Immigrazione: In diminuzione dell’86% in un anno

//   13 dicembre 2011   // 0 Commenti

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Al 1° gennaio 2011 la popolazione straniera presente in Italia è stimata dall’Ismu in circa 5,4 milioni (tra regolari e non). In testa, come sempre, i romeni con oltre un milione e 100mila presenze. Nel complesso si registrano solo 70mila immigrati in più rispetto al 1° gennaio 2010, data in cui si contavano 5 milioni e 334mila presenze, con un aggiunta di ben mezzo milione rispetto al 1° gennaio 2009. Il bilancio 2010 denuncia quindi una caduta della crescita pari all’86%. È la prima volta negli ultimi otto anni che si registra un aumento dei flussi così basso: nell’intervallo che va dal 2003 al 2009 l’incremento medio annuo è stato infatti di circa 430mila nuovi arrivi.

Di certo si registrano meno irregolari e più occupati. Nell’ultimo anno si assiste però a un maggiore radicamento della popolazione straniera sul territorio: i residenti passano da 4 milioni e 235mila a 4 milioni e 570mila (+335mila). E gli irregolari? Al 1° gennaio 2011 non hanno un valido titolo di soggiorno 443mila stranieri, 11mila in meno rispetto ai 454mila stimati al 1° gennaio 2010. Sul fronte del lavoro le performance occupazionali degli immigrati “appaiono a dir poco sorprendenti”: mentre la forza lavoro immigrata è cresciuta di ben 276mila unità (+14%), quella italiana è diminuita di 160mila unità.
Crescono le famiglie e le difficoltà economiche. Aumenta sia il numero delle famiglie con almeno un membro straniero, sia il numero delle famiglie con solo stranieri. Queste ultime sono aumentate di tredici volte, passando da 127mila nel 1991 a 1,6 milioni nel 2009. A queste si aggiungono 500mila famiglie miste, per un totale di due milioni di famiglie con almeno uno straniero. Quanto alla povertà, la graduatoria della grave deprivazione materiale vede al primo posto le famiglie marocchine (33,4%), seguite da quelle tunisine (27,6%), indiane (26,2%) e cinesi (20%).

E il business degli sbarchi? Frutta 700 milioni di euro l’anno. L’Ismu ha provato a calcolare il fatturato annuo prodotto dai trafficanti di migranti. Il tariffario dipende dalla distanza: si pagano 7-10mila euro per arrivate in Italia dalle coste dell’Africa subshariana, contro i 1-2mila euro per il solo passaggio tra Tunisia o Egitto o Libia e Italia. Chi viene dall’Afghanistan o dall’Iran può arrivare a pagare anche 15mila euro. Considerato un costo medio a persona che va tra i 4mila e gli 8mila euro, nei primi sette mesi del 2011 in cui sono sbarcati 51.881 migranti il fatturato dei trafficanti oscilla tra un minimo di 207 milioni e 524mila euro a un massimo di 415 milioni e 48mila euro. Il che equivale a un fatturato annuo che va dai 355 milioni e 755mila euro a 711 milioni 511mila euro.

Per quanto riguarda gli immigrati che delinquono l’incidenza dei denunciati stranieri è in diminuzione rispetto agli anni passati: nel 2010 i denunciati stranieri dalle forze di polizia sono 274.364 e corrispondono circa a un terzo del totale dei denunciati (31,6%). Soffermandosi sui singoli reati, i dati evidenziano però un aumento elevato per i delitti contro la persona (+33,6%,) e le rapine in banca (+33,3).

Raddoppio nel 2030 e nuove cittadinanze. Per l’Ismu nel 2031 i residenti stranieri saranno 8,5 milioni. L’incremento più consistente sarà dovuto alla componente ultra sessantenne (+561%). Nel prossimo ventennio si assisterà anche a un aumento di acquisizioni di cittadinanza italiana. Le 50-60mila concessioni annue si quadruplicheranno raggiungendo quota 220mila tra il 2026 e il 2030. L’acquisizione di nuovi cittadini potrebbe accrescersi ulteriormente sino a raggiungere 257mila unità annue tra il 2026 e il 2030 nel caso in cui si introducesse  -  come chiesto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano  -  lo ius soli per i nati in Italia.


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