Il Leo paga le tensioni sui mercati internazionali

//   15 luglio 2011   // 0 Commenti

il Leo romeno

muscoli

Dopo un inizio anno relativamente tranquillo in cui non si sono verificate oscillazioni significative nei confronti delle principali divise estere ovvero euro, dollaro e franco svizzero, nelle ultime due settimane il Leo sta vivendo giornate difficili sui mercati. Il deprezzamento nei confronti delle principali monete straniere è superiore al 6%.

Nei primi sei medi del 2011 il tasso di cambio contro l’euro si era stabilito intorno ai 4,05/4,1 mentre contro dollaro americano e franco svizzero si ragionava intorno ai 2,85 e 3,45 rispettivamente. Le quotazioni ufficiali fornite ieri dalla Banca Nazionale di Romania sono sensibilmente differenti.

Il corso valutario con l’euro si è attestato a 4,28, quello sul dollaro Usa a 3,03 mentre il franco svizzero è quotato 3,69. Secondo alcuni analisti la situazione è ampiamente sotto controllo ed in linea con le previsioni che sono state fatte per l’anno in corso avendo precedentemente individuato in 4,5 , 3,2 e 3,9 i valori attesi rispettivamente contro euro , dollaro e franco per fine 2011.eurousd

Questo inaspettato quanto repentino rialzo delle valute straniere potrebbe, però, innescare un doppio meccanismo negativo per l’economia interna: il primo un innalzamento dell’inflazione, che già oggi è la più alta d’Europa all’8%, ed il secondo un rallentamento della fase espansiva del comparto produttivo essendo costrette le aziende a pagare maggiormente le materie prime ed i prodotti di provenienza straniera.  Il riacutizzarsi di uno scenario negativo potrebbe “ tagliare le gambe “ alla ripresa in atto che nel prime due trimestri ha fatto segnare un più 1,5% sostenuto principalmente dalle esportazioni.

La Banca Centrale continua a monitorare la situazione sui mercati con relativa fiducia  avendo la consapevolezza di poter disporre di un’ingente massa monetaria da utilizzare per la difesa del Leo. La politica adottata dal governatore Isarescu in accordo con il Governo è stata quella di stoccare a riserva una parte degli aiuti ricevuti dal Fondo Monetario Internazionale che ad oggi ammonta ad oltre 5 mld di euro.

Il prossimo passo fondamentale per il paese sarà quello dell’adozione dell’euro perché solo così si potrà neutralizzare la volatilità del cambio e si potrà dare un ulteriore elemento di stabilità all’economia.

 


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