Il diario di Angela. Noi due cineasti.

//   29 dicembre 2018   // 0 Commenti

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Ogni giorno, da sempre, Angela tiene un diario, scrit￾to e disegnato: fatti pubblici, privati, incontri, letture,
tutto vi viene registrato. Anche il rapporto di due viaggi
in Russia, 1989-1990. Cadeva l’URSS.
Diario su librini cinesi, sin da prima di Dal Polo all’E￾quatore (1986), del nostro ininterrotto lavoro sulla
violenza del 900. Dai nostri tour negli Stati Uniti con
i “Film Profumati” di fine anni ’70, all’Anthology Film
Archive di New York, al Berkeley Pacific Film Archive…
Rileggo ora questi diari e rivedo il film-diario di tutti
questi anni, sono rimasto da solo, dopo molti anni di
vita e di lavoro d’arte insieme. L’ho portata sulle Alpi
Orientali che amava e dove insieme camminavamo.
Angela rivive per me nelle sue parole scritte a mano,
con calligrafia leggera, che accompagnano i suoi dise￾gni, gli acquarelli, i rotoli lunghi decine di metri.
Guardo i nostri film privati, dimenticati. Registrazioni
che stanno dietro al nostro lavoro di rilettura e risigni￾ficazione dell’archivio cinematografico documentario.
La vita di ogni giorno, fatta di cose semplici, le perso￾ne vicine che ci accompagnano, la ricerca nel mondo
dei materiali d’archivio, un viaggio in Armenia sovietica
con l’attore Walter Chiari.
Testimonianze che nel corso del tempo abbiamo raccolto.
È il mio ricordo di Angela, della nostra vita. Rileg￾go questi quaderni e ne scopro altri a me sconosciu￾ti. Nuovi elementi nei suoi scritti ultimi e nei disegni:
sulla Linea Gotica da bambina, in “prima linea”, nella
Seconda guerra mondiale. La scuola d’arte con Oskar
Kokoschka in Austria. Le pagine intorno a lui, Dresda.
Sud Tirolo, la casa dove Mahler compone il “Canto del￾la Terra”, il suo amore per Alma Mahler, la costruzio￾ne della bambola con le sue sembianze, l’ossessione
dell’artista. I “bambini folli” di Angela nella scuola spe￾ciale che le fanno abbandonare l’arte per un impegno
civile durato anni, al fine di aiutarli. Per poi tornare con
forza al lavoro d’arte compiuto insieme.
Un ultimo rotolo privato contiene tutto il suo vissuto
infantile, famigliare, pubblico.
Il mio sforzo. Rivedere l’insieme dei quaderni del Dia￾rio infinito di Angela e lo sguardo all’indietro dei nostri
film privati, che accompagnano la nostra ricerca.
Il mio disperato tentativo di riportarla al mio fianco, di
farla rivivere, la continuazione del nostro lavoro come
scopo, missione attraverso i suoi quaderni e disegni,
una sorta di mappa per l’agire ora, che ne contiene le
linee direttrici e ne prevede la continuazione. Angela
ed io abbiamo predisposto nuovi importanti progetti da
compiere.
La promessa, il giuramento, di continuare l’opera.


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