Il Museo dell’orrore

//   16 maggio 2014   // 0 Commenti

Immagine 54Si accendono le polemiche sul “memorial” che Obama ha voluto per non dimenticare quanto accaduto l’ 11/09/2001. Chi giudica  lo giudica una sorta di parco tematico per turisti, chi un semplice cimitero a pagamento, sbaglia. In verità è e vuole essere molto di più. Chi conosce un po’ gli americani sa bene che guardano sempre avanti a tutta velocità e con grande positività ma non dimenticano il passato ed un bagno di tristezza andando a vedere ciò che è rimasto di chi è caduto è talvolta necessario per remare con ancor maggior vigore verso il futuro. Credo questo accenda ancora maggiormente la voglia di libertà, di pace e di lotta al terrorismo.

Il museo sorge a Ground Zero proprio dove ha preso posto la Freedom Tower (ora ribattezzata WTC1). Localizzato quasi per la sua totalità nelle viscere della terra dove tutto è stato fatto per ricreare il percorso lungo il quale il visitatore sarà accompagnato da rumori, suoni, grida, voci che ricostruiscono in maniera sconosciuta agli altri musei che raccontano tragedie. Nella parte in superficie dominano la scena le due enormi travi d’acciaio lunghe più di 20 metri disposte verticalmente,  prese dalle macerie delle Twin Towers.

Poi scendendo si arriva alla base in granito sulla quale si inserivano le fondamenta dei due grattacieli crollati quel tragico giorno di 13 anni fà quando gli aerei dirottati dai kamikaze di Al Qaeda li colpirono. Si continua poi il cammino sempre più verso il profondo per decine di metri lungo una scala mobile che era la rampa scavata dai soccorritori alla ricerca delle vittime sepolte, tutto intorno le immagine del dramma. Poi all’improvviso arriva la galleria delle 2977 vittime dell’11 settembre più i 6 caduti dell’anno 1993 quando un altro gruppo di terroristi esplose un camion bomba proprio alla base delle Towers.

Il vero e proprio monumento dedicato ai  caduti è  però  quello rappresentato dalle “vasche riflettenti”, le “piscine” rettangolari con tutto intorno delle cascate che le avvolgono che si possono vedere affacciandosi dal museo.

Un progetto che aveva visto partire i lavori già nel 2007 ma le Reflecting Pools realizzate dall’architetto israeliano Michael Arad sono state inaugurate 3 anni fà proprio in occasione del decennale del disastro. Per la parte relativa alla realizzazione del museo tutto è stato più complicato e instabile. Perfino l’Urugano Sandy circa un anno e mezzo fa contribuì a rendere le cose difficili innondando il cantiere dei lavori con 4 metri d’acqua.

Da mercoledì prossimo il museo aprirà ufficialmente al pubblico, l’inaugurazione avverrà invece oggi da parte del Presente degli  Stati Uniti.  Suoni terribili, le ultime telefonate fatte ai propri cari dalle vittime intrappolate nei grattacieli in fiamme, la ricostruzione del volo, non mancherà nulla. Alice Greenwald direttrice del National September 11 Memorial Museum, (in passato già curatrice del museo dell’Olocausto di Washington) ha deciso di rappresentare ciò che è stato, solo per i filmati più cruenti quello degli impiegati che si lanciano nel vuoto, sarà prevista la proiezione in apposite salette separate rispetto al normale percorso del museo, con un avvertenza all’ingresso, per il resto non risparmierà ai visitatori: le  vertigini, l’ansia, l’angoscia per avvicinarsi a ciò che è stato, per non dimenticare, per rivevere il dolore, ma guardando avanti e sempre alla ricerca della felicità come fanno gli americani.

 


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