Il regista è sempre stato in gioco

//   12 luglio 2011   // 0 Commenti

gianni letta

Non siamo d’accordo con Francesco Verderami che sul Corriere della Sera del 12 luglio titola “Così Gianni Letta rientra in gioco“, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Vice vero di Berlusconi, il tessitore della tela che riesce a tenere insieme anime diverse del Governo, che media in continuazione con il Presidente Napolitano impedendo strappi irricucibili quello che è riuscito a ” far perdonare ” il Presidente Berlusconi dal Papa in quell’incontro ” casuale ” in aeroporto ai tempi più chiassosi del bunga bunga, il saggio che sa trovare grandi estimatori nelle file dell’opposizione, non è mai stato fuori dal gioco, forse defilato, quando i clamori sono troppo assordanti.
Il dr. Letta come tutti lo chiamano in quei momenti l’intelligenza volta alla mediazione alla ricerca continua di soluzioni per il bene del Paese da il meglio di se, portando i fatti oltre di polemiche di demagogica propaganda. Hanno provato a distruggerne l’immagine e il ruolo per minare le fondamenta del Governo in carica, ci hanno provato con la cricca del terremoto, poi altri schizzetti di fango fino ad utilizzare l’inchiesta su Bisignani ancora in corso, tutto per trascinarlo in fondo al fango, senza riuscirci. L’ Italia è il paese nel quale figure istituzionali come Gianni Letta, che servono davvero il Paese senza timbri politici ingombranti, fanno reggere il sistema, danno continuità alle parole cercando la strada maestra perchè le cose si facciano davvero. Cercare le soluzioni magari non sempre le migliori, a volte le meno peggiori ma sempre facendo il massimo per ciò che è possibile fare per il valore alto dell’interesse dei cittadini. Il valore dell’uomo sul quale nessuno discute, trasversalmente, maggioranza e opposizione, a Berlusconi si potranno imputare tante imperfezioni ma la capacità di saper riconoscere le eccellenze umane, le persone,con l’intelligenza di chi comprende che sono proprio le differenze, niente di più distante dei caratteri e modo di essere di Silvio e Gianni, del loro differente modo di affrontare i problemi, anche se ambedue alla ricerca della soluzione, con la comprensione dei propri limiti e fare squadra, vincente. Chi da sempre sostiene che il Cavaliere “ soffre di delirio di onnipotenza ” commette un errore grossolano, i successi imprenditoriali come quelli politici di Berlusconi sono consolidati dalla capacità dello stesso di riconoscere il valore delle persone, della loro amicizia e della loro lealtà.
Pensiamo a Confalonieri in Mediaset o ai tanti altri collaboratori senza i quali l’imprenditore di successo non sarebbe stato così vincente, come il politico e l’uomo di Governo avrebbe fatto poco da solo, per essere vincenti come altri nella ” squadra del Presidente “, ognuno con il proprio ruolo, l’eccellenza dell’individualità che fa squadra, come il regista Gianni Letta.


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