Il futuro per i giovani: tra incertezze e sogni

//   29 luglio 2011   // 0 Commenti

di LAURA DE ROSA

scelta universita 300x202Ogni anno ad un considerevole numero di giovani si presenta un momento essenziale e decisivo per il loro futuro: la scelta dell’università e del piano di studi da seguire.
Una scelta non sempre facile, anzi. Non basta più pensare che cosa si desidera studiare, ma bisogna considerare anche quale facoltà potrebbe aprire un maggior numero di porte sul mondo del lavoro.
Unire l’utile al dilettevole, quindi. Cosa non sempre facile da fare.
Il mercato del lavoro cambia così rapidamente che è davvero difficile da prevedere nei suoi sviluppi futuri, e ciò rende ancora più ardua tale decisione.
Diventa rischioso, così, scegliere un percorso di studi troppo specialistico, anche se è ciò che piace, e molti preferiscono puntare su indirizzi che permettono una maggiore gamma di possibilità.
Inoltre, anche se dotati di laurea, non si ha la certezza di un lavoro assicurato, ci si comincia a chiedere se valga la pena studiare tanti anni senza alcuna sicurezza futura, quando si potrebbe benissimo prendere direttamente un diploma “finito” e cominciare subito a lavorare.
Bisogna sapere, però, che il titolo universitario, nonostante la crisi e il clima di pessimismo, rende sicuramente più completo il diploma, accrescendo anche la possibilità di lavoro.
In cosa confidare, quindi? Nella propria passione o nella speranza di una maggiore possibilità di tornaconto?
In un mondo basato sul guadagno e sul denaro risulta spesso difficile seguire le proprie passioni a dispetto di tutto e di tutti, soprattutto quando non si dispone di un gran patrimonio.
Soldi, soldi, sempre soldi. “Money, get away/ Get a good job with more pay and you’re O.K.” recita la canzone dei Pink Floyd. È brutto da dire, ma nella società del 21° secolo questo è ciò che conta, è la parola d’ordine dei nostri tempi. Ma, attenzione, con questo non si intende dire che sono scomparsi tutti quei valori alla base dell’umanità. Anzi, sono proprio questi che ci rendono umani, diversi da qualsiasi altro essere vivente.
Ma, parliamoci chiaro, i soldi non faranno la felicità, però bisogna ammettere che contribuiscono nella sua scalata.
Cosa mangi se non puoi comprare niente, come mantieni una famiglia se non puoi sfamarla, come cresci i tuoi figli se non puoi dar loro una vita dignitosa? Come puoi amare qualcuno se non riesci ad amare nemmeno te stesso?
Questa non vuole essere una visione cinica o disincantata della vita, semplicemente si vuole evidenziare le difficoltà reali che si presentano ad un giovane inesperto ed impaurito dal futuro.
È così difficile compiere questa scelta, si è sottoposti a tanta pressione, sorgono dubbi: è questa la mia strada? È questo ciò che voglio diventare nel futuro? Sarò bravo?
Nessuno ci assicura che la risposta a queste tre domande sarà positiva; il futuro, fino ad ora parso così lontano, minaccia di piombarci addosso senza che ci sia data alcuna possibilità di preparazione.
Come effettuare allora questa scelta con lucidità, come capire ciò che veramente si vuole essere? Ed una volta capito questo, come realizzare il proprio obiettivo concretamente, se a volte sembra esserci così poco spazio per i sogni? Bisogna rinunciare, o continuarlo ad inseguire?
Non ho una risposta sicura a questa domanda, ma in fin dei conti sono ancora un’adolescente, ed io, i miei sogni, voglio tenerli stretti. E forse questo è un passo per realizzarli.


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