Il caso vergognoso del Celentano dixit

//   21 febbraio 2012   // 0 Commenti

Sanremo Celentano Morandi  1024x681Non è colpa dell’individuo Celentano quel suo inaudito, cialtronesco comiziare da cafone anticlericale, definito ineccepibilmente dal Corriere della sera “Re degli ignoranti” adeguata immagine di individuo che l’ente Rai presceglie, premiandolo con 750mila euro degli ignari contribuenti, per consentirgli di ciancionare durante lo spettacolo popolare di Sanremo, con proposte blasfeme dirette ad una platea di milioni di italiani che professano la religione cattolica, quindi ne rispettiamo le istituzioni. E’ colpa dei lautamente pagati dirigenti Rai, giustamente vilipesi dall’individuo Celentano. E’ colpa della signora Lei, direttore dell’Ente, se il cantante può impunemente offendere il Clero e la religione tutta, con i suoi comportamenti istrionici da buffone di corte, e offendere anche i sentimenti religiosi di milioni di cattolici. Si sapeva che il comiziante da strapazzo, pur di sollevare attorno a se notorietà, visto la sua decadenza popolare, avrebbe tirato fuori dal suo cilindro qualche stupidaggine pur di sollevare putiferio, quindi non c’è da meravigliarsi se si sono toccati i sentimenti religiosi di milioni di persone, c’è da meravigliarsi solo che la Rai l’abbia portato e a quel costo, sul palcoscenico di Sanremo. Il “Re degli ignoranti” disponeva di un palcoscenico nazionale cosicchè i suoi sproloqui sono stati recepiti e presi sul serio da gente che dalla TV apprendeva da un personaggio ben noto che anche il clero è da buttare e la stampa cattolica da vietare, tra la quale il più diffuso e intelligente settimanale nazionale “Famiglia Cristiana” che ha una tiratura di oltre un milione e settecentomila copie è diretto ad altrettante famiglie ed ha contenuti importanti, di raro equilibrio informativo ed educativo. Non solo, il guitto si è permesso anche di chiedere addirittura la cessazione della pubblicazione de “L’Avvenire” il quotidiano della Cei. Incredibile, ma vero. Ma i disgustosi sproloqui che sono stati diffusi ad una platea infinita sempre per colpa di codesto sinedrio di dirigenti, degni del Celentano imperatore dell’ignoranza fatta verbo. Ma la smaccata cafoneria da manuale, improntata al più becero anticlericalismo del soggetto, prescelto dalla Rai per un “piacevole intrattenimento” destinato ad un pubblico di circa 12 milioni di telespettatori, pagato quel tanto che s’è detto, ha imposto a codesta moltitudine, elucubrazioni che tanta gente, anch’essa magari scarsamente acculturata, avrà pensato sia stata coordinata dalla dirigenza Rai. Un buon 30% di telespettatori sono sprovveduti, ricordiamolo. E bevono a boccia qualsiasi notizia che diffonde la Rai in quanto organo del parastato. E il responsabile dell’Ente che dovrà pagare lo scotto di questo cretinismo spettacolare, dovrebbe essere subito identificato e sbattuto fuori su due piedi, mentre tanti saranno gli utenti che decideranno di non pagare più il canone ad un sinedrio di dirigenti che andrebbero messi fuori della porta a pedate nel sedere. Non si sceglie un cantante fuori uso in vena di vomitare le sue elucubrazioni dissennate, cosparse di lunghe pause, nelle quali il re degli ignoranti vuol dare l’impressione di cogitare, ovvero di pensare, mentre deponeva la sua materia mefitica da corde vocali le quali, invece che nella carotide erano collocate altrove… dove il vecchio cantante ha tratto l’ispirazione adeguata ai suoi cogitati ragionamenti.


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