Il sale dolce di Cervia, la “rimessa del sale” e “Sapore di sale”

//   6 settembre 2017   // 0 Commenti

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2 Sale come oggetto avanzato 1 300x225La rimessa del sale, in dialetto romagnolo “Armesa de Sel”, è il momento centrale della manifestazione “Sapore di Sale” (Cervia, 7-8-9-10 settembre 2017 www.cerviasaporedisale.it) al suo 21° anniversario e che si dipana tra i Magazzini del Sale, Piazzale dei Salinari, Piazzale Maffei, Torre San Michele, Borgomarina, Piazza Garibaldi, Piazza Pisacane, Salina e Terme. Dalle ore 16.30 di sabato 9 settembre appuntamento al Porto Canale e banchina del Piazzale dei Salinari la tradizionale rievocazione storica della “Rimessa del Sale” con la distribuzione rituale del sale al pubblico, con replica la domenica pomeriggio. La burchiella arriverà sabato pomeriggio lungo il canale, dalla saline fino ai magazzini, guidata e trainata con le funi dai salinari, con un carico di 100 quintali di sale.

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Masha Sirago, scrittrice

Acervo, grande cumulo di sale. Deriva da questa parola il nome della città di Cervia, perché il sale, fin dall’età etrusca, si è incrociato con la storia, la natura e le attività umane. 827 ettari di superficie a 1600 metri di distanza dal mare per una decina di grandi bacini con una produzione media sui 200.000 quintali annui. La Riserva Naturale della Salina rappresenta la porta sud del Parco Regionale del Delta del Po. L’ambiente è straordinario e la sua bellezza e suggestione è data anche dalla popolazione di specie rare come i fenicotteri rosa, i Cavalieri d’Italia, le Avocette e decine di altre specie protette. La mia passeggiata tra le saline, in questo paesaggio straordinario sia all’alba che all’ora del tramonto, mi porta davanti a una montagna di sale dove incontro il vicesindaco di Cervia, Gabriele Armuzzi che mi racconta delle Saline, della sua storia e della “Armesa de sel”.

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Gabriele Armuzzi, Vicesindaco di Cervia

Masha Sirago incontra Gabriele Armuzzi, vicesindaco di Cervia, alle Saline (6’07″ © copyright Masha Sirago): https://www.youtube.com/watch?v=-eqZfHLBNiI&t=24s

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Salina Camillone e burchiella

Sopraggiunge Giuseppe Pomicetti, Presidente Parco della Salina di Cervia srl. raccontandomi che “Il sale dolce di Cervia è chiamato così, e non vuol dire che non sia salato. E’ dolce perché sono contenuti in quantità minore tutti quei cloruri che conferiscono al sale il sapore amaro” .(www.salinadicervia.it).

La salina Camillone, l’unica superstite delle saline a raccolta multipla, ha una superficie complessiva di mq 23.751 di cui mq 21.181 di superficie evaporante e mq 2.570 di superficie salante. La produzione media in un anno è 1000 q, utilizzando gli attrezzi da lavoro tradizionali: ghévar, forabus, cariòl, sono i nomi in dialetto di essi. Oggi la Camillone è in funzione con l’attività volontaria del Gruppo Culturale Civiltà Salinaria che si occupa di organizzare visite guidate, per scoprire questo ambiente unico che fa parte del Parco regionale Delta del Po.  Ho seguito con curiosità e attenzione alcuni momenti della raccolta, all’alba di una mattina di agosto, rilevando alcune immagini che qui riporto. I cavatori spingono il sale verso gli argini dei bacini e lo raccolgono con l’ausilio degli antichi attrezzi in legno; è un metodo detto alla cervese perché in Italia solo a Cervia veniva praticato. (clicca abstract video: Salina del Camillone a Cervia (33″ video© copyright Masha Sirago): https://www.youtube.com/watch?v=ORtTqkJd6rw )

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Saline all'alba

Vengo così a sapere che la salina Camillone riesce a produrre quest’anno 900 quintali di sale dolce e che normalmente la raccolta avviene dalla prima quindicina di giugno fino all’incirca a metà settembre. La Cavadura, la raccolta del sale di Cervia, è il momento tanto atteso dell’anno salifero che quest’anno è iniziato il 7 agosto, in anticipo sul calendario grazie al caldo e al sole che insieme hanno contribuito positivamente sulla deposizione del sale nei bacini. E’ un sale ricercato dagli stessi cervesi che ne apprezzano la qualità e i pregi. Vale la pena fare una visita anche al Museo del Sale (http://musa.comunecervia.it/)

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Saline al tramonto

Non si è in grado di datare con certezza l‘inizio della produzione strutturata, ma da documenti del V e VI secolo si trovano testimonianza dell’importanza dell’area Ficoclense, già a quell’epoca sede vescovile, e intorno al 1000 si trova menzione di Cervia e della produzione del sale. Da due pergamene datate 1192 e 1194 si apprende che Don Guido, monaco della Abbazia di Santa Maria di Marola disponeva a Cervia di un paio di saline per soddisfare il fabbisogno di sale della comunità monastica reggiana. “Plus habemus de parvula Cerviola quam de tota Romandiola” – Rende più la piccola Cervia che l’intera Romagna” scriveva nel XIII secolo il cardinale Ostiense quando Cervia era una città ricca e contesa grazie alla sua vasta produzione di sale. Poi la trasformazione, da salina artigianale a raccolta multipla a salina industriale a raccolta unica, avvenuta nel 1959, per opera della direzione generale del Monopolio di Stato.

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Walter Chiari, Masha Sirago, Bruno Guidazzi e Claudia Bissi, alle spalle Magazzini del Sale

Nella zona delle saline sono state girate alcune scene del film “Romance” (1986, regia Massimo Mazzucco) con il grande attore (e mio amico) Walter Chiari (1926-1991) , divo della Dolce Vita, protagonista del film insieme a Luca Barbareschi. Massimo Mazzucco, regista del film, mi racconta che “l’idea di girare alcune scene del film nella zona delle saline venne a Walter  e così scoprimmo un posto meraviglioso” (https://www.luogocomune.net/LC/index.php/22-storia-e-cultura/4483-romance-1986).

Il Magazzino del sale a Cervia lo ricordo bene la prima volta che venni a Cervia all’inizio anni ’90, insieme al mio amico Walter Chiari che non c’è più, ma è sempre nel mio cuore.  Walter mi invitò a trascorrere con lui qualche giorno in questa deliziosa città balneare, dal suo amico Bruno Guidazzi: una immagine fotografica scattata proprio presso il Magazzino del sale mi ricorda i bei giorni trascorsi insieme in compagnia. Rivedo Walter, me, Bruno e Claudia sua moglie, immagine di quei giorni spensierati che ho anche riportato nell’articolo che ho scritto e riguardante la rassegna di comici “Il Sarchiapone” dedicata a Walter Chiari: http://www.mondoliberonline.it/a-walter-chiari-e-dedicato-il-sarchiapone-premio-e-rassegna-di-comici-emergenti-a-cervia/72058/.

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Vicesindaco Gabriele Armuzzi e cartolina Mostra Tiffany "Animal academicum" con Annullo filatelico (Poste Italiane) in data 13 dicembre 2016 - by Masha Sirago

La scrittrice Grazia Deledda (1871-1936), cittadina onoraria di Cervia e Premio Nobel per la Letteratura nel 1926,  ha descritto la zona delle saline e dei salinai  nelle sue novelle, “come una tribù di selvaggi in certe catapecchie davanti alle quali il mare, nei giorni burrascosi, appariva come uno straccio sporco sbattuto dal vento, e d’estate le saline, simili alla cava di calce, bruciavano gli occhi a chi le fissava” (Grazia Deledda, “Famiglie povere”, in “La casa del poeta” cit. p.680)

E se “prima di conoscere “bene” una persona…ti devi mangiare una montagna di sale”, cito questo proverbio per ricordarne anche un altro, ossia “l’imprevisto è il sale della vita”. Ma sono tanti i proverbi che il sale ispira, come puntualizza la Treccani sulla parola “sale”: http://www.treccani.it/vocabolario/sale/

A tavola non può mancare il sale. Preparo dunque una ricetta “Tentazione al sale”, ossia “Tagliatelle con pomodorini su mosaico di gamberi al sale dolce di Cervia, con fogliolina di prezzemolo” per decorare il piatto che ho elaborato mentre ammiravo le candide montagne di sale e il luccichio che offriva ai miei occhi, sia per tuffarmi nell’arte culinaria romagnola, sia perché “ero in preda ad astratti furori” come direbbe il “mio caro amico” Elio Vittorini ma anche perché mi sovviene il ricordo delle invenzioni delle mie ricette in cucina sulle quali è stato anche scritto un testo teatrale (“Non chiedermi perché sto sempre in cucina”, regia Luciano Capponi, 2002: http://archivio.lastampa.it/m/articolo?id=6f8713e9816f53c4f5371e636da41e7c7d43c832 ).

E’ stata una passeggiata straordinaria accompagnata “in silenzio e senza abbaiare” da Tiffany “Animal academicum”. Mi occupo di varie attività culturali e la garbata ironia e poesia di Tiffany “Animal academicum” ha persino ricevuto un Annullo filatelico delle Poste Italiane nella data del 13 dicembre 2016. Ma chi è Tiffany “Animal academicum”? E cosa contengono o raffigurano queste piccole opere formato francobollo che indosso come orecchini e spilla? Lo riporta l’Adnkronos: http://www.adnkronos.com/cultura/2017/01/05/cagnolina-degli-aforismi-masha-sirago-tiffany-mostra-milano_6kIC0HNVz1r5VDmRJv0fnK.html  e, per saperne di più,  “Allo Spazio Filatelia Milano in mostra le opere in formato francobollo di Tiffany “Animal academicum” con cartolina postale e annullo filatelico”: http://www.mondoliberonline.it/allo-spazio-filatelia-milano-in-mostra-le-opere-in-formato-francobollo-di-tiffany-animal-academicum-con-cartolina-postale-e-annullo-filatelico/67042/ . Soprannominato anche Tiffany il “Can…ravaggio” del Terzo Millennio dal Prof. Claudio Strinati (leggi Intervista a Claudio Strinati: dalla Soprintendenza al Polo Museale di Roma a Caravaggio e…a Tiffany il “Can…ravaggio” del Terzo Millennio: http://www.mondoliberonline.it/intervista-a-claudio-strinati-dalla-soprintendenza-al-polo-museale-di-roma-a-caravaggio-e-a-tiffany-il-canravaggio-del-terzo-millennio/71900/ ).

Riproduzione riservata, Masha Sirago testo, video e ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.comwww.mashasirago.com

 


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