Impianti di depurazione: cosa sono e come funzionano

//   18 luglio 2018   // 0 Commenti

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Nell’ambito del trattamento di depurazione dei liquami vengono eliminate dall’acqua reflua le sostanze indesiderate, che vengono concentrate come fanghi: l’effluente che ne deriva ha una qualità che gli consente di essere sversato nel mare, nel terreno o in un altro corpo recettore, come per esempio un fiume o un lago, senza che si verifichino dei danni a livello ambientale o per l’ecosistema. Gli impianti di depurazione classici possono servire un solo centro urbano o più centri urbani: in questo secondo caso si parla di impianti consortili. A essere trattate, come si è detto, sono le acque reflue urbane, vale a dire gli scarichi civili, che includono le acque di rifiuto domestiche e le acque di ruscellamento nel caso di una fogna di tipo unitario.

Le acque che derivano dalle attività domestiche rientrano tra le acque di origine domestica insieme con quelle che provengono dalla deiezione umana, che – quindi – sono ricche di cellulosa, di proteine, di grassi e di urea. Le acque di ruscellamento, invece, includono le acque pluviali e quelle che derivano dal lavaggio delle strade: esse presentano le stesse sostanze che sono contenute nei reflui domestici, anche se in concentrazioni differenti, e vari microinquinanti come per esempio i detriti di gomma, i detergenti, i pesticidi e gli idrocarburi.

Le acque di rifiuto industriale

Oltre alla depurazione acque reflue, gli impianti in questione possono trattare anche specifiche tipologie di acque che provengono da rifiuti industriali. Ovviamente, a seconda della loro origine gli scarichi industriali si possono caratterizzare per una composizione variabile; in genere, gli impianti di depurazione tradizionali consentono di trattare unicamente i reflui industriali che possono essere considerati, a livello qualitativo, paragonabili alle acque domestiche. In ambito aziendale, per altro, possono essere previsti dei pre-trattamenti degli scarichi prima che essi finiscano nelle fogne, in modo tale che essi possano essere privati di tutte quelle sostanze che non sono compatibili con la depurazione biologica. Come si può intuire, infatti, esistono degli scarichi industriali che includono sostanze tossiche o comunque in grado di alterare l’evoluzione biologica e il trattamento che costituisce la base della depurazione. In altri casi, invece, gli scarichi industriali possono risultare insensibili rispetto ai trattamenti biologici: ciò vuol dire che è necessario procedere già nel luogo di produzione con un trattamento particolare.

Il funzionamento di un impianto di depurazione

In un impianto per il trattamento delle acque reflue in genere è possibile distinguere due linee differenti, vale a dire la linea fanghi e la linea acque: quest’ultima presuppone il trattamento dei liquami grezzi che derivano dalle fognature. Il trattamento primario, il trattamento secondario e il trattamento terziario sono i tre stadi previsti per la procedura.

Trattamento primario, trattamento secondario, trattamento terziario

Il trattamento primario consiste nella rimozione di alcune sostanze organiche presenti nel liquame, e si articola nella grigliatura, nella sabbiatura, nella sgrassatura e nella sedimentazione primaria. Con il trattamento secondario, invece, è possibile rimuovere sia le sostanze organiche sedimentabili che quelle non sedimentabili: si tratta di un processo biologico che presuppone l’aerazione e la sedimentazione secondaria. Infine, il trattamento terziario offre la possibilità di usufruire di un affinamento supplementare del grado di depurazione: esso viene applicato sull’effluente che esce dalla sedimentazione secondaria, e si basa su trattamenti ad hoc che hanno lo scopo di eliminare quelle sostanze che sono uscite “indenni” dal trattamento primario e dal trattamento secondario.

La linea fanghi, poi, prevede il trattamento dei fanghi che vengono generati nel corso della sedimentazione della linea acque, con l’obiettivo di limitarne il volume e di fare in modo che il materiale organico sia reso imputrescibile.


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