Il paradosso

//   25 maggio 2018   // 0 Commenti

salvini

Lettera Numero: 726

Il punto oggi è il popolo contro le élite, non più destra contro sinistra”. Questo secondo il Corriere della Sera avrebbe detto Salvini al suo staff spiegando la scelta del contratto coi cinquestelle. Affermazione che si potrebbe sottoscrivere e che abbiamo già sostenuto. Magari meglio sostituire, per indicare l’establishment mondialista, la parola “élite” con “oligarchia”. Il termine “élite” infatti, che deriva dal latino “éligo” = scelgo, eleggo, ha un accezione positiva in quanto in chi lo legge evoca l’idea che chi vi appartiene sia un eletto, una persona speciale, affidabile. Per i figuri che speculano sulla pelle dei popoli e ne programmano la distruzione meglio s’addice il termine “oligarchia”, dal greco “potere dei pochi”, dato che non sono stati scelti né eletti da nessuno. A parte questa digressione semantica, il concetto espresso da Salvini collima con quanto già espresso nella “Lettera politica”.
C’è però una grande perplessità dal momento che egli utilizza questo ragionamento per giustificare l’accordo col M5S che è un’invenzione di quella stessa oligarchia che vuol combattere. Nati con Monti per imbrigliare la protesta popolare che avrebbe potuto mettere in crisi l’operazione di esproprio della sovranità nazionale messa in atto da Bruxelles con l’avvallo di Napolitano, i cinquestelle sono quanto di più opaco sia mai esistito nel panorama politico italiano degli ultimi decenni. Opacità che riguarda anche la figura di Casaleggio, padre e figlio, ed il meccanismo con cui detengono e controllano l’intero M5S attraverso la piattaforma Rousseau.
Se la Lega è un grande movimento popolare altrettanto non si può dire del M5S che con il popolo non ha altro rapporto se non quello di convogliarne la protesta su un binario morto (ricordate “La locomotiva” di Guccini?). Dice niente il fatto che appena si è profilata la possibilità di un incarico il “rivoluzionario” Di Maio si sia recato a Londra nella City a rassicurare chi di dovere e subito dopo all’ambasciata Usa?
Pensare di costituire con il M5S un grande blocco popolare o populista che dir si voglia è una pericolosa illusione che rischia di ottenere come unico risultato la distruzione del centrodestra.
E che ciò accada dopo aver vinto le elezioni e con Salvini leader della coalizione sarebbe addirittura paradossale.

 

Paolo Danieli

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