Il Progetto Rebecca Blues per aiutare le neomamme in difficoltà

//   13 ottobre 2014   // 0 Commenti

Il 13 e 14 ottobre 2014 convegno scientifico a Roma sulla Depressione pre e post partum

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La depressione post partum è una patologia che colpisce il 13% delle donne nel mondo, con circa 80 mila casi in Italia ogni anno. Numerosi elementi investono le neo-mamme di un carico di preoccupazioni e aspettative a cui non sono preparate e spesso sono lasciate sole ad affrontare i problemi. Una sinergia di fattori di natura fisica e psicologica, dagli sbalzi ormonali e all’eccessivo carico di adrenalina subito durante il travaglio, è destinata a sfociare in un senso di impotenza duraturo, soprattutto se unite ad un percezione di abbandono familiare.

Per affrontare le problematiche di una condizione clinica frequente, ma ancora ignorata in un tessuto socio-culturale inadeguato, Strade Onlus e Rebecca Fondazione daranno vita nelle giornata di oggi e di domani a Roma ad un meeting interamente dedicato alla “maternity blues”, con l’obiettivo di fornire assistenza informazioni dettagliate su modalità, tempistiche e cure della sindrome post partum.

Il tema sarà approfondito, presso la Sala della Promototeca in Campidoglio, in tutti i suoi aspetti, con la partecipazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del Sindaco di Roma Ignazio Marino e del Delegato per la Pastorale Sanitaria Diocesi di Roma SER Mons. Lorenzo Leuzzi, alla presenza di numerosi ospiti d’onore.

Il convegno analizzerà il punto di vista del figlio nella difficile relazione con la mamma ammalata.

I nati da madri depresse rischiano di essere danneggiati permanentemente e in modo molto grave: raggiungono un quoziente intellettivo di 5 punti più basso, si ammalano sette volte di più e hanno la tendenza a sviluppare comportamenti violenti in età adulta.

Una donna su sette manifesta sintomi di depressione post partum e avrebbe bisogno di ricevere un intervento psichiatrico, ma di queste solo una su quattro riceve un trattamento. La madre che sviluppa la patologia può vivere un’avversione verso il figlio profonda e difficile da controllare. Una condizione di conflitto interiore davvero penosa e assolutamente pericolosa: può portarla all’infanticidio, nonostante potrebbe realmente amare suo figlio.

“Ogni caso – dichiara il Dottor Picano, Dirigente Psichiatra presso l’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma e Presidente di Strade Onlus – va valutato singolarmente. Alcuni concetti però vanno comunque chiariti. La Depressione può portare all’infanticidio…”

Il dibattito su come può un genitore uccidere il proprio figlio, si è sviluppato nei media in seguito agli infantici commessi da neo madri, ma anche neo padri: ne è scaturita confusione sui termini (raptus, depressione, dissociazione, disturbo mentale). In alcuni casi è stata negata a priori l’ipotesi della malattia. Senza escludere motivazioni criminali, e senza usare pretestuosamente la Depressione come attenuante, Fondazione Rebecca e attraverso Antonio Picano, vogliono dare un contributo di chiarezza alla discussione.

 

Bisogna porsi con un approccio nuovo al problema per aiutare la mamma a potenziare la sue risorse e a curarsi per garantire a se stessa e al figlio il pieno diritto allo sviluppo psicofisico.

Il convegno (patrocino dalla SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, dalla SIMP, Società Italiana di Medicina Perinatale e dall’OMCEO, Ordine Provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri) non sarà soltanto un approfondimento teorico: sarà presentato un programma su scala nazionale che partirà con un progetto pilota dall’Ospedale San Camillo di Roma e si avvarrà di un social network, Rebecca Blues, con obiettivi di prevenzione, formazione e trattamento della Depressione Post Partum.

Rebecca Blues è uno strumento scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet, realizzato proprio per rafforzare il rapporto medico-paziente e mettere in contatto il maggior numero di mamme in difficoltà.

Le donne incinte e le neo mamme potranno iniziare un percorso di formazione, monitoraggio, autodiagnosi e supporto in stretto contatto con il proprio medico. L’uso del social network e della piattaforma Mooc integrata sono la strategia innovativa proposta dal convegno. La piattaforma Rebecca Blues è stata progettata per fornire servizi di formazione attraverso filmati (Youtube) alla mamma, alla famiglia, al partner, ma anche ai professionisti che aderiranno al progetto.

Il Progetto è promosso da Strade Onlus per portare sul campo le nuove conoscenze sviluppate dalla Fondazione Rebecca nello specifico ambito. La piattaforma permetterà infatti a tutte le neo-mamme di accedere ad un enorme numero di informazioni certificate in tempo reale, di confrontarsi con altre utenti vittima di identici disturbi e di stabilire un contatto diretto con specialisti perennemente a disposizione e in grado di evitare alle madri la fatica (resa ancor più onerosa dalla presenza del neonato) di dover fugare i propri dubbi ricorrendo ad una visita specialistica, spesso difficilmente accessibile e non sufficientemente chiarificatrice.

Benché tenda a scomparire autonomamente entro una settimana dal concepimento, la depressione post natale può infatti cronicizzarsi se trascurata.

La patologia determina quella che è stata definita “maternità a basso funzionamento” e comprende casistiche molto diverse: dal Maternity Blues, al disturbo bipolare e ossessivo fino ai casi più gravi che portano alla tragedia dell’infanticidio. Per la consapevolezza di quanto sia importante sostenere ed essere vicini alle donne in questo periodo particolare della loro vita, il Prof. Picano ha fondato Strade Onlus, un’associazione che accompagna le donne nella delicata fase del post partum. “Strade Onlus – spiega – propone un cambio di prospettiva da una dimensione psico-patologica a una dimensione relazionale – funzionale. La mamma necessita di una grande quantità di risorse per garantire il futuro del figlio e se l’alleanza coniugale non è funzionale la madre va facilmente in una condizione di sovraccarico.”

“La sfida che vogliamo lanciare alla presenza del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – espone Picano – è la creazione di una rete di supporto alla maternità con un approccio di massa al problema, economicamente sostenibile e pensato per integrarsi senza sovrapporsi al Servizio sanitario nazionale.”

Solo un quarto delle donne chiede aiuto perché la vergogna è una parte strutturale della patologia: per questo tutte le strategie più semplici per risolvere il problema hanno fallito nel mondo. L’idea cardine del progetto si fonda quindi su una modalità di prevenzione complessa, ma rispettosa dell’intimità della donna e che valorizzi il rapporto con il medico di fiducia (medico di base, ginecologo, pediatra, psichiatra) scelto dalla madre in un momento di benessere.

Relegando le visite ambulatoriali solo ai casi accertati più gravi, il progetto ideato da Strade Onlus e Fondazione Rebecca si propone di combattere la depressione post partum dall’interno delle mura domestiche campo con il duplice intento di sdoganare il fenomeno nella cultura di massa e di cogliere sul nascere il quadro sintomatologico associato.

Occorre ricordare infatti che l’Italia è uno tra i pochi Paesi europei a non offrire assistenza alle vittime della sindrome.

 

Loredana Bontempi

 


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