Il Decreto filiazione. La responsabilità dei genitori

//   5 ottobre 2015   // 0 Commenti

decreto filiazione 744x445Nonostante a destra e a manca non si perda occasione per proclamare i vantaggi del «divorzio breve» (che breve non è se non in casi sporadici) manca nei cittadini la consapevolezza di quanto può capitare in un processo di separazione, divorzio ovvero «separazione in una famiglia non/matrimoniale» quando vi siano figli, soprattutto minori.

La nuova legge dichiara l’uguaglianza di tutti i figli (siano o no nati da genitori sposati)… cancella la parola «patria potestà» in favore di «responsabilità genitoriale», perché entrambi i genitori, in modo uguale tra loro, hanno obblighi uguali verso i figli i quali, prioritariamente, hanno diritto di crescere nella propria famiglia.

Ciascun genitore ha, dunque, il diritto di esercitare la responsabilità genitoriale ed ogni figlio ha diritto al mantenimento, all’educazione e all’istruzione, alla bigenitorialità e crescere nella propria famiglia.

Questo nuovo concetto di “responsabilità genitoriale” si inserisce nell’evoluzione socio-culturale del rapporto genitori/figli non più fondata sulla “soggezione” dei figli ai genitori. Questo adeguamento lessicale, purtroppo, non è frutto di evoluzione del nostro Paese, ma piuttosto delle indicazioni del Legislatore Sovranazionale che ha ridefinito la “potestà” genitoriale con “responsabilità” genitoriale.

A tale proposito va ricordato il Regolamento CE n° 2201/2003 che ha definito la responsabilità genitoriale come l’insieme dei doveri-diritti che l’ordinamento pone a carico dei genitori nell’interesse dei figli. Una responsabilità che inizia dal momento della nascita di un figlio sino alla sua completa autonomia economica.

Responsabilità che è uguale per entrambi i genitori, uniti o separati/divorziati che siano e che, se non viene esercitata di comune accordo, troverà pronto un giudice a ristabilirla ovvero, ove sia calpestata, “a privare” il genitore in colpa, del ruolo che gli spetta essendo prioritario il diritto del figlio di ricevere cura e affetto da chi lo ha messo al mondo.

Questo è il nodo di ogni processo che riguarda la famiglia, matrimoniale o meno che sia, e che costringe noi avvocati a equilibrismi spesso non semplici, per raggiungere una sentenza equa.

Bologna lì 5 ottobre 2015

Avv. Valeria Fabj

matrimonialista


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *