“Il respiro del vino» secondo l’enologo Luigi Moio

//   13 novembre 2016   // 0 Commenti

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Luigi Moio

Un viaggio alla scoperta dei profumi Doc secondo l’enologo e professore Luigi Mojo

Luigi Mojo è’ uno dei maggiori esperti italiani di viticoltura ed enologia e autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.  Impegnato da oltre 20 anni nello studio degli aspetti sensoriali, biochimici e tecnologici degli aromi del nettare di Bacco, Luigi Moio è professore ordinario all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma anche enologo consulente presso molte importanti Cantine del Centrosud e infine produttore di vino in prima persona con il marchio Quintodecimo a Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.3 © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi3 300x224

Vi parlerò di quel profumo coinvolgente, di quel suo respiro trattenuto, al quale è impossibile opporre resistenza, che anticipa tutto ciò che si sente in bocca subito dopo aver avvicinato il bicchiere alle labbra. Di quel profumo che può essere un effetto del sole di un’alba radiosa o delle nuvole che precedono la pioggia. Di quel profumo che forse è l’aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. L’atto iniziale di chiunque si avvicini al vino è infatti quello di portare il calice al proprio naso per sentirne il profumo, roteando delicatamente il bicchiere, affinché il vino in esso contenuto, simile alla Terra che ruota intorno al proprio asse, possa sprigionare la sua intimità olfattiva. Da quando esiste l’uomo, nella sua cultura gastronomica non c’è altra bevanda o cibo che preveda questo meraviglioso rituale di incontro tra sensibilità, natura ed emozione. È una gestualità mitica, quella legata al vino, che con la sua delicatezza ci aiuta a riappropriarci del nostro tempo e del nostro equilibrio interiore. Sarò certamente felice, perciò, se voi gentili lettori, arrivati all’ultima pagina, riporrete soddisfatti e arricchiti questo mio libro e un attimo dopo vi lascerete prendere dalla curiosità di stappare un’ottima bottiglia del vino che preferite per scoprire l’invitante e meraviglioso mondo di profumi che vi è racchiuso.”  racconta Luigi Mojo.

Il volume, pubblicato da Mondadori, è stato presentato  alle ore 19 presso l’Hotel The Westin Palace di piazza della Repubblica a Milano, sede della delegazione milanese dell’Associazione Italiana Sommelier.

2 © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi3 300x224Venti capitoli e 523 pagine: un vero e proprio viaggio alla scoperta dei profumi in generale e a quelli del vino in particolare. «Oggi la nostra percezione passa soprattutto attraverso la vista e l’udito. A differenza degli animali, l’uomo ha un po’ perso il senso dell’olfatto, relegandolo a un ruolo minore. Ma il naso svolge molteplici funzioni fondamentali e, come sottolineo nel libro, tutti i sensi sono strettamente connessi fra loro e si influenzano a vicenda». E inoltre: «Un vino privo di odori è un vino morto», precisa il professor Moio, ed ecco il significato del titolo dell’opera. «L’odore di un vino è di fatto il suo respiro. Estremizzando un po’  arrivo a dire che il vino racchiude in sé tutti gli odori del mondo. Proprio come la musica, riesce a stimolare in noi ricordi anche molto lontani, grazie a un processo di individuazione e memorizzazione dei profumi».

Da una serata trascorsa con Geneviève e Pascal  – racconta a pag.21 – “Nacque così dentro di me il forte desiderio di scoprire i segreti più intimi del profumo del vino e quindi di conoscere tutte le molecole responsabili delle emozioni olfattive che esso suscita”. “Da quella sera mi fu chiaro nella mente un concetto che ancora oggi influenza i miei giorni, i miei pensieri: il vino è una forte straordinaria di piacere. Il vino deve essere amato non perché da esso dipenda la nostra vita, ma perché la rende più piacevole, più intensa, più interessante”. 

(Testo e foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com)

 

 


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