (82%) che hanno una o più case o immobili commerfciali. Sostituisce l’Ici e a inventarla ci ha pensato l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. È un’imposta “federalista” sugli immobili, voluta per ridare fiato ai comuni e che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014.
Il Governo Monti, con il decreto Salva-Italia, l’ha anticipata al 1 gennaio 2012 e conta di portare nelle casse dello Stato circa 22 miliardi di euro. Più del doppio di quanto incassava dalla vecchia Ici che è sempre bene ricordare, il Governo berlusconi aveva abolito trasferendo ugualmente, seppure con difficoltà, i fondi ai Comuni senza aumentare le tasse ma riducendo le spese dello Stato.
Di questi 22 miliardi solo 1,5 arriveranno dalle prime case. Il resto sarà ricavato dalle seconde, terze e altre abitazioni oltre che da uffici ed edifici commerciali. Per i quali i cittadini dovranno pagare anche il 74% in più rispetto al passato. Stato e Comuni si divideranno la torta a metà: 11 miliardi nelle casse dell’uno, 11 miliardi in quelle degli altri. Ma vediamo bene così questa nuova imposta e come funziona.

COS’È L’IMU

È un’imposta sulle case (tutte) che mette insieme la vecchia ici e le addizionali comunali pagate sul patrimonio immobiliare.

COME SI CALCOLA

L’imposta si calcola sulla rendita catastale degli immobili rivalutata del 60%.

QUANTO SI PAGA

La rendita catastale (rivalutata del 60%) viene tassata con un’aliquota del 3,6 per mille per la prima casa e del 7,6 per mille per tutte gli altri immobili. Inoltre, per le prime case, non dovrà essere pagata se di importo inferiore ai 200 euro. La vecchia Ici, invece, era assente per la prima casa mentre partiva da un minimo del 5 per mille per tutti gli altri edifici.

DETRAZIONI

La detrazione sulla prima casa sale da 200 a un massimo di 400 euro con la detrazione di 50 euro per figlio, fino a quattro figli, purché la loro età non sia superiore a 26 anni e siano residenti nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

L’AUTONOMIA DEI COMUNI

I Comuni però potranno alzare o abbassare l’Imu fino a un massimo del 2 per mille sulla prima casa (che potrà quindi oscillare tra l’1,6 per mille e il 5,6 per mille) e del 3 per mille per gli altri immobili, oscillando così tra il 4,6 e il 10,6 per mille.


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