Il PDA chiede al Governo di sostenere le Pmi

//   2 marzo 2012   // 0 Commenti

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Il Partito delle Aziende, movimento che vuole tutelare le Pmi e le famiglie che con il lavoro nelle piccole imprese rappresentano la maggior parte delle iniziative private, e’ il promotore delle iniziative messe in campo per chiedere al Governo misure da assumere affinché le banche siano obbligate a finanziare le imprese per il rilancio dello sviluppo e l’occupazione.

E’ nato da un’esigenza concreta e non da una ideologia. I fondatori, infatti, sono piccoli-medi imprenditori,artigiani, stanchi dei gravosi impegni quotidiani del fare impresa. La sua attenzione va, oltre che agli imprenditori, al popolo delle Partite Iva ed ai lavoratori che credono nell’azienda in cui operano; l’obiettivo prioritario del Partito, è “risanare l’economia del Paese, tutelando il Lavoro degli Italiani”.

«Si sta parlando del ruolo delle aziende e in primo luogo della necessita’ del credito alla piccola media impresa – ha sottolineato Maurizio Mancianti – anche perche’ dobbiamo ricordarci che rappresenta il 95% del tessuto economico italiano e che queste iniziative parlamentari trovano il sostegno da parte di chi come noi ha a cuore i problemi delle imprese tanto da aver creato il PDA».

Sono state illustrate, infatti, come si legge in una nota del comunicato, le iniziative messe in campo per chiedere al governo misure da assumere affinché le banche siano obbligate a finanziare le imprese per il rilancio dello sviluppo e l’occupazione.

«Le mosse del governo in questi giorni alla luce delle numerose sollecitazioni ma anche alla luce dei tragici suicidi di molti imprenditori che anche per piccole somme se le sono viste rifiutare dalle banche, ha voluto evidenziare fermamente Maurizio Mancianti, e quindi non hanno potuto far fronte alle loro necessita’ e si sono visti davanti a un gesto estremo e questa situazione deve essere risolta gli ultimi provvedimento del Governo, la moratoria e quello di contrarre i tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni sono iniziative certamente lodevoli ma tardive e insufficienti se non si aprono i rubinetti del credito»

L’iniziativa è stata promossa, si legge ancora nel comunicato,  anche in vista del nuovo maxi-prestito della Bce alle banche, al tasso dell’1%, dopo i 116 miliardi di euro (oltre un quarto dei 489 erogati da Francoforte) che gli istituti di credito italiani hanno preso in prestito a dicembre.

«Questa preoccupazione e’ emersa in questi giorni da parte della stessa Bce ma soprattutto e’ emersa dal ministro Corrado Passera che ha denunciato che l’accesso al credito sta diventando una vera e propria emergenza nazionale. Lo stesso Visco a Parma ha detto che c’e’ stata una brusca frenata -20 mld a dicembre e praticamente questi soldi dati alle imprese dal sistema bancario si uniscono ai 70 mld di euro circa che le imprese devono avere dalla pubblica amministrazione che non paga con i ritmi compatibili con le esigenze di un’impresa.  In questo modo si sottraggono delle cifre enormi all’economia reale e quindi al mercato a danno della crescita, della ripresa e quindi dello sviluppo», ha concluso Mancianti.

 


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