Il dibattito del Governo sui Ticket

//   1 settembre 2011   // 0 Commenti

Non esiste una norma nazionale che introduca i TICKET, il D.L. 98/2011 semplicemente, ridetermina in diminuzione il livello di finanziamento del Servizio Sanitario per il 2011 dando facoltà alle Regioni di compensare o meno questa riduzione con la reintroduzione dei ticket che il Governo si limita a limitare nel massimo a 10 euro.
Il ticket, infatti, per legge c’è già dal 2007, e fu introdotto dal Governo Prodi.
In questi anni, però,in un accordo Stato-Regioni, è stato sempre coperto da risorse dello Stato.
Ora, invece, Tremonti ha acceso il semaforo rosso sulle coperture e così le Regioni dovranno decidere cosa fare: coprire, introdurre o magari trovare una soluzione “all’italiana” del tipo mini-ticket?

Innanzitutto è bene precisare che per quanto riguarda i ticket non possiamo proprio etichettarli come vere e proprie “novità”.
Partiamo da quello sui codici bianchi al Pronto Soccorso.

lombardi marco 2502A parte la Basilicata viene applicato già in tutte le Regioni, con l’esclusione di alcune specifiche categorie che ne risultano esentate. Soprattutto viene fatto a pagare a chi entra in Ps con codice bianco a cui non fa seguito il ricovero. Quindi, in questo caso, di novità si può parlare solo se ci riferisce alla regione lucana, che dovrà decidere nelle prossime ore cosa fare, se continuare a coprire il ticket con risorse proprie o introdurlo sic et simpliciter.

Esattamente la medesima riflessione che dovranno fare tutte le Regioni sul ticket di 10 euro in quota fissa su tutte le ricette per la specialistica che andrebbe. Se fosse obbligatorio come dicono le Regioni non avrebbero la facoltà di modularlo in base al reddito come in vece stanno facendo.

Quanto costerà ad ogni regione questa mancata copertura?
Nell’accordo sull’ultimo riparto del FSN tra Stato e Regioni, gli enti locali avevano precisato che, come definito dal Patto per la Salute, lo Stato avrebbe dovuto mettere sul piatto 486,5 milioni di euro per la copertura dal 1° giugno alla fine dell’anno del ticket per la specialistica da 10 euro e avevano già comunicato le percentuali di riparto di questi fondi. Il Governo in un primo momento, con il decreto legge varato due settimane fa, aveva mantenuto gli impegni inserendo in manovra lo stanziamento integrale di 486,5 milioni. Poi, nel maxiemendamento approvato il 14 luglio dal Senato ed il giorno successivo alla Camera, il fondo si è ridotto a 105 milioni, bastanti per la sola copertura fino all’entrata in vigore del provvedimento.

All’appello, quindi, mancano 381,5 milioni di euro che sarà compito di ogni singola regione decidere come trovare .
La sensazione è che le regioni più ricche e con i conti a posto potrebbero anche non introdurre il ticket, mentre per le regioni in deficit o vincolate da Piano di rientro sarà veramente difficile non adottare questa “nuova” misura di compartecipazione.

Per l’Emilia-Romagna la quota da coprire di qui alla fine dell’anno è di circa 36 milioni di euro.
Se consideriamo che da anni la nostra Regione per la sanità emiliano-romagnola stanzia risorse proprie in media per 200 milioni di euro all’anno ed anche in questa’anno di tagli ne ha stanziati 150 milioni; e se a ciò aggiungiamo che un Regione come la Lombardia che non ha certo una sanità peggiore della nostra si fa bastare il trasferimento del Fondo Nazionale Sanitario senza aggiungere nulla in più, capiamo subito che almeno una parte di quei 200/150 milioni in più che destinaniamo alla sanità potevano ben compensare la coperetura dei ticket senza toccare i cittadini.
È evidente che come al solito la Regione fa politica contro il Governo penalizzando i cittadini.


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