Il pianista Lucas Jussen al debutto con laVerdi nella Rapsodia di Rachmaninov diretta da Zhang Xian

//   30 novembre 2016   // 0 Commenti

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A 23 anni è già una star internazionale. Il pianista Lucas Jussen, olandese di Hilversum, è attesissimo al debutto con la laVerdi nella sua personale interpretazione della Rapsodia su un tema di Paganini: una delle ultime composizioni di Sergej Rachmaninov, celeberrimo quanto funambolico brano sviluppato in 24 variazioni senza soluzione di continuità su un popolarissimo Capriccio di Paganini, che aveva ispirato in precedenza altri noti compositori: Robert SchumannFranz Liszt e Johannes Brahms.

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Zhang Xian - ph © copyright Masha Sirago/ReportersAocciati&Archivi

Doppio appuntamento venerdì 2 (ore 20.00) e domenica 4 dicembre (ore 16.00), con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi affidata alla bacchetta del suo Direttore musicale Zhang Xian.

Completano la locandina la fantasia orchestrale La Roccia, sempre di Rachmaninov, e la Sinfonia n. 2 di Beethoven.

Venerdì 2, sempre in Auditorium (ore 18.00, Foyer della balconata, ingresso libero), appuntamento con la tradizionale conferenza di introduzione al programma. In collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, Enrico Reggiani parlerà della Sinfonia n. 2 di Beethoven, opera anticipatrice del percorso musicale del Genio di Bonn.

Info: (Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).  

Programma

La musica è spesso un linguaggio ambiguo che racchiude dei segreti. La Roccia di Rachmaninov è una fantasia orchestrale che reca in epigrafe due versi di Lermontov “Passò la notte una nube dorata, sul petto di una rupe immensa”; tuttavia lo stesso compositore ammetterà in realtà di essere stato ispirato dal dramma “Sulla strada maestra” di Čechov in cui vari avventori di una locanda, costretti al riparo da una notte tempestosa, raccontano la loro vita agitata da passioni ma incatenata da un pessimismo esistenziale che la rende immobile proprio come una roccia. La Rapsodia su un tema di Paganini che segue è invece una serie di 24 variazioni sopra un popolarissimo capriccio di Paganini. La serie pare disgregare via via il tema; Rachmaninov in realtà escogita vari stratagemmi compositivi e lo usa anche invertito, ma questo è un segreto che si cela dietro alla dicitura Rapsodia, che nel complesso pare una forma-concerto canonica allegro-adagio-allegro. La nostra proposta musicale termina con la Sinfonia n. 2 di Beethoven, una composizione importante in cui già si presenta lo stile eroico del maestro tedesco, che per la prima volta colloca uno scherzo al posto del classico minuetto come secondo movimento. È una sinfonia che non condivide la fama delle successive ma che in realtà è un segreto bacino di ispirazione per vari temi di composizioni future, tra cui anche la Sinfonia n. 6 Pastorale.

Masha Sirago, mashasirago@gmail.com


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