Il Piano Cave, percorso condivisibile

//   18 luglio 2011   // 0 Commenti

Il problema del recupero delle innumerevoli cave dislocate nel territorio regionale veneto, ha un modulo esemplare nella grande soluzione realizzata a suo tempo nella zona di Treviso Nord, e nello specifico dal Centro Sportivo Le Bandie, entrato nella storia proprio in virtù delle geniali soluzioni adottate dopo lo sfruttamento estrattivo dell’inerte, volte a soddisfare, sia dal punto di vista estetico come da quello pratico, le esigenze del cosiddetto recupero del territorio post estrattivo. Oggi Le Bandie non è semplicemente un’ampia corona di verde che circonda uno splendido lago: l’intento dcentro sportivo10 300x187i creare un’area polifunzionale si è tradotto nella costruzione di un centro natatorio con annessa palestra (dispone di ben cinque piscine, una delle quali destinata a piscina olimpica), di una struttura alberghiera  con annesso centro benessere tailandese e ristorante veneto-tailandese e di un ulteriore e recente ristorante ospitato all’interno di una delle due Barchesse seicentesche. Si tratta quindi di un complesso importante, aperto a tutta la cittadinanza di Treviso e dei centri limitrofi, all’interno del quale tutte le fasce di età trovano l’ambiente ideale per le proprie inclinazioni, senza dimenticare che ci troviamo all’interno di un cantiere di lavoro ancora in auge, e che ha ricevuto nel 2002 a Bruxelles il premio europeo Restoration Award,  (Concorso biennale istituito dalla UEPG – Union Européenne des Producteurs de Granulats) per il miglior intervento di recupero di cave dismesse. Noi siamo usciti dalla tematica di cui dobbiamo parlare, quindi del piano cave,  ma difficilmente si può tratteggiare il tema senza proporre una soluzione ideale per il recupero ambientale di questi innumerevoli problemi nati negli anni passati, e dalle necessità di realizzare con le infrastrutture regionali, la serie infinita di opere dell’edilizia abitativa privata e pubblica; per riuscire ad assolvere ad un impegno così gravoso basterebbe in realtà prendere esempio da alcuni recuperi  già esistenti. La realizzazione del Centro Le Bandie avrà richiesto la  collaborazione di architetti, anche se le idee si saranno sviluppate in corso d’opera, ma “il piano cave” ipotizzato dalla Regione è lasciato anche alle idee degli stessi operatori, i quali probabilmente proporranno per ogni singolo caso un recupero  atto ad armonizzarsi con l’ambiente circostante. Il progetto del “piano cave” non impone regole per la loro riabilitazione, bensì cerca di impedire che diventino discariche a cielo aperto o luoghi di degrado o di abbandono che creano di conseguenza problemi ambientali, come purtroppo è accaduto con frequenze anche devastanti per il territorio. “Il piano dovrà prevenire – recita il comunicato ufficiale citato dall’Assessore Conte – una fine ingloriosa, soprattutto stabilendo che a fine vita, ovvero cessata la funzione estrattiva, il territorio sia rimesso in condizioni d’aspetto ambientale in armonia con l’ambiente circostante.” Nel comunicato ufficiale dell’assessore, viene suggerito che “A fine vita le cave diventino casse di laminazione, zone produttive, aree ricreative o di urbanizzazione, sempre in armonia col territorio circostante”. Magari l’amico assessore Conte, suggerirebbe una visita al capolavoro realizzato a Treviso Nord; non la suggerisce per evitare discriminazioni ed elogi ad personam che potrebbero suscitare gelosie.  Non tanto per una repetita juvant, ma per rendersi conto che le varianti al tema possono essere infinte, sempre però in rapporto alla superficie della cava da dismettere, al suo inserimento nell’ambiente e ad un suggerimento di struttura in rapporto sempre all’ambiente circostante. Per evitare una fine ingloriosa alle cave che generosamente hanno data reddito e benessere, basterà adeguarsi anche al quadro ambientale (proponendo per esempio la realizzazione di pannelli fotovoltaici che utilizzino quindi l’energia solare), al buon gusto di chi deve trasformare un grande cratere in un’opera di recupero che sia sempre in armonia alle prospettive da armonizzare anche in un quadro di piani regolatori generali dei territori municipali nei quali si trova la cava dimessa. Il suggerimento dell’assessore Conte è semplice e obiettivo, sarà sufficiente attenervisi. Frattanto è previsto un interessante dibattito sul Piano Cave sull’emittente TV trevigiana Rete Veneta con la partecipazione dell’assessore Conte. Il dibattito sarà diretto dal collega e direttore di rete Luigi Bacialli.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *