Il cuore delle donne nell’era digitale

//   14 novembre 2018   // 0 Commenti

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Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità per le donne dopo i 50 anni, superando di gran lunga i tumori, incluso il cancro al seno. Ma esistono nuovi dispositivi digitali che permettono di sapere, con grande anticipo, se il cuore rischia di più.

Durante il periodo fertile della loro vita le donne sono a minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’uomo, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili estrogeni vengono meno. Rispetto agli uomini, le donne sviluppano malattie cardiovascolari con circa dieci anni di ritardo. Ma quando succede avviene in maniera più grave.

Oggi sappiamo, però, che ai noti fattori di rischio comuni a tutta la popolazione, come ipertensione, colesterolo, fumo, diabete, obesità, la donna ne ha altri.

Nelle donne i fattori di rischio, come fumo di sigaretta e obesità, hanno effetti diversi, afferma Andrea Bisciglia, responsabile dell’osservatorio Sanità digitale di Aidr. Basta che una donna fumi un terzo delle sigarette di un uomo per avere lo stesso impatto su cuore e vasi sanguigni. Allo stesso modo, l’obesità ha un impatto diverso: riscontriamo, infatti, una maggiore incidenza di obesità e di sindrome metabolica nel sesso femminile e questo dato incrementa del 50% il rischio di coronaropatia nella donna.

Alcuni problemi ginecologici, come l’ovaio policistico, oppure altri legati alla gravidanza, come il diabete mellito gestazionale, i parti pre-termine, la poli-abortività, ma anche i trattamenti chemio e radioterapici per il tumore del seno, o ancora le malattie infiammatorie, autoimmuni ed endocrinologiche come, per esempio, l’artrite reumatoide, le tireopatie e l’osteoporosi, sono spie che rivelano che quel cuore ha bisogno di un’attenzione speciale per essere protetto al meglio.

Ma, attenzione, non va dimenticato il profondo legame tra la salute del cuore e la mente. Un esempio è la sindrome di tako-tsubo, più nota come sindrome del cuore infranto o del crepacuore. Tale sindrome, chiamata anche cardiomiopatia da stress – spiega Bisciglia – è una patologia che si sviluppa in seguito a un forte stress psichico e si manifesta con tutti i segnali tipici dell’infarto acuto. L’elettrocardiogramma e i valori degli enzimi cardiaci risultano alterati, ma le coronarie sono libere, senza nessuna ostruzione: una forte emozione, o un dolore lacerante, come un lutto o un grande spavento, porta il cuore a soffrire. Questa sindrome colpisce le donne 9 volte di più degli uomini.

La correlazione tra disturbi depressivi o ansiosi e salute del cuore è sempre maggiore.  Le donne in generale, e quelle in menopausa in particolare, sono più soggette degli uomini a sviluppare disturbi depressivi o ansiosi. Tali disturbi costituiscono, a loro volta, fattori di rischio significativi per l’insorgenza della malattia cardiovascolare e per una sua prognosi negativa.

Per la presenza di così numerosi fattori di rischio riscontrati nella donna e proprio per l’imprevedibilità di eventi cardiaci, che durante i normali controlli potrebbero non evidenziarsi, noi dell’Aidr stiamo conducendo una campagna di prevenzione delle malattie cardiache nelle donne con l’utilizzo di un dispositivo di ultima generazione, event recorder, un device ultra-leggero e di piccole dimensioni, che posizionato sul cuore, registra ogni battito cardiaco; la registrazione viene istantaneamente inviata nella nostra centrale operativa, dove i medici analizzano immediatamente eventuali anomalie elettrocardiografiche e comunicano all’interessata i comportamenti da adottare.
Il cuore delle donne nell’era digitale
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità per le donne dopo i 50 anni, superando di gran lunga i tumori, incluso il cancro al seno. Ma esistono nuovi dispositivi digitali che permettono di sapere, con grande anticipo, se il cuore rischia di più.

Durante il periodo fertile della loro vita le donne sono a minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’uomo, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili estrogeni vengono meno. Rispetto agli uomini, le donne sviluppano malattie cardiovascolari con circa dieci anni di ritardo. Ma quando succede avviene in maniera più grave.

Oggi sappiamo, però, che ai noti fattori di rischio comuni a tutta la popolazione, come ipertensione, colesterolo, fumo, diabete, obesità, la donna ne ha altri.

Nelle donne i fattori di rischio, come fumo di sigaretta e obesità, hanno effetti diversi, afferma Andrea Bisciglia, responsabile dell’osservatorio Sanità digitale di Aidr. Basta che una donna fumi un terzo delle sigarette di un uomo per avere lo stesso impatto su cuore e vasi sanguigni. Allo stesso modo, l’obesità ha un impatto diverso: riscontriamo, infatti, una maggiore incidenza di obesità e di sindrome metabolica nel sesso femminile e questo dato incrementa del 50% il rischio di coronaropatia nella donna.

Alcuni problemi ginecologici, come l’ovaio policistico, oppure altri legati alla gravidanza, come il diabete mellito gestazionale, i parti pre-termine, la poli-abortività, ma anche i trattamenti chemio e radioterapici per il tumore del seno, o ancora le malattie infiammatorie, autoimmuni ed endocrinologiche come, per esempio, l’artrite reumatoide, le tireopatie e l’osteoporosi, sono spie che rivelano che quel cuore ha bisogno di un’attenzione speciale per essere protetto al meglio.

Ma, attenzione, non va dimenticato il profondo legame tra la salute del cuore e la mente. Un esempio è la sindrome di tako-tsubo, più nota come sindrome del cuore infranto o del crepacuore. Tale sindrome, chiamata anche cardiomiopatia da stress – spiega Bisciglia – è una patologia che si sviluppa in seguito a un forte stress psichico e si manifesta con tutti i segnali tipici dell’infarto acuto. L’elettrocardiogramma e i valori degli enzimi cardiaci risultano alterati, ma le coronarie sono libere, senza nessuna ostruzione: una forte emozione, o un dolore lacerante, come un lutto o un grande spavento, porta il cuore a soffrire. Questa sindrome colpisce le donne 9 volte di più degli uomini.

La correlazione tra disturbi depressivi o ansiosi e salute del cuore è sempre maggiore.  Le donne in generale, e quelle in menopausa in particolare, sono più soggette degli uomini a sviluppare disturbi depressivi o ansiosi. Tali disturbi costituiscono, a loro volta, fattori di rischio significativi per l’insorgenza della malattia cardiovascolare e per una sua prognosi negativa.

Per la presenza di così numerosi fattori di rischio riscontrati nella donna e proprio per l’imprevedibilità di eventi cardiaci, che durante i normali controlli potrebbero non evidenziarsi, noi dell’Aidr stiamo conducendo una campagna di prevenzione delle malattie cardiache nelle donne con l’utilizzo di un dispositivo di ultima generazione, event recorder, un device ultra-leggero e di piccole dimensioni, che posizionato sul cuore, registra ogni battito cardiaco; la registrazione viene istantaneamente inviata nella nostra centrale operativa, dove i medici analizzano immediatamente eventuali anomalie elettrocardiografiche e comunicano all’interessata i comportamenti da adottare.

 

Il cuore delle donne nell’era digitale
Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità per le donne dopo i 50 anni, superando di gran lunga i tumori, incluso il cancro al seno. Ma esistono nuovi dispositivi digitali che permettono di sapere, con grande anticipo, se il cuore rischia di più.

Durante il periodo fertile della loro vita le donne sono a minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’uomo, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili estrogeni vengono meno. Rispetto agli uomini, le donne sviluppano malattie cardiovascolari con circa dieci anni di ritardo. Ma quando succede avviene in maniera più grave.

Oggi sappiamo, però, che ai noti fattori di rischio comuni a tutta la popolazione, come ipertensione, colesterolo, fumo, diabete, obesità, la donna ne ha altri.

Nelle donne i fattori di rischio, come fumo di sigaretta e obesità, hanno effetti diversi, afferma Andrea Bisciglia, responsabile dell’osservatorio Sanità digitale di Aidr. Basta che una donna fumi un terzo delle sigarette di un uomo per avere lo stesso impatto su cuore e vasi sanguigni. Allo stesso modo, l’obesità ha un impatto diverso: riscontriamo, infatti, una maggiore incidenza di obesità e di sindrome metabolica nel sesso femminile e questo dato incrementa del 50% il rischio di coronaropatia nella donna.

Alcuni problemi ginecologici, come l’ovaio policistico, oppure altri legati alla gravidanza, come il diabete mellito gestazionale, i parti pre-termine, la poli-abortività, ma anche i trattamenti chemio e radioterapici per il tumore del seno, o ancora le malattie infiammatorie, autoimmuni ed endocrinologiche come, per esempio, l’artrite reumatoide, le tireopatie e l’osteoporosi, sono spie che rivelano che quel cuore ha bisogno di un’attenzione speciale per essere protetto al meglio.

Ma, attenzione, non va dimenticato il profondo legame tra la salute del cuore e la mente. Un esempio è la sindrome di tako-tsubo, più nota come sindrome del cuore infranto o del crepacuore. Tale sindrome, chiamata anche cardiomiopatia da stress – spiega Bisciglia – è una patologia che si sviluppa in seguito a un forte stress psichico e si manifesta con tutti i segnali tipici dell’infarto acuto. L’elettrocardiogramma e i valori degli enzimi cardiaci risultano alterati, ma le coronarie sono libere, senza nessuna ostruzione: una forte emozione, o un dolore lacerante, come un lutto o un grande spavento, porta il cuore a soffrire. Questa sindrome colpisce le donne 9 volte di più degli uomini.

La correlazione tra disturbi depressivi o ansiosi e salute del cuore è sempre maggiore.  Le donne in generale, e quelle in menopausa in particolare, sono più soggette degli uomini a sviluppare disturbi depressivi o ansiosi. Tali disturbi costituiscono, a loro volta, fattori di rischio significativi per l’insorgenza della malattia cardiovascolare e per una sua prognosi negativa.

Per la presenza di così numerosi fattori di rischio riscontrati nella donna e proprio per l’imprevedibilità di eventi cardiaci, che durante i normali controlli potrebbero non evidenziarsi, noi dell’Aidr stiamo conducendo una campagna di prevenzione delle malattie cardiache nelle donne con l’utilizzo di un dispositivo di ultima generazione, event recorder, un device ultra-leggero e di piccole dimensioni, che posizionato sul cuore, registra ogni battito cardiaco; la registrazione viene istantaneamente inviata nella nostra centrale operativa, dove i medici analizzano immediatamente eventuali anomalie elettrocardiografiche e comunicano all’interessata i comportamenti da adottare.

 

 

 

Il cuore delle donne nell’era digitale

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di mortalità per le donne dopo i 50 anni, superando di gran lunga i tumori, incluso il cancro al seno. Ma esistono nuovi dispositivi digitali che permettono di sapere, con grande anticipo, se il cuore rischia di più.
Durante il periodo fertile della loro vita le donne sono a minor rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto all’uomo, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili estrogeni vengono meno. Rispetto agli uomini, le donne sviluppano malattie cardiovascolari con circa dieci anni di ritardo. Ma quando succede avviene in maniera più grave.
Oggi sappiamo, però, che ai noti fattori di rischio comuni a tutta la popolazione, come ipertensione, colesterolo, fumo, diabete, obesità, la donna ne ha altri.

Nelle donne i fattori di rischio, come fumo di sigaretta e obesità, hanno effetti diversi, afferma Andrea Bisciglia, responsabile dell’osservatorio Sanità digitale di Aidr. Basta che una donna fumi un terzo delle sigarette di un uomo per avere lo stesso impatto su cuore e vasi sanguigni. Allo stesso modo, l’obesità ha un impatto diverso: riscontriamo, infatti, una maggiore incidenza di obesità e di sindrome metabolica nel sesso femminile e questo dato incrementa del 50% il rischio di coronaropatia nella donna. 

Alcuni problemi ginecologici, come l’ovaio policistico, oppure altri legati alla gravidanza, come il diabete mellito gestazionale, i parti pre-termine, la poli-abortività, ma anche i trattamenti chemio e radioterapici per il tumore del seno, o ancora le malattie infiammatorie, autoimmuni ed endocrinologiche come, per esempio, l’artrite reumatoide, le tireopatie e l’osteoporosi, sono spie che rivelano che quel cuore ha bisogno di un’attenzione speciale per essere protetto al meglio.
Ma, attenzione, non va dimenticato il profondo legame tra la salute del cuore e la mente. Un esempio è la sindrome di tako-tsubo, più nota come sindrome del cuore infranto o del crepacuore. Tale sindrome, chiamata anche cardiomiopatia da stress – spiega Bisciglia – è una patologia che si sviluppa in seguito a un forte stress psichico e si manifesta con tutti i segnali tipici dell’infarto acuto. L’elettrocardiogramma e i valori degli enzimi cardiaci risultano alterati, ma le coronarie sono libere, senza nessuna ostruzione: una forte emozione, o un dolore lacerante, come un lutto o un grande spavento, porta il cuore a soffrire. Questa sindrome colpisce le donne 9 volte di più degli uomini.

La correlazione tra disturbi depressivi o ansiosi e salute del cuore è sempre maggiore.  Le donne in generale, e quelle in menopausa in particolare, sono più soggette degli uomini a sviluppare disturbi depressivi o ansiosi. Tali disturbi costituiscono, a loro volta, fattori di rischio significativi per l’insorgenza della malattia cardiovascolare e per una sua prognosi negativa.

Per la presenza di così numerosi fattori di rischio riscontrati nella donna e proprio per l’imprevedibilità di eventi cardiaci, che durante i normali controlli potrebbero non evidenziarsi, noi dell’Aidr stiamo conducendo una campagna di prevenzione delle malattie cardiache nelle donne con l’utilizzo di un dispositivo di ultima generazione, event recorder, un device ultra-leggero e di piccole dimensioni, che posizionato sul cuore, registra ogni battito cardiaco; la registrazione viene istantaneamente inviata nella nostra centrale operativa, dove i medici analizzano immediatamente eventuali anomalie elettrocardiografiche e comunicano all’interessata i comportamenti da adottare.

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