Il Presidente di Unindustria Treviso interviene sulla difficile situazione del Paese

//   13 luglio 2011   // 0 Commenti

Alessandro Vardanega

“Stiamo vivendo una fase delicata e complessa e quindi l’appello alla coesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, subito raccolto dalla Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, diventa un imperativo alla responsabilità. Una responsabilità che deve coinvolgere tutti, a maggior ragione tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali o di rappresentanza sociale.

L’incertezza della situazione politica, che si accompagna ad una fragilità a livello europeo, ha aperto un varco alla speculazione, che sta prendendo di mira il nostro Paese e con esso sta minacciando la stabilità di tutta la zona euro.
Pur se è necessario, e urgente, limitare lo spazio di manovra di quegli operatori finanziari che agiscono con logica speculativa, è indispensabile innanzitutto dare un messaggio forte alla comunità nazionale e ai mercati.
Per dare fiducia e rassicurare occorre guardare al bene del Paese, ognuno per quanto gli compete, e con i comuni obiettivi dell’efficienza, della razionalità e dello sviluppo.

Troppo spesso, invece, parti della società, della politica, delle rappresentanze sociali, della pubblica amministrazione, adottano logiche di contrapposizione fine a se stessa, di tutela corporativa dei propri interessi, di ricerca esclusiva del proprio vantaggio.

Questo atteggiamento offre inevitabilmente un’immagine di debolezza del Paese, facendo il gioco degli speculatori e che, se non verrà superata in fretta, potrà avere pesanti effetti sull’assetto finanziario del Paese compromettendo le prospettive di una ripresa economica e occupazionale che iniziava a dare i primi segnali.
Come imprenditori, impegnati quotidianamente nella difficile sfida per la competitività, chiediamo che vi sia la volontà e la capacità, da parte di tutti, di valorizzare le grandi potenzialità di questo Paese e di progettare il futuro per i nostri figli.
Il successo di questo sforzo, che deve essere collettivo, dipende a nostro avviso da un impegno che nasce dal basso, in cui ciascuno, al proprio livello, deve compiere quotidianamente il proprio dovere, senza attendere che siano altri a dare la soluzione. Sono ‘cellule di base’ da cui si costruisce un valore collettivo nazionale.
Questo è stato il messaggio della marcia all’Assemblea di Unindustria Treviso del 27 maggio, che ha evidenziato sì il disagio per lo stato di cose presenti ma anche la volontà delle imprese di sapere e volere camminare con le proprie gambe. Ancora prima, il Patto per lo sviluppo sostenibile firmato nel mese di febbraio dalla nostra Associazione con Cgil – Cisl – Uil aveva espresso l’assunzione di responsabilità delle parti sociali per lo sviluppo del territorio attraverso la crescita delle imprese e del lavoro.
Questo è un appello che voglio rivolgere, prima di tutto, a noi imprenditori perché dobbiamo continuare a investire nelle aziende e in questo territorio, a credere nell’innovazione, a raggiungere i nuovi mercati, ad assumere giovani e valorizzare il capitale umano.
Sono numerosi gli esempi, positivi, di imprenditori che investono perché credono nel futuro delle proprie imprese e di questo territorio.
Questo dato, tuttavia, non deve farci cadere in un’illusione di autosufficienza, perché questo non ci mette al riparo da quanto succede a livello nazionale ed europeo.
Per questo è fondamentale che siano presto adottati i provvedimenti necessari a dimostrare la forza e l’autorevolezza del nostro Paese, sapendo che ogni categoria, ciascuno di noi, dovrà fare un sacrificio, essere colpito in un proprio interesse.

E’ un sacrificio che, come avvenuto in passato (ad esempio, al momento dell’entrata nell’euro), gli italiani faranno responsabilmente, trovando in questo un motivo di maggiore coesione. Ma questo sacrificio dovrà essere parte di un’azione più vasta di modernizzazione ed efficienza del nostro Sistema Paese, e allora sì possiamo sconfiggere gli speculatori e progettare meglio il nostro futuro”.jpg 2710001


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