Il falso scopo

//   23 dicembre 2011   // 0 Commenti

falso scopo2 300x232La giusta denuncia di alcuni privilegi della classe politica è diventato un vero e proprio accanimento. Sorge il sospetto che dietro ci sia qualcos’altro.
Tutto è partito dalla necessità di eliminare gli sprechi, che ce ne sono tanti. Visibili, come le auto blu o le scorte a personaggi che potrebbero star senza. Meno visibili, come quelli dell’elefantiaca burocrazia o gli inutili quanto costosi consigli d’amministrazione delle partecipate delle società a capitale pubblico . Inutile elencarli.

Ma quello che più eccita l’opinione pubblica, che sappiamo essere la risultante del pensiero collettivo guidato dai media, è la demolizione della classe politica. Essa viene additata come causa di tutti i mali ed identificata come la casta, senza porsi nemmeno il problema che di corporazioni privilegiate, superpagate e intoccabili in Italia ce n’è più d’una, a cominciare dai supermanager pubblici, agli alti burocrati, ai magistrati, ai banchieri ecc.

Non che la politica abbia brillato. D’altra parte è lo specchio della società. Ma da qui ad essere additata a responsabile della crisi ne passa!  La caduta delle ideologie, salutata dai fautori del pensiero debole come una grande fortuna, ha provocato dei danni. Cadendo, esse hanno trascinato con sé anche le idee, che avevano avuto una funzione positiva nella selezione del personale politicoPrima, chi si avvicinava alla politica lo faceva perché perseguiva un ideale, giusto o sbagliato che fosse. Oggi, per lo più, lo fa per sistemarsi. Prima, chi faceva politica, aveva dei binari ideali su cui muoversi, e non era facile spostarlo più di tanto. Oggi chi fa politica è facilmente condizionabile.

Ed è questo il punto: se un’accusa alla classe politica può essere fatta, non è certo quella di percepire l’indennità, goccia nell’oceano dei conti pubblici, ma la debolezza culturale e ideologica, intesa, quest’ultima non come mancata adesione ad un’ideologia ma  come carenza di punti di riferimento ideali. E’ a causa di questa debolezza che oggi la politica soggiace all’economia. L’esistenza del governo Monti ne è la prova. E’ questa debolezza che fa sì che la Politica, che è una delle massime espressioni della civiltà, si faccia mettere sul banco degli imputati. E da chi? Dalla finanza, dalle agenzie di rating, dalle banche, perché il sistema, per compiersi, dopo aver  instaurato il primato dell’economia che, da che mondo è mondo è uno strumento, di questa sovversione vuole il riconoscimento formale. E siccome, sempre formalmente, la sovranità appartiene al popolo, lo vuole fare con il suo consenso.

Chi attacca la politica e le affibia il titolo di casta non lo fa né per migliorare il paese né per eliminare gli sprechi. Si tratta solo di un falso scopo. Il vero obiettivo è quello di andare a gestire il potere direttamente, in prima persona, senza l’intermediazione della politica. Una volta che l’opinione pubblica sarà cotta a puntino ed il risentimento antipolitico sarà maggioritario, allora sarà un gioco da ragazzi far coincidere il potere reale con quello legale. L’operazione Monti potrebbe esserne un assaggio.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *