Il Veneto docet. Zaia dice “No al ticket”

//   20 luglio 2011   // 0 Commenti

zaia luca PP21

Luca Zaia

“Se la manovra è così impopolare e fatta con tanta urgenza, i conti di cui è a conoscenza Tremonti devono essere molto pesanti” dice Luca Zaia, il quale sospende l’applicazione del ticket nonostante le minori entrate rispetto ad altre Regioni come Lombardia ed Emilia Romagna. E aggiunge subito:”Le nostre entrate sono calate di brutto negli ultimi anni, e non applicare i Ticket in soldoni vuol dire 90 milioni in meno” e Zaia si affretta ad aggiungere: ”siamo gli unici in Italia a non avere i super ticket né l’addizionale IRPEF sulla sanità; quest’anno abbiamo chiuso in attivo finalmente, il bilancio sanitario. Tuttavia i soldi li troveremo col patrimonio immobiliare enorme che abbiamo: case, terreni, campi da golf, edifici inutilizzati. Stiamo cercando di vendere questi beni”.

COSA SI ASPETTA DALLA MANOVRA ?

“Beh, che scatti la parte 2, altrimenti non è credibile-. Voglio vedere premiate le amministrazioni virtuose, e massacrate finalmente quelle che creano buchi”. All’osservazione secondo cui ci sono sette regioni sottoposte a piani di rientro della spesa sanitaria qual’è secondo lei l’alternativa? Zaia risponde che ogni suo “collega sa quali sono i numeri e i costi della Regione che amministra. Ma la strada deve essere quella dell’applicazione dei costi standard se no il Paese non si rialza più”. Concludendo, alla domanda “quando verranno tagliati i costi della politica?” , il presidente del Veneto osserva :”Sulla politica si può e si deve tagliare di più: In Veneto lo stiamo già facendo, ma occhio a non cadere nella demagogia:” Zaia è sempre obiettivo, ma non è demagogia deprecare che dei 504 milioni all’anno destinati al finanziamento pubblico ai partiti, se ne dovrebbe tagliare almeno la metà, sempre ricordando che il popolo italiano, chiamato al referendum per abrogare quella spesa inutile, disse un no secco a quel finanziamento. Però la Casta parlamentare prontamente annullò la volontà popolare espressa nella forma più democratica, il referendum abrogativo, e ripristinò la spesa, non solo, ma colse anche l’occasione per aumentarla da 250 a 504 milioni di euro: questa non è demagogia, caro amico Zaia, questa è la Casta che difende accanitamente i suoi immeritati privilegi e che non ha voluto cedere nemmeno su emolumenti e privilegi di parlamentari i quali, per ogni assenza che fanno in aula, dovrebbero perdere il compenso giornaliero. Ma ai parlamentari italiani manca soprattutto la dignità: ogni assenza dal parlamento quando viene fraudolentemente retribuita come presenza, diventa atto truffaldino. E’ reato! E gli assentisti che superano solitamente il 50% di assenze dovrebbero essere dimessi dal parlamento, o subire le conseguenze penali relative al reato che prevede la loro assenza. Ma chi è che dovrebbe formulare una simile legge? Sono proprio tutti loro. E’ quella stessa Casta che dovrebbe legiferare in tal senso, figuriamoci.


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