IL PRESIDENTE DANIELE ERCOLI IN CONFINDUSTRIA

//   22 maggio 2020   // 0 Commenti

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foto ercoli1 225x300Presidente ERCOLI ci e’ noto che di recente avete costituito una Associazione di categoria ncc/bus che e’ socia della ConFindustria. Ci vuole dire a questo riguardo qualcosa?
FIA Federazione Imprese Autonoleggio è nata a dicembre 2019 ma prosegue la storia della ormai estinta Federazione Autonoleggiatori Italiani, e immediatamente è entrata a fare parte di Confindustria, con Federvarie assumendo il ruolo di Federazione Nazionale come unica rappresentanza della Confederazione per il settore NCC vetture fino a 9 posti. In Confindustria infatti esiste ANAV che ha la rappresentatività per il comparto BUS.  Con Confindustria i dialoghi erano aperti da tempo e la piena condivisione delle linee politiche e degli obiettivi di entrambi hanno portato a felice conclusione un accordo  in brevissimo tempo
Cosa avete in programma di fare e cosa avete fatto?
Certamente di proseguire nel lavoro fin qui svolto ormai da anni, con l’obiettivo primario di dare al comparto quella dignità che non è mai riuscito ad avere, quei giusti riconoscimenti per quegli operatori che da anni investono nella loro professione, riconoscendo alle imprese il diritto di impresa che oggi non hanno, troncando quel legame con il settore dei taxi, che hanno tutto il diritto di fare il loro lavoro che però è differente dal nostro, legame castrante per le imprese serie, per quelle che vogliono progredire e non rimanere un surrogato del servizio pubblico da piazza. Siamo infatti impegnati ormai da anni nel portare avanti progetti di riforma sostanziale alle normative, progetti che oggi nel caos legislativo in cui siamo stati sepolti sono più che mai indifferibili. Non si può pensare di gestire la richiesta di mobilità odierna con una normativa varata nel 1992, modificata in parte e peggiorata in toto nel 2019 e ulteriormente resa di difficoltosa interpretazione e osservanza a suon di carte bollate dalla Corte Costituzionale nei mesi scorsi, pur apprezzandone i termini.
Se fosse stato al Governo cosa avrebbe fatto e cosa farebbe per affrontare la gravissima crisi dovuta al coronavirus o covid 19 che sia?
La domanda è difficile, e praticamente non può avere una risposta tout court. Credo che nessuno abbia ne la sfera di cristallo per conoscere ciò che succederà anche solo domani, e quindi altrettanto nessuno possa impugnare la bacchetta per castigare chi ha sbagliato forse ieri nella gestione di una calamità mai vista ne vissuta. Errori ne sono stati fatti, forse anche molti, sia a livello governativo che a livello degli Enti di territorio, ma pure la comunità scientifica non è esente da pecche.  Da un punto di vista di sostegno all’economia credo siano stati fatti grandi sforzi, equilibrati in una fase emergenziale, che però, ed è questo che mi preoccupa di più, dovranno avere una connotazione molto determinata e ben ponderata nel prossimo futuro; ci saranno imprese che riapriranno a breve, altre tra cui il noleggio con conducente che saranno il fanalino di coda, ed è essenziale che il Governo, le Regioni e gli altri Enti si facciano ora seriamente parte diligente nel varare una road map di aiuti a fondo perduto parametrati a diversi indici ma protratti nel tempo, altrimenti le imprese chiuderanno senza nemmeno riaprire, e questo specialmente nel settore NCC. Lo stesso appello che ho fatto al Sen. Margiotta sottosegretario al MIT la scorsa settimana lo ripeto qua. Aiuti a fondo perduto alle imprese NCC per sopravvivere al fermo ma soprattutto usare questa “pausa” lavorativa forzata per definire le nuove regole del settore, perchè in assenza di questo chi sopravviverà al Covid 19 rischierà la morte “per normativa”


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