Intervista al segretario del Pdl Angelino Alfano: “Il Pdl è il partito dell’Italia.Lo sviluppo del Paese deve essere per il Sud con il Nord”

//   12 settembre 2011   // 0 Commenti

Sulla difficile situazione di crisi e di malcontento generale il punto della situazione con il segretario del Pdl, Angelino Alfano.
E’ arrivato il momento di cambiamenti radicali per il corso della storia. Ci crede e ne è convinto l’ex Guarda sigilli che pensa al Pdl come il nuovo partito dell’Italia.

Il Governo sta accusando pesanti ripercussioni sul fronte dei consensi a causa delle crisi. Come si potra’ arrivare a vincere le prossime politiche?

L’obiettivo e’ quello di vincere le prossime Politiche. Il governo patisce la crisi in termini di consensi cosi’ come accade in altri paesi, ma 18 mesi sono un tempo congruo per recuperare e vincere. Ho visto i sondaggi prima e dopo l’estate. L’idea che mi sono fatto e’ che chi e’ rimasto insoddisfatto per la situazione economica, anche se decidesse di punire il governo di certo non votera’ a sinistra. Coloro che hanno gia’ votato per noi e non vogliono rivotare per noi si ritrovano tra quelli che si astengono o tra gli indecisi. La sinistra, in questa difficile situazione, ha dimostrato di non essere un’alternativa credibile.

 

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Una manovra importante e tanto discussa. Che dice di Tremonti? E il popolo apprezza?

Quando una manovra e’ cosi’ importante e’ evidente che non tutti siano contenti, pero’ al contempo non si e’ segnalato un consenso di Confindustria che invece e’ arrivato su un tema molto importante che riguarda la contrattazione aziendale e il suo rilievo per la modernizzazione del mercato del lavoro, credo in oltre che anche sulla liberalizzazione delle public utilities si possa trovare il consenso di Confindustria. Tremonti ha tenuto i conti in ordine e questo e’ un risultato importante Ora tocca a noi dimostrare di essere una squadra coesa di saper fare i coti con gli inevitabili tagli, c’è ancora emergenza facciamo quadrato restiamo uno accanto all’altro e camminiamo per un solo obiettivo. Il popolo poi è quello che ha sempre l’ultima parola, sarà sempre il popolo a decidere.

E della possibile alleanza con l’Udc?E’ solo un suo desiderio o concreta realta’?

Non dobbiamo fare sperimentazioni in vitro per capire che l’unica cosa necessaria per un’alleanza con l’Udc e’ la pura buona volonta. Con l’Udc abbiamo governato insieme cinque anni e abbiamo anche fatto un’opposizione comune dal 2006 al 2008. I moderati italiani, alternativi alla sinistra, sono la maggioranza. La sinistra vince quando i moderati sono divisi, quando sono uniti perdono. Con l’Udc ci sono valori in comune, bisogna trovare le ragioni e forze per tornare ad unirci, credo che faremmo un buon servizio per riproporre all’Italia le ricette dei moderati. Stiamo sviluppando un percorso, un lavoro di tessitura culturale, non dobbiamo inseguire negoziati, ma dare la reale e concreta attuazione a quella che e’ una casa comune dei moderatati. Secondo me ce la faremo.

Il Premier Berlusconi continua ad indicarla come successore a partire dal 2013. Le fa piacere o la infastidisce?

Non ho mai creduto alla fondatezza di un ragionamento sul dopo Berlusconi. Vedo un presidente del Consiglio elettoralmente solido e con una prospettiva ancora davanti. La successione in questo momento penso che non sia un tema all’ordine del giorno e che comunque lo si ponga finisce per essere mal posto. Sono assolutamente certo che Berlusconi nel 2013 sarà ancora il candidato a Palazzo Chigi. E’ lui il presidente del Consiglio che ha vinto le elezioni nel 2008, una sua ricandidatura e’ fisiologica.

Il Pdl è un partito solido? Cosa ancora lo scuote e cosa lo differenzia dalla Lega?

Il Pdl è il partito dell’Italia. Lo sviluppo del Paese deve essere per il Sud con il Nord. Noi siamo il partito dell’ Italia e degli italiani. Ecco cosa ci distingue dalla Lega e dalle forze meridionaliste che stanno nascendo. Non vorrei un giovanile del Pdl che riproduca in piccolo i problemi del partito degli adulti, della serie vengo messo nel partito da un deputato e organizzo la correntina di quel deputato per direttivi che si riuniscono una volta all’ anno e non decidono nulla. I casi che hanno scosso il nostro partito per me ad oggi sono tutti casi chiusi.

Riguardo al Pdl ed a questa sua nuova luce, che partito ha in mente per il futuro?

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