Il Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Maccaferri presenta il programma e la squadra di Presidenza

//   27 luglio 2011   // 0 Commenti

gaetano maccaferri

Il Consiglio regionale di Confindustria Emilia-Romagna ha eletto, su proposta del Presidente Gaetano Maccaferri, i componenti del Comitato di Presidenza alla guida degli industriali della regione per il biennio 2011-2013. La nuova squadra è composta dai quattro Vicepresidenti Riccardo Bertolini di Modena, Alberto Lunardini di Parma, Paolo Maggioli di Rimini, Massimo Ratti di Piacenza e dai tre Consiglieri Delegati Gino Cocchi di Bologna, Andrea Farina di Ravenna e Savino Gazza di Reggio Emilia.

Circa le rispettive deleghe: Bertolini si occuperà dei rapporti associativi, Cocchi dell’internazionalizzazione; Farina del terziario e dell’ICT; Gazza di ambiente ed energia; Lunardini di territorio, infrastrutture, trasporti e logistica; Maggioli di formazione, lavoro, sicurezza sul lavoro; Ratti delle politiche industriali.

Ad essi si aggiungono, come Vicepresidenti di diritto, la Presidente regionale della Piccola Industria Cristina Gherpelli e il Presidente regionale dei Giovani imprenditori, attualmente Giovanni Mistè, in fase di rinnovo per scadenza del mandato.

A ciascuno dei Vicepresidenti e Consiglieri Delegati è affidata la responsabilità delle Commissioni consultive collegate alla loro delega: si tratta di commissioni tematiche alle quali partecipano gli imprenditori delegati da ciascuna Associazione nelle rispettive materie.

Sono stati nominati anche i Presidenti delle Commissioni consultive che si aggiungono a quelle guidate dai Vicepresidenti e Consiglieri Delegati. La Commissione Ricerca e Innovazione sarà guidata da Marco Baccanti di Forlì-Cesena; la Commissione Sanità da Marco Chiadò Piat di Modena; la Commissione Semplificazione, normative urbanistiche e territorio da Francesco Montanari di Bologna; la Commissione Turismo da Massimo Bucci di Ravenna; il Progetto Sistema regionale Confidi da Vilmo Ferioli di Ferrara.

In questa occasione il Presidente Maccaferri ha presentato il programma di Presidenza per il biennio 2011-13.

I prossimi anni – ha affermato il Presidente – saranno caratterizzati da nuovi equilibri geopolitici, sia per effetto della crisi che ha accelerato i processi di cambiamento, sia per il rafforzamento crescente di alcune aree del mondo, a causa della globalizzazione delle dinamiche di sviluppo. Dovremo pertanto focalizzare la nostra attenzione sull’importanza di mantenere forte e competitivo il nostro sistema produttivo, tenendo conto che l’evoluzione dell’economia potrebbe comportare l’emarginazione di alcuni settori manifatturieri tradizionali e che, di conseguenza, occorre pensare ad alternative ed investire in nuovi settori.

Tutta la comunità regionale – Istituzioni, classe politica e Pubblica amministrazione da un lato, soggetti economici, imprese, sindacati e lavoratori dall’altro – dovrà metabolizzare questo scenario, condividere una visione di lungo periodo e una direzione di marcia, all’interno della quale ciascuno assuma responsabilità e adotti comportamenti coerenti.

Per questo Confindustria Emilia-Romagna concentrerà il proprio impegno sulla centralità e sulle prospettive della manifattura e sui principali fattori di competitività, nel proprio ruolo di interlocutore del Governo regionale, di rappresentante del sistema industriale, nonché livello di sintesi e coordinamento regionale del sistema associativo.

Il nostro programma – ha sottolineato Maccaferri – presenta due linee operative di fondo: una rivolta verso l’esterno, con un’azione di rappresentanza e lobby nei confronti della Regione, ed una all’interno, attraverso iniziative finalizzate all’efficienza e modernizzazione del sistema associativo, nella sua attività e nei servizi alle imprese. Due linee che porteremo avanti in stretta e costante connessione con le nostre Associazioni Territoriali provinciali, con Ance Emilia-Romagna e Confindustria Ceramica.”

Circa l’attività verso l’esterno il programma, in estrema sintesi, affronta i seguenti aspetti:

 Valorizzare l’importanza del sistema industriale della regione, in particolare facendo conoscere l’Emilia-Romagna economica, le sue imprese e la forza del suo sistema industriale ai mercati internazionali e accrescendo il peso della regione nella considerazione e nelle decisioni del Governo nazionale.

 Promuovere politiche a favore dei fondamentali fattori di competitività per il rafforzamento dell’industria manifatturiera, che possono trovare un adeguato sostegno nell’azione della Regione e in quella di altri soggetti come il sistema creditizio, il sistema dell’education, della ricerca e dell’università:
- la crescita dimensionale e le reti d’impresa
- il rafforzamento finanziario e creditizio delle imprese
- l’innovazione tecnologica e la ricerca
- l’internazionalizzazione
- il capitale umano e l’education
- la dotazione infrastrutturale
- rafforzamento della partnership pubblico-privato in nuovi settori.

 Accentuare il ruolo di vantaggio competitivo e driver di sviluppo della Regione attraverso una pianificazione ottimale delle seguenti politiche:
- urbanistiche, ambientali e di tutela del territorio
- energetiche
- per le cosiddette ‘funzioni superiori’ quali fiere, aeroporti, trasporto pubblico locale, servizi pubblici
- semplificazione amministrativa e legislativa a livello regionale e territoriale, fattore trasversale a tutti gli interventi.

 Approfondire due questioni trasversali di grande rilievo, in grado di contribuire a liberare risorse regionali da destinare alle politiche di sviluppo:
- Sanità, il cui attuale funzionamento presenta un costante deficit e consente ampi margini di progressivo contenimento del deficit. Su questo versante sono necessari interventi orientati alla sostenibilità dei costi e a recuperi di efficienza, valorizzando nel contempo il ruolo della sanità privata. È indispensabile inoltre ridurre i tempi di pagamento verso le imprese fornitrici.
- Bilancio regionale, in quanto il quadro della finanza pubblica rischia di azzerare spazi e possibilità di politiche delle Regioni per lo sviluppo. È quindi importante un confronto aperto e incisivo sulle decisioni di spesa e sulle relative coperture, e valutare l’impatto del federalismo fiscale.

Intendiamo perseguire questi obiettivi – ha affermato il Presidente Maccaferri –gmaccaferri

Su questi temi – ha dichiarato il Presidente regionale degli industriali – ritengo che sia fondamentale ricercare convergenze ed alleanze con le altre Organizzazioni imprenditoriali, nell’ottica di affermare in modo più incisivo le ‘ragioni dei produttori’.

Circa l’attività verso l’interno gli obiettivi del programma, in estrema sintesi, sono:

 Rafforzare l’azione del sistema associativo regionale di Confindustria e le collaborazioni e sinergie di sistema, specie in due direzioni: attraverso un consolidamento dei rapporti con le Associazioni Territoriali, in linea con le novità recentemente introdotte nello Statuto di Confindustria Emilia-Romagna, e la qualificazione dei progetti interassociativi regionali, a partire da quello sull’innovazione tecnologica e ricerca e da quello sull’internazionalizzazione.

 Accentuare la rilevanza dell’Emilia-Romagna anche in Confindustria, sollecitando una riflessione e un indirizzo omogeneo sul “federalismo regionale”, un maggiore impulso al raccordo con le Conferenze interistituzionali ed una maggiore consapevolezza delle competenze istituzionali delle Regioni.


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