Il Messiah di Händel apre la 70ª Stagione Sinfonica dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme a Milano

//   22 ottobre 2014   // 0 Commenti

Orchestra I Pomeriggi Musicali_foto Lorenza Daverio_II

Ottavio Dantone direttore 300x200Si apre giovedì 23 ottobre alle ore 20 e sabato 25 alle ore 17 (prova generale aperta, giovedì 23 ottobre ore 14.00) con una delle pagine più alte della cultura musicale barocca – il Messiah di Georg Friedrich Händel -  la 70ª Stagione Sinfonica dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Ottavio Dantone, specialista del repertorio tra i più apprezzati sui palcoscenici internazionali.

A condividere l’emozione dei concerti inaugurali della 70ª Stagione Sinfonica, Maurizio Salerno, Direttore Artistico dei Pomeriggi ha invitato, inoltre, il soprano Lydia Teuscher, il contralto Delphine Galou, il tenore Martin Vanberg e il bassobaritono Matthew Brook, artisti che non necessitano di presentazioni al pari del magnifico Coro Ruggero Maghini diretto da Claudio Chiavazza.Delphine Galou contralto 224x300

Nel 2014, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali festeggia i settanta anni di storia e di vita artistica e, da un frangente delicato come quello della ricostruzione postbellica che ne ha visto la nascita, il presente e l’imminenza di Expo 2015 la proiettano in un futuro ricco di stimoli e opportunità, che pare richiamare nuovamente il motto di Antonio Greppi: “per Milano: pane e musica” (Maurizio Salerno)

Tra le opere sacre di Händel, il Messiah si impone per la sua originalità: il libretto si discosta notevolmente da quelli degli altri Oratori e la natura meditativa della Historia è assai lontana dal carattere drammatico solitamente prediletto dal Maestro sassone. L’assenza di veri e propri personaggi e  – in ultima analisi -anche di una vera e propria vicenda,  caratterizzano il  Messiah che traccia il percorso meditativo della vicenda di Cristo attraverso i passi biblici del Libro delle preghiere in uso presso la Chiesa anglicana. Originale rispetto al corpus delle opere händeliane, il Messiah si discosta notevolmente anche dalle Passioni di Bach . Il Messiah non segue la guida di un narratore, ma procede attraverso una serie di segmenti nei quali si alternano arie, cori, recitativi. Nella Prima Parte, il Messiah si concentra sulla venuta del Cristo come preannunciato dalle antiche profezie. Nella Seconda parte si affrontano il tema della passione e della morte del Cristo culminante nell’Alleluia. La terza Parte tratta della missione cristiana nel mondo, del destino finale del credente oltre la morte. Il messiah è un oratorio pasquale e non natalizio come generalmente si crede.

Orchestra I Pomeriggi Musicali II Foto di Lorenza Daverio 250x300La prima rappresentazione del Messiah si tenne a Dublino, il 13 aprile 1742. Händel poté disporre di un organico molto ridotto e non fu un successo particolarmente entusiasmante. Anni dopo, rientrato a Londra, Händel rielaborò quella prima stesura dell’opera ripensandola  per un organico ben più ampio. Fu così che il Messiah si impose all’attenzione del mondo, guadagnando una fama che ancora oggi non conosce appannamenti.

La partitura originale del Messiah fu composta molto velocemente nell’estate del 1741 e attinse ampiamente ad altre composizione del Maestro che rielaborò suoi vecchi brani strumentali e vocali congiungendoli a pagine composte ex novo. Ciò che colpisce particolarmente è la definitiva coerenza e sistematicità. Pur nella sua originalità, il Messiah non prescinde tuttavia  dalle convenzioni e dagli elementi stilistici che rientravano nei canoni della “Musica Poetica” che applicava alla composizione musicale le regole e gli artefici della retorica. La pratica che voleva la  musica ancella dell’o ratione consentì a Händel un magistrale sfruttamento delle figure della Musica Poetica che gli permisero  di supplire all’assenza di azione drammatica, ponendo in risalto i diversi “affetti delle parole bibliche.

Händel si rivela geniale nella regia con la quale ordina l’intero materiale musicale: il Messiah appare come un “crescendo”culminante nel famosissimo coro dell’Alleluia, collocato al vertice dell’intera composizione.

Nella Terza parte Händel cambia registro: la sua musica conserva momenti di solennità ma tende generalmente ad esaltare gli accenti più intimi. Se da una parte gli squilli di tromba richiamano il comune  destino dei mortali e l’inappellabilità del giudizio finale, dall’altra la dolce malinconia delle linee melodiche rimandano all’intima fiducia del credente nella misericordia divina.

La fama del Messiah è giunta a noi non scalfita dal tempo. I critici ne hanno spesso giudicato spropositato il successo, ma difficilmente si può dubitare che esso vada annoverato tra le pagine più alte della cultura musicale barocca.

Per ulteriori informazioni consultare www.ipomeriggi.it

 

 


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